Claudia Servillo: “A Roma servono il Grab e le Olimpiadi, fidatevi di noi”

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“Voglio ridare valore al tema ambiente a cui la bellezza della città è legata”. Servillo si dovrebbe occupare di Ambiente e Rifiuti

Claudia Servillo, 44 anni, da venti avvocato nella P. A., sarà assessore se Giachetti vince le elezioni. Ambiente e Rifiuti a Roma è un compito immane. Da dove pensa di partire?

«Ridare valore al tema “ambiente” a cui la bellezza di Roma è legata. Le ville storiche, il verde dei quartieri, i viali alberati, il Tevere, l’agro romano sopravvissuto alle speculazioni, sono il parallelo della Roma monumentale ed archeologica. Questa Roma, anch’essa oggetto di aggressione e scandali, deve riavere piena attenzione del Comune e deve essere restituita ai cittadini. E con l’aiuto dei cittadini si può trovare il modo più giusto di curare o vigilare».

I cittadini fanno la loro parte, ma vogliono che ci pensino le istituzioni a cui pagano le tasse.

«È giusto, ci sarà pieno supporto del Comune. Poi ci sono problematiche più strutturali: inquinamento da traffico, qualità dell’aria, gestione dei rifiuti. Servono risposte altrettanto strutturali in giunta. Sono un tecnico, non voglio improvvisare. Controllerò se tutti coloro che operano, a diverso titolo hanno contratti o convenzioni con il Comune e se si comportano in modo corretto e professionale. Sono convinta che già più efficienza nella normalità migliorerebbe molto la situazione».

È possibile che in una capitale europea ci siano cassonetti stracolmi di rifiuti e che la raccolta sia messa in ginocchio dagli scioperi?

«Parliamo di circa 2 milioni di tonnellate, la questione è molto complessa. Un sistema ben gestito non può entrare in crisi per uno sciopero, deve avere livelli di garanzia e d’intervento per rispondere all’emergenza. Serve una ricetta su vari livelli: una raccolta più efficiente, controllo del lavoro svolto da Ama, miglioramento della raccolta differenziata».

Lei avrà voce in capitolo anche sul riordino delle società partecipate?

«Questo deve rientrare in una strategia dell’intera giunta. Affronteremo il tema con Giachetti, credo che si debba partire da una verifica dei contratti in essere, dai piani di gestione, dalla loro corrispondenza agli interessi pubblici. Le partecipate rispondono ad un mandato operativo specialistico che è dovere del Comune tenere costantemente monitorato. Senza offesa, faremmo un buon lavoro se rispetto al passato facessimo più “amministrazione” e meno “politica”, cioè meno“parole».

Il Grab, il grande raccordo ciclabile, è una prospettiva realizzabile?

«Non vedo perché no. È un’opera che può essere fatta in molti modi, anche recuperando parte delle attuali carreggiate stradali. Trattandosi di una ciclopedonale di 44 km che attraversa parti di Roma di straordinaria bellezza, l’importanza del Grab va oltre perché u n’infrastruttura anche turistica ben promossa e gestita, potrebbe rappresentare un’attrazione ».

Migliorerà la situazione delle piste ciclabili? Oggi a Roma in bici si rischia la vita.

«Se vogliamo che le ciclabili siano parte strategica di una diversa mobilità urbana, devono essere inserite in una riflessione sulla mobilità complessiva, sui nodi di scambio e connessione con mezzi pubblici e metro». Una quota di romani pensa che le Olimpiadi nel 2024 non siano sostenibili. Può dare loro torto? «Oggi Roma schianterebbe sotto un evento olimpico. Chi pensa che la città non sia preparata ha ragione se considera lo stato attuale dei trasporti e dei servizi. Ecco la scommessa: realizzare infrastrutture utili per la città in tempi certi con finanziamenti che altrimenti non si avrebbero e intanto lavorare alla soluzione dei problemi quotidiani come rifiuti, trasporti, buche».

Si rende conto che è difficile crederle?

«So che nella normalità le cose non dovrebbero andare così, che le opere d’interesse pubblico andrebbero fatte a prescindere dagli eventi eccezionali. Ma saperlo non aggiunge un euro alle voci di bilancio, mentre le Olimpiadi se ben gestite possono creare servizi che poi sono patrimonio di tutti e migliorano la qualità di vita di molti con servizi nuovi o più efficienti».

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