Cirinnà: “Sulle Unioni civili il Pd saprà essere unito”

Diritti
Monica Cirinna' con il ministro Maria Elena Boschi nell'aula del Senato, Roma, 17 settembre 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La relatrice del ddl: “Siamo all’ultimo miglio, ma c’è ancora chi punta al pantano”

Monica Cirinnà si sente un maratoneta arrivata all’ultimo miglio di una lunga e difficile maratona. Ora è il momento dello slancio finale, impresso dal Pd con la decisione di presentare direttamente in Aula il testo sulle Unioni civili.

Allora la proposta di Maurizio Sacconi di tornare in commissione per lei è una provocazione.

“Non la considero neanche una proposta, ma l’ennesimo tentativo di impantanare la legge. Rispondo con le parole che ha usato il presidente della commissione Giustizia Nitto Palma presentando il lavoro fatto: ha parlato di rischio paralisi, di ostruzionismo provocato dai troppi emendamenti e di ben 75 sedute con un a quantità inaudita di ore di discussione. La possibilità di lavorare in commissione c’è stata”.

Il nodo resta la stepchild adoption. Si tratta di un automatismo, o c’è la valutazione di un giudice?

“Sono contenta di poter sottolineare questo punto, che finora è stato oscurato. Il testo prevede l’estensione della responsabilità genitoriale sul figlio del partner (preferisco utilizzare l’italiano) con la stessa procedura prevista per i coniugi dalla legge 184 del 1983 e da quell’anno applicata in Italia. La procedura non è mai automatica, ma prevede la valutazione caso per caso di un giudice, il quale deciderà se concedere l’adozione speciale o no”.

Cosa pensa della proposta di preadozione, elaborata dal Pd Giorgio Pagliari per mediare con chi non accetta questo testo?

“Mi stupisce che il collega, illustre e colto conoscitore del diritto, non si renda conto che quella proposta sarebbe incostituzionale, perché introdurrebbe una disparità di trattamento tra i bambini adottati dagli eterosessuali (che vengono subito adottati) e gli altri, che dovrebbero aspettare cinque anni”.

Come giudica la decisione del Pd di lasciare libertà di coscienza sul voto? Il Pd rischia di dilaniarsi?

“Su questi temi è sempre giusto lasciare la libertà di coscienza. Abbiamo comunque tanti fari che illuminano il cammino, da Renzi alla ministra Boschi, persino Pietro Grasso ha espresso il suo parere favorevole. Quanto al Pd, su molti temi si è dilaniato, dall’articolo 18 alla scuola per non parlare delle riforme costituzionali. Ma poi alla fine si è trovata l’unità”.

Crede che i 5Stelle voteranno a favore?

“Sulla lealtà dei 5 Stelle sono certa al 100%, perché hanno contribuito attivamente alla formulazione del testo”.

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