Chaouki: “Le ricette di Salvini porterebbero morte”

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Intervista a Khalid Chaouki, deputato del Partito democratico, sul tema immigrazione: “Le teorie di Salvini sui respingimenti provocano la morte di migliaia di persone innocenti”

“Salvini non ha il coraggio di dire che le sue teorie sui respingimenti provocano la morte di migliaia di persone innocenti, in fuga da guerre e dittature atroci; insegue teorie di una disumanità intollerabile. Le destre xenofobe stanno scrivendo pagine di propaganda e di crudeltà che non appartengono alla storia del nostro Paese”.

Khalid Chaouki,  deputato del Partito democratico, analizza con l’Unità.tv quanto è stato fatto dal governo sui temi dell’immigrazione, commenta le critiche della Cei su come l’Esecutivo sta gestendo l’immigrazione e fa un appello al M5s, incitando i suoi elettori a un “sussulto di dignità per rifiutare le ricette di estrema destra di Grillo, l’eterno alleato di Farage e Salvini”.

 

Partiamo dalle parole della Cei. Il segretario generale, monsignor Nunzio Galantino, ha giudicato inadeguato l’operato del governo. Qual è la sua posizione?

Premesso che le parole di Galantino sono importanti per riflettere sul tema, ritengo ingiusto non valorizzare l’impegno di questo governo. L’Italia per la prima volta ha promosso e sostenuto un’operazione umanitaria che non ha eguali sulla storia del Mediterraneo, salvando direttamente  più di centomila persone e ponendo il tema dell’immigrazione e della gestione dei profughi tra le priorità dell’agenda europea e internazionale.

Lo sforzo umanitario, anche di tutta la società italiana grazie al contributo delle regioni del sud, della stessa chiesa cattolica e delle tantissime associazioni, è stato riconosciuto al livello globale. Negare tutto questo è ingeneroso.

Ricordo che l’Italia è l’unico Paese in questo momento che sta fronteggiando il tema dell’immigrazione ancora con umanità e non con slogan o respingimenti come succede nella civilissima Gran Bretagna e nelle frontiere settentrionali dell’Italia.

Ma non è affatto mia intenzione polemizzare. Piuttosto, alla Cei e a tutto il mondo associativo lancio un appello: uniamoci, tutti insieme, contro l’indifferenza disumana che troppo spesso diventa propaganda politica.

A proposito di propaganda, Salvini continua a teorizzare il respingimento o il blocco navale nel Mediterraneo. 

Quello che propone il leader della Lega significherebbe, di fatto, la morte certa di migliaia di profughi in Libia e in Siria. Le sue teorie sui respingimenti faranno morire persone innocenti, in fuga da guerre e dittature atroci e sono di una disumanità intollerabile. Con il messaggio “basta che non arrivino sulle nostre coste”, le destre xenofobe stanno scrivendo pagine di propaganda e crudeltà che non appartengono alla storia del nostro Paese. Noi siamo diversi. Vogliamo e dobbiamo contrastare questa triste ipocrisia. Salvini e i suoi dovranno rendere conto delle pagine di crudeltà e di propaganda che stanno scrivendo.

Negli ultimi giorni anche Grillo sembra parlare la stessa lingua di Salvini. Che ne pensa?

Dalla Sardegna Grillo si toglie la maschera per l’ennesima volta  e cerca di gareggiare nella xenofobia salviniana, oltretutto con il grande imbarazzo dei suoi elettori. Spero emerga un sussulto di dignità e un po’ di cuore a chi ha votato M5S pensando a un movimento con valori di sinistra e che invece oggi si ritrova un leader, eterno alleato di Farage, con ricette di estrema destra. È questo il nostro appello.

Un’ultima battuta, onorevole. Ci dica cosa dovrebbe fare il Partito democratico per stimolare l’integrazione e la convivenza. 

Il nostro partito sui temi dell’immigrazione ci sta mettendo la faccia, a livello nazionale e locale, con i tanti amministratori. Quello che dovremmo fare meglio, forse, è provare a raccontare le molte esperienze positive, esperienze in cui i profughi danno prove di solidarietà, come è avvenuto a Firenze dopo l’alluvione o come sta venendo in Calabria in queste ore drammatiche. Questi sono ottimi modelli che dobbiamo far conoscere di più. La stragrande maggioranza dei profughi è in prima linea per dare una mano alla comunità in cui viene accolta. Ecco perché dobbiamo isolare le storie negative (casi isolati che vanno comunque contrastati) inventando soluzioni di convivenza.

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