Causi: “Polemiche strumentali. Roma sempre governata”

Dal giornale
Il vicesindaco di Roma Marco Causi durante il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza convocato per discutere le misure da prendere dopo il caso del funerale show di Vittorio Casamonica, Roma, 24 agosto 2015. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il vicensindaco Causi guida la macchina del Giubileo. A fine settembre i cantieri

«Non capisco tutto questo evocare il sindaco Marino… Eccomi qua, per qualche giorno ancora sono io il sindaco di Roma, se la prendano pure con me, funerali, case popolari, mafia e antimafia, abbiamo risposte e soluzioni per tutti». Il vicesindaco Marco Causi, con delega al bilancio, ha ancora la forza di sorridere, dare spazio all’ironia e tenere a bada il sarcasmo. In fondo domani sarà un mese esatto da quando è entrato – pardon, tornato – nella giunta capitolina e un mese sotto pressione è nulla rispetto a chi ormai da nove mesi combatte ogni giorno contro arresti, intercettazioni, dimissioni spontanee o forzate, cittadini arrabbiati e vigili e autisti in rivolta.

Cos’è stato peggio in questo mese, trattare sull’Atac o spiegare al resto del mondo perchè la Capitale d’Italia ha ospitato un funerale in perfetto mafia syle?

«Guardi, elenco i titoli di questo mese: assestamento di bilancio, conclusione e chiusura del dossier Atac con aumento dei finanziamenti regionali e approvazione del nuovo contratto di servizio triennale, avvio del Tavolo con il governo per i finanziamenti del pacchetto Giubileo. Il caso Casamonica è stato un episodio gravissimo per l’immagine della città ma le falle sono state all’interno del circuito dalla sicurezza. Ammetto che è stato un agosto a suo modo indimenticabile».

Con tutto il rispetto per il suo egregio lavoro, Marino però avrebbe potuto essere qua….

«Il sindaco ha lavorato fino al 14 agosto, era veramente stanco e aveva il sacrosanto diritto a staccare un po’. Detto questo, prima di partire siamo stati un paio d’ore a quattr’occhi per il passaggio delle consegne e mi ha detto che si sentiva rassicurato dal mio arrivo in giunta. Era sollevato perchè non era più “il solo a poter parlare con i ministri”, non era più “il solo persino per parlare inglese”. Insomma, tra di noi c’è stata una piena legittimazione politica ed operativa. Non solo, le rivelo anche questo: ci sentiamo ogni giorno almeno due volte e la prima telefonata arriva quando negli Stati Uniti sono le 5 e mezzo del mattino».

Passi per il funerale-show, ma essere assente anche per la riunione del Consiglio dei Ministri così importante per il futuro della città ha il sapore della polemica. O di un mezzo passo indietro.

«Nè l’uno nè l’altro. C’è stata una normale organizzazione del lavoro, il Campidoglio non è abbandonato ma fortemente presidiato e i rapporti con il governo sono fluenti».

Ha appena incontrato il ministro Delrio. Cosa avete deciso?

«E ieri ho incontrato il sottosegretario De Vincenti, come vede la macchina procede a pieno regime. Oggi otteniamo le deroghe per le gare per il Giubileo. Si tratta soprattuto di interventi manutentivi, tutti sotto il miliardo e, sia chiaro, nell’ambito della procedura prevista dall’Anac: si procederà per estrazione per le ditte, per il commissario e secondo il criterio della doppia media degli importi. Insomma, siamo in grado di aprire i cantieri entro la fine di settembre».

Quanti soldi sono disponibili?

«50 milioni sono già stati liberati. Forse ce ne saranno altri 30, più qualcosa per le spese di gestione. Alla fine non saranno più di cento milioni. Autofinanziati dal comune di Roma che ha chiesto un mutuo alla Cassa Depositi e prestiti».

Ci sono divergenze tra lei e altri membri della giunta sulla tipologia degli inteventi da sostenere?

«Sono realista. Il ministro Delrio lo è con me. Siamo evidentemente schiacciati dai tempi ed è prioritario occuparsi della manutenzione corrente, di far funzionare bene la città nei prossimi mesi, servizi e trasporti e logistica, anzichè avventurarsi in nuovi cantieri che non saremo in grado di chiudere in breve tempo. Detto questo, con Delrio abbiamo cominciato a lavorare su un piano di interventi a medio termine, oltre il Giubileo, per risolvere i problemi di Roma relativi soprattutto al trasporto pubblico e privato. Compreso il nodo di Fiumicino».

Qualcuno ironizza sul fatto che lei nel 2008, ai tempi della giunta Veltroni, lasciò il bilancio con un buco di 22 miliardi. Cosa risponde?

«Quel buco fu un’operazione strumentale condotta in danno di Veltroni. La massa debitoria fu montata in modo così artificioso che ancora oggi i soldi per il Comune di Roma e per il Giubileo, si vanno a cercare in quella gestione straordinaria che ebbe troppi soldi perchè montata artificosamente».

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