Causi: “Governo e sindaco lavoreranno insieme, subito investimenti”

Roma
Marco Causi durante la presentazione della nuova giunta capitolina, Roma, 28 luglio 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Intervista al nuovo vicesindaco di Roma Marco Causi, che all’Unità garantisce: “Ce la faremo, l’anno scorso abbiamo predisposto le condizioni di avvicinamento al risanamento, ora predisporremo il rilancio”

Marco Causi, deputato Pd ed ex uomo dei conti della giunta Veltroni è il nuovo vicesindaco e assessore al Bilancio del Marino-ter. Non le fanno paura i numeri di Roma?

“Marino e Renzi mi hanno chiesto un impegno generale: garantire uno stretto coordinamento tra il Campidoglio e il governo per risollevare la città come servizi pubblici e manutenzione delle infrastrutture. I conti della spesa corrente e del piano di rientro stanno andando bene. Mentre è evidente, e il governo concorda, che ci sono pochi investimenti a partire dalle reti pubbliche: strade, trasporto pubblico, rotaie, acqua, fogne. Bisogna allargare le maglie della finanza capitolina”.

 

 

E come? La capitale è andata vicina al default e c’è chi sostiene che si resti in zona fallimento…

“Io sono appena arrivato, ma Silvia Scozzese mi ha consegnato un bilancio corrispondente ai criteri del piano di rientro. Per gli investimenti servirà un aiuto del governo e della Regione Lazio. E Palazzo Chigi ha convocato per martedì un tavolo interistituzionale per Roma Capitale con l’obiettivo di riaprire una sessione comune di rilancio della città”.

 

Insomma, il suo ruolo è di mediatore tra Renzi e Marino il cui dialogo è ai minimi termini. È così?

“Non mi occupo dei rapporti personali tra premier e sindaco. Quando abbiamo riscritto in Parlamento le norme del decreto Salva-Roma, caduto due volte e riscritto la terza con il grandissimo impegno del gruppo Pd, mi sono sentito ambasciatore della buona politica. L’anno scorso abbiamo predisposto le condizioni di avvicinamento al risanamento, ora predisporremo il rilancio”.

 

Il problema sono sempre i soldi. Prevedete un ricorso a partner industriali privati, come per l’Atac? O vi affiderete alla spending review?

“Per i beni pubblici in senso stretto e la scuola c’è solo il ricorso a una spesa pubblica efficiente e rigorosa. Per le tariffe faremo un monitoraggio serio di come spendono e gestiscono i concessionari, a partire da Ama e Acea. Poi sarà molto importante l’apertura entro il 2015 del primo ecodistretto nel Lazio che ci consentirà di trattare i rifiuti sul nostro territorio e decongestionare il sistema”.

 

Quali altre emergenze affronterete per prime?

“Ce ne sono tantissime. A partire dal trasporto locale, dove servono nuovi autobus e treni. Anche qui bisognerà capire con quale compatibilità finanziaria. E poi bisogna chiudere velocemente il pacchetto delle norme speciali per il Giubileo”.

 

Roma ce la farà ad affrontare questo evento eccezionale proprio adesso?

“Sì. E voglio aggiungere che non ci sarà aggravio per la finanza pubblica perché ricorreremo a risorse già stanziate nel quadro della gestione straordinaria del bilancio ante 2008″.

 

Senza Sel è un monocolore Pd. Quanto più complicato sarà?

“Il passo laterale di Sel dispiace a tutti, ma confido che in giunta si troverà un percorso comune e degli obiettivi su cui convergere. Per il Pd è un aumento di responsabilità, ma siamo pronti ad affrontarlo”.

 

Cosa direbbe alla stampa straniera e ai turisti che sbarcano in città?

“Nella campagna mediatica di questi giorni c’è una parte di verità, su criminalità, mafia e degrado. Ma anche un po’ di cattiveria anti-romana. Nel Nord europeo e americano c’è la tradizione di enfatizzare i difetti storici del Sud”.

 

Chi è stato decisivo nel convincerla ad accettare, Renzi, Marino o Orfini?

“Renzi mi ha chiesto la disponibilità molte settimane fa. Io l’ho subordinata a due condizioni, che si sono realizzate. La piena concordia tra premier e sindaco per lavorare su mandato di entrambi e il tavolo di concertazione”.

 

Lei ha detto che resterà deputato ma rinuncerà all’indennità da assessore. Non sarebbe più lineare dimettersi dal Parlamento?

“Bruno Tabacci ha fatto per due anni l’assessore di Pisapia e il deputato. Io penserei di fare lo stesso, rinunciando all’incarico di capogruppo in commissione Finanze, perché dalla Camera seguirei meglio gli interessi di Roma. E poi, sono un gran lavoratore con produttività elevata in Parlamento: terzo nella classifica Open Polis…”.

 

Ecco, rischia di precipitare in quella classifica…

“Se non riesco a conciliare due impegni, valuterò. Per ora con me Marino risparmia due stipendi”.

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