Cassel: “Sopraffatto da una Lolita ho tradito il mio miglior amico”

Cinema
Una foto di scena del film 'Un momento di follia'.
ANSA/ UFFICIO STAMPA
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Vincent Cassel parla di “Un momento di follia” il film che lo vede alle prese con la figlia adolescente del suo confidente. “Nessuno scandalo, oggi le ragazze sanno bene cosa vogliono”, dice l’attore

A Roma per presentare Un momento di follia, (il 24 Marzo nelle sale) remake dell’omonimo film del 77 di Claude Berri,
prodotto da Thomas Langmann e diretto da Jean Francois Richet, Vincent Cassel, si gode la pausa italiana dall’interminabile set di Jason Bourne 5 – “va avanti da sei mesi”, dice ridendo – per parlare del film in cui interpreta Laurent, un padre divorziato che insieme al suo migliore amico Antoine (Francois Cluzet) e alle loro figlie adolescenti, Louna (Lola Le Lann) e Marie (Alice Isaaz) passa le vacanze estive in Corsica. Mentre i due padri sono alle prese con una confusa vita sentimentale fra voglia di riconciliarsi e nuove avventure, le due ragazze sono determinate a divertirsi ad ogni costo. Con il passare dei giorni, il fare più giovanile e scherzoso di Laurent in contrasto con l’ansia del padre Antoine, fanno si che Louna s’invaghisca di lui, provocandolo in tutti i modi. Laurent resiste, si oppone, ma una notte in spiaggia cede alla ragazza. Per lei è amore, per lui uno sbaglio da dimenticare, eppure il rapporto con una minorenne ancora oggi, all’uscita del film, ha creato un certo scandalo.
“Quale scandalo – ci dice in perfetto italiano Vincent Cassel, che riesce anche in una lingua non sua a ironizzare – In
Francia non è reato avere un rapporto con una diciassettenne se è consensuale. Oggi le ragazze sanno bene cosa vogliono,
non sono sedotte, sono in grado di prendere l’iniziativa, anche nei riguardi di un uomo di 45 anni. Io ne so qualcosa,
sono spesso avvicinato da adolescenti che non hanno nessun problema verso la mia età, anzi. Qui casomai c’è un tradimento verso l’amico”.

Infatti rispetto al film di Berri, incentrato sulla storia d’amore fra l’adolescente e l’uomo maturo, qui si pone l’attenzione più sul rapporto di amicizia.

“Con Francois Richet eravamo d’accordo su questo. (Cassel è amico di Richet, con cui ha recitato in Nemico Pubblico) Il mio personaggio non approfitta della situazione, non è un predatore, anzi ne è quasi sopraffatto. Lui si sente colpevole soltanto di aver tradito un’amicizia e di non trovare giustificazione di fronte all’amico. La sua vigliaccheria lo rende anche ridicolo. Ha in mano una patata bollente e diventa vittima del disastro che lui stesso ha creato”.

Laurent però tradisce anche la figlia che lo giudica “patetico”. 

“Lei si sente tradita da suo padre e dalla sua amica. Oggi i rapporti padri e figli sono completamente cambiati rispetto al passato. Abbiamo un’intimità con i nostri figli che per i nostri genitori era  impensabile. Diventiamo amici spogliando il ruolo di una certa autorevolezza. Marie non si deve sentire tradita, non è una cosa che la riguarda. Non c’è alcun gesto contro di lei. Non c’è amoralità”.

Lei è padre di due figlie, rimarrebbe così distaccato se una delle due le venisse a raccontare di avere una relazione con un uomo molto più grande?

“Sinceramente non lo so. Credo che non ne sarei così sconvolto. I figli non ci appartengono e se per caso vorranno avere un’ esperienza con un uomo più grande, va bene, l’importante è che sia positiva. Quanti di noi maschietti hanno sognato di fare “esperienza” con una donna matura? Poi nel film i due uomini sono completamente in balia delle due ragazze, che come succede di questi tempi, sono molto volitive, tendono ad avere atteggiamenti maschili, mentre gli uomini si sono femminilizzati, non so se sia un bene”.

Lola de Lann, la giovane attrice che interpreta Louna, è alla sua prima  esperienza al cinema. Com’è stato per  lei recitare accanto ad una debuttante  in un ruolo così difficile? 

“È stato meraviglioso. Perché ha portato a due attori esperti come me e Francois (Cluzet) la freschezza della recitazione,  l’entusiasmo, il talento che non è ancora diventato mestiere. Lola è stata una scelta fortunata perché è bravissima e avrà un grande futuro”.

Lei invece accumula esperienza, ha terminato di girare “Fino alla fine del Mondo” di Xavier Dolan, sta per terminare “Jason Bourne 5”, e nel mezzo  ha avuto il tempo di girare due film in Brasile, dove vive. Come si trova a recitare in tutte queste lingue?

“Bene, ma non troppo. Sono parigino e mi sento molto più sicuro a recitare nella  mia lingua. Io penso in francese quindi non ho il tempo materiale, che serve per esempio all’improvvisazione, per tradurre  le parole. Devo seguire il copione e studiare. Mi diverto meno”. (Eppure alle domande Vincent Cassel risponde  in italiano senza pensarci e senza fare  errori).

Il manifesto del film originale di Berri fu realizzato da Wolinski, il fumettista  ucciso durante l’attentato a Charlie Hebdo. Secondo lei, come dovrebbe reagire la Francia a questi tragici attacchi? 

“La Francia sta vivendo una profonda  crisi d’identità. Dovremmo riaffermare  la nostra identità riconquistando la laicità  del nostro paese. È fondamentale. E  ce la faremo, siamo il popolo che ha ucciso  il suo re, il proprio padre. Supereremo  anche questo”.

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