Calise: “Sì al collegio maggioritario, Renzi difenda il Rosatellum”

Legge elettorale
MauroCalise

Il politologo: “Spero che la trattativa con Berlusconi sia solo mossa tattica”

Mauro Calise, politologo e docente di Scienze Politiche all’università Federico II di Napoli, la confusione sulla legge elettorale è grande. Sembra comunque che l’Italia vada verso un sistema proporzionale: il punto è capire quanto. È così?

«Ci sono due problemi diversi nel rapporto tra maggioritario e proporzionale. Il primo riguarda la governabilità, ovvero come si forma un governo dopo il voto. Il secondo riguarda il legame tra eletti ed elettori. E su questo versante non c’è niente di meglio di quello che avevamo fino al quasi colpo di Stato che ha introdotto il Porcellum».

Cioè, il Mattarellum. Su cui però, come ha ammesso Renzi, non ci sono i numeri.

«La sostanza si ritroverebbe nel Rosatellum, sia pure in percentuali diverse. Con il collegio maggioritario uninominale si riesce a salvare l’idea di coalizione: il candidato può essere frutto di alleanze non fatte a Roma per essere smentite il giorno dopo le urne bensì costruite con l’obiettivo di una candidatura vincente e legata al territorio».

Sulla forza dei collegi a parole concordano quasi tutti. Però al dunque non passano mai.

«È una soluzione semplice, ma c’è resistenza perché tocca gli interessi dei vertici dei partiti. Con il 50% di collegi previsti nel Rosatellum, però, potremmo dire che mettiamo mano al vero problema dei sistemi elettorali italiani: la debolezza dei candidati sul territorio. E togliamo potere alle segreterie ».

Martedì nella direzione del Pd il segretario finalizzerà la proposta del partito, che al momento è il Rosatellum. Lei lo promuove, quindi?

«Sì. Sceglie una bella dose dei nuovi deputati con il criterio della buona politica. Non ho dubbi. L’alternativa sarebbero le preferenze, che però metterebbero in gioco vecchi meccanismi mono-partitici anziché multipartitici. A mio avviso, sarebbero una scelta che non va bene».

Il Pd sulla legge elettorale ha un doppio forno: l’alternativa è l’ipotesi di accontentare l’afflato proporzionalista di Berlusconi in cambio del via libera alle elezioni anticipate. Fa bene o male Renzi a trattare con l’ex Cavaliere?

«Qui arriviamo al secondo lato del problema: come garantire la governabilità. Vede, il meccanismo del collegio, con le sue specificità territoriali, può mettere in difficoltà i Cinquestelle e portare a una maggioranza di centrosinistra. Di conseguenza il Rosatellum non va bene a Grillo né a Berlusconi che vuole rimanere in gioco e non essere costretto ad allearsi con la Lega».

Secondo lei, il centrosinistra può vincere le elezioni?

«Il Pd può allearsi con la sinistra o con il centro a seconda delle circostanze e, con il sudore della fronte sul territorio, può creare una vera maggioranza aritmetica. A prescindere dall’eventuale premio. Il che per Berlusconi rappresenta un rischio che non può correre ».

E allora? Come finisce la partita?

«Renzi ha davanti a sé due alternative: o tira dritto su questa strada e forza la mano sul Rosatellum oppure cerca l’accordo con Forza Italia. Nel primo caso giocherebbe una vera rivincita e cambierebbe la classe dirigente. Il Renzi di due anni fa non avrebbe dubbi, ma quello di oggi è diverso: cerca di riprendersi dalla batosta del referendum e ha tutti i giornali addosso. Quindi capisco che valuti la seconda opzione».

Prodi, Pisapia, Orlando, Cuperlo: molti lo mettono in guardia dal ritorno al proporzionale.

«Il proporzionale puro come nel Consultellum, o molto accentuato, avrebbe il risultato di tenere tutti gli attori in gioco. Come ha detto Prodi, l’Italia si espone al rischio tedesco. Certo, si va subito al voto. Ma poi ci si torna sei mesi dopo. Renzi ha la possibilità di scegliere le alleanze, ma è probabile che il Pd né con Forza Italia né con la sinistra di Campo Progressista raggiungerebbe il 51%».

Un disastro.

«A quel punto, in un clima probabilmente caotico, la situazione diventa davvero critica. Senza nessuna certezza di un accordo che abbia i numeri per sopravvivere».

Quindi, avanti veloci con il Rosatellum? Il Pd ce la può fare?

«Io sono uno degli ultimissimi mohicani che pensa ancora si possa cambiare qualcosa in Italia. Quindi sì: Renzi vada dritto e ci provi. E speriamo che la trattativa con Berlusconi sia soltanto una mossa tattica».


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