Cacciari: “Il voto inglese rafforza il No italiano”

Brexit
Massimo Cacciari

“Il rischio di un caos italiano dentro un caos europeo, Dio ci salvi”

Il caos – evocato da un filosofo come Massimo Cacciari che ne ha lungo trattato nei suoi studi – non appare ora come un’astrazione ma come un esito politico, dopo la Brexit. “Questo voto inglese è il sintomo di una crisi che viene da lontano, non mi sorprende più di tanto”.

Professore, c’è chi critica il ricorso al referendum su una materia complessa come questa, e infatti non a caso la Costituzione italiana esclude il referendum sui trattati internazionali. La sua opinione?

Ma è un processo inevitabile: tutto dipende dalla autorevolezza dei governi e dei parlamenti. Quando un governo e un parlamento hanno la necessaria autorevolezza il referendum è superfluo, se non dannoso. E viceversa, quando le istituzioni rappresentative non sanno decidere sono costretti a far parlare il popolo. Questo è il dato politico, al di là delle disquisizioni teoriche su democrazia diretta e democrazia rappresentativa.

Le conseguenze della Brexit si avvertiranno più sul terreno economico o su quello politico?

Sul piano politico, certamente. I rimedi economici o finanziari alla fine si trovano. La conseguenza politica invece è enorme, perché riguarda la prospettiva politica dell’Europa unita. E da questo punto di vista l’esito del referendum inglese è catastrofico.

Lei crede a un effetto-domino?

E’ possibile, certo. Pensiamo a quanto saranno influenzate dal voto inglese le elezioni francesi della prossima primavera, con Marine Le Pen all’attacco proprio su queste questioni.

Che cosa bisognerebbe fare?

C’è una sola strada ma difficilissima. Che i gruppi dirigenti dei 6 paesi fondatori avviassero una vera fase costituente, una rifondazione europea e dicessero: va bene, a questo punto il processo europeo si rilancia alla grande. Facendo una severa autocritica e anche dei gesti clamorosi, tipo riaprire una forte stagione di welfare. Ma la Germania accetterebbe una cosa del genere? Credo di no.

Questi gruppi dirigenti europei sono troppo deboli secondo lei?

Sono sempre più soggetti agli umori delle rispettive opinioni pubbliche. E in questo momento gli umori delle opinioni pubbliche non sono certo costruttivi.

Professor Cacciari, ci sarà un effetto Brexit sull’Italia?

Il caos europeo avrà delle ripercussione anche su di noi, certamente. A partire dal referendum di ottobre. Parliamoci chiaro: il voto inglese è un favore ai sostenitori del No perché per molti aspetti va nel senso della contestazione, della disgregazione.

Del caos italiano?

Ma certo. Gli inglesi hanno indebolito anche la leadership italiana nel momento in cui hanno dato un colpo all’Europa.

David Cameron si è dimesso…

Giusto. Un atto da persona seria. D’altronde che stava a fare ancora lì, a farsi bersagliare tutti i giorni?

E quindi anche Renzi, se perdesse il referendum, dovrebbe lasciare?

Volente o nolente dovrebbe andar via,  certo. Sarebbe troppo debole per continuare. E sarebbe il caos italiano. Anzi, una situazione molto più incasinata di quella della Gran Bretagna. Un caos italiano dentro un caos europeo. Dio ci salvi…

 

 

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