Cacciari: “Fascismo? Parole a vanvera, qui serve la politica”

Terrorismo
Massimo Cacciari durante la cerimonia di apertura della prima riunione mondiale dei laureati dell''ateneo Bolognese, Bologna, 19 Giugno 2015. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il filosofo veneziano: “Il linguaggio è usurato, anche questo è un segno del tramonto dell’Occidente”

“Stupidaggini”. Come sempre, Massimo Cacciari non usa perifrasi. L’Isis è il fascismo, il nazismo, dice Hilary Benn? “Ma queste sono cose che vanno bene nei talk show, cosa c’entrano Hitler o Mussolini, erano fenomeni occidentali, sono situazioni completamente diverse…”. Le parole sono importanti, certo: ma il filosofo veneziano pare molto, molto incline al pessimismo non solo per l’uso a suo parere distorto delle parole, anche è di qui che partiamo, dalle parole del laburista Benn.

Professore, dunque è sbagliato il paragone fra i terroristi dell’Isis e i nazisti?

Fenomeni storicamente incomparabili. Ormai le parole sono usate a vanvera, il linguaggio è completamente usurato, è un mucchio di rottami, impera la demagogia delle chiacchiere. Anche questo è il segno del tramonto dell’Occidente, della sua inesorabile decadenza: si è dimenticato il rigore dei propri idiomi. Solo papa Francesco è consapevole della decadenza della cultura occidentale, e lo dimostra in ogni momento.

In che senso?

– Il papa è consapevole degli errori, delle colpe della Chiesa, e dice: pentiti, Chiesa! Mostra volontà di conversione, e di umiltà. E’ quello che dovrebbe fare anche l’Occidente, per tutte le cose che ha commesso nei secoli. Con questo spirito, e non quello della guerra di civiltà, dovrebbe fare la battaglia che va fatta.

Ma Benn ha accostato Isis e  fascismo in chiara opposizione al leader del labour Corbyn che ha invece una posizione “pacifista”.

Allora è un problema politico e va affrontato così, non ricorrendo a categorie che non c’entrano nulla.

Però, Cacciari, non si può negare che vi sia un elemento morale, in questa battaglia contro l’Isis.

Certo che c’è un elemento morale, figuriamoci. Ma la nozione di guerra è cambiata, anche rispetto al Novecento. Bisogna difendersi, certamente, ma non stiamo lì a ornamentare questo discorso con paragoni assurdi, facciamolo con intelligenza. Cogliendo i forti nessi fra economia, cultura, politica internazionale, dividendo il nemico, comprendendo le differenze che si sono al suo interno.

Senza intervenire militarmente?

Ma è l’extrema ratio. Smettiamola di fare i maestri dei diritti, di avere questo atteggiamento da maestri… Per fortuna °non siamo più leoni affamati”, come diceva Hegel. Ecco, non dobbiamo più avere l’atteggiamento di leoni affamati. Quella fase della storia è alle spalle.

– Prima dell’extrema ratio serve dunque una risposta politica?

Certo, questo è lo spazio proprio della grande politica. Il resto sono chiacchiere.

 

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