Burioni: “Il vaccino salva la vita, è assurdo diffondere panico”

Vaccini
Un bambino viene vaccinato in un ambulatorio della Asl di Napoli, 3 novembre 2016.
ANSA / CIRO FUSCO

L’immunologo contro l’inchiesta di Report: «Sostenere tesi senza sostegno scientifico dandole per verità serve solo a terrorizzare, come gridare in uno stadio che c’è una bomba. Fatto gravissimo pagato con i soldi dei contribuenti»

“È una vicenda molto grave, perché Report ha presentato ipotesi non confermate da alcun dato scientifico come fossero verità”. Roberto Burioni, ordinario di Microbiologia e Virologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ieri mattina è stato uno dei primi uomini di scienza ad alzarsi per protestare contro Report. Lo ha fatto con un lungo post su Facebook immediatamente condiviso da migliaia di persone. «Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile. È abusare in maniera perversa della libertà di opinione».

Professore, lei ha parlato di «bugie», di «teorie prive di base scientifica», di «individui senza alcuna autorevolezza» e di un «effetto abominevole: instillare timore nei confronti di una pratica medica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da una morte atroce». Che cosa l’ha indignata tanto nel servizio di Report?

«Durante il servizio è stato intervistato un immunologo israeliano che parlava di una ipotetica sindrome autoimmune causata dagli adiuvanti: ma è appunto una ipotesi che la comunità scientifica non ha ancora accettato, come dimostrano i testi scientifici che ho citato nel mio intervento su Facebook. Lo stesso israeliano ha detto che il vaccino non funziona e che la durata della sua protezione è breve: si tratta di due affermazioni che non sono vere. Non solo, alla fine del servizio è stato dato spazio a una signora, Antonietta Gatti, che ha asserito che i vaccini sono contaminati presentando dei dati che sono stati pubblicati sull’International Journal of Vaccines and Vaccination, ossia una rivista che non è sottoposta ad alcun controllo di qualità come invece accade ai giornali scientifici seri e che non è neanche nominata nella banca dati PubMed. Sarebbe a dire che vale quanto Topolino. Anzi ancora di meno: vale quanto uno che si fa le fotocopie del proprio articolo in casa. Aver detto certe cose facendole sembrare quasi vere o realistiche è come gridare in uno stadio che c’è una bomba, serve a far scatenare il panico ma poi è difficilissimo calmare le persone. Per questo dico che è molto grave che questo sia avvenuto sulla televisione pubblica pagata con i soldi di tutti i cittadini».

Personaggi, tesi e ipotetici studi tipici delle teorie antivacciniste presentati in una cornice di assoluta adesione alla scienza. Operazione ambigua, non trova?

«“Io non sono razzista, ma…” è la tipica frase che prelude a un discorso razzista. Questi signori hanno avuto la spudoratezza prima di dire “noi non siamo contro i vaccini, dovete usare i vaccini”poi hanno sparso paure dando voce a delle bugie. Ed è una cosa inaccettabile. Non è un caso che dopo la trasmissione, prima del mio intervento o di quello della società italiana di virologia e delle altre associazioni scientifiche che hanno protestato, sui siti degli antivaccinisti era già partito il tam tam. Perché quelle usate durante il servizio di Report altro non sono che le tipiche falsità utilizzate nelle campagne contro i vaccini. Dicono che causano malattie autoimmuni, e non è vero come dimostrato dalle statistiche secondo le quali l’incidenza delle malattie autoimmuni è identica sia tra i vaccinati che tra i non vaccinati. Sostengono che i vaccini siano contaminati, ed è un falso. Sulla base di teorie che sostengono tesi simili, l’ente per il controllo dei farmaci francese ha ordinato degli esami che hanno dimostrato che i vaccini hanno lo stesso grado di contaminazione di qualsiasi altro farmaco, ossia praticamente zero. I vaccini, come tutti gli altri farmaci, sono incredibilmente puliti e il raccontarli come sporchi ha l’unico scopo di terrorizzare le persone».

Il servizio di Report, come molti lavori simili, alla fine con la scusa dell’approfondimento finiscono per mettere sullo stesso piano scienza e tesi che di scientifico hanno ben poco. Alla fine il messaggio più grave non è proprio questo?

«Quello contro il Papilloma virus è l’unico vaccino contro un tumore, vogliamo ricordarlo o no? Chi di noi non è terrorizzato dal tumore? Lo sono io per primo, come persona e non certo come medico. E quello contro l’Hpv è un vaccino che può prevenire una forma tumorale liberando le donne, e anche gli uomini, da una tipologia di cancro che in Italia e in tutto il mondo causa migliaia di morti. Lo ricordiamo o no? Se noi spargiamo una paura immotivata su questo utilissimo strumento facciamo una cosa che non è nell’interesse di nessuno, non del Paese e non della sanità pubblica. Ed è ancora più grave che a farlo sia il servizio radiotelevisivo pubblico. Peraltro mi dicono che Report non è nuova a queste argomentazioni…».

Ripartiamo dalla scienza, allora, e rimettiamo le cose al loro posto. Il vaccino contro il Papilloma Virus funziona?

« L’efficacia di questo vaccino nell’ostacolare l’infezione del virus del Papilloma è spaventosa, superiore al 99%. Purtroppo il vaccino esistente, è bene ricordarlo, non copre contro tutti i ceppi virali, ma copre contro la grandissima parte di essi. Per questo ai fini della prevenzione è importantissimo farlo, fermo restando che bisogna sempre fare il pap test. Di sicuro continuando a vaccinare e continuando a fare ricerca sui vaccini perché siano sempre migliori e sempre più efficaci potremo debellare questa malattia come capitato con il vaiolo ».

Ancora: di Papilloma Virus si muore?

«Senza ombra di dubbio, purtroppo. I dati in Italia sono piuttosto discordi, ma parliamo comunque di un numero cospicuo di morti. L’intera casistica dei tumori dell’utero causa circa 2500 di decessi, all’anno. Quelli del collo dell’utero, in base alle stime più ottimistiche, sono sicuramente diverse centinaia».

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli