Buonajuto: “Alla gente del Meridione dico: proviamo a cambiare le cose”

Referendum
Il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto a margine dell'inaugurazione del parco pubblico 'Amedeo Maiuri', all'interno degli scavi di Ercolano, 19 Novembre 2015. ANSA/CESARE ABBATE

Il sindaco di Ercolano: “I leader del No vengono tutti qui, noi rispondiamo stando con le persone”

Ciro Buonajuto, sindaco 39enne di Ercolano, renziano di ferro. Inutile chiederle come voterà al referendum del 4 dicembre?

«Domanda troppo facile».

Questa è più difficile: quanti dei suoi concittadini la seguiranno?

«Sono ottimista. Stiamo facendo moltissime iniziative, riuscendo a spiegare i contenuti della riforma. Ho cercato di evitare la battaglia politica che va fatta in altre sedi, ma qui ad Ercolano si sono concentrati i leader del No».

Addirittura?

«Domani arriva De Mita. C’è stato Cirino Pomicino. E Massimo D’Alema è venuto a inaugurare il Comitato del No. Sa dove? In quella che fino a tre giorni prima era la sede del Pd. Avevamo chiesto il rinnovo dell’affitto, la Fondazione Chiaromonte ha rifiutato perché intendeva vendere…».

Eravate morosi?

«No, avevamo sempre pagato il canone. C’è un contenzioso di 40mila euro per ristrutturazioni condominiali che spettano al proprietario e non al condomino. Solo che il precedente segretario del Pd Antonio Liberti, oggi fuori dal partito, aveva firmato un contratto capestro accollandosi spese non sue. Quando sono stato eletto, io e il commissario Teresa Armato abbiamo chiesto invano di rimanere lì».

Lo considera uno sfratto politico?

«Mi limito ai fatti. Intanto, abbiamo aperto una nuova sede. E noto che Ercolano è un luogo su cui il fronte del No ha investito. Non mi spaventa, ma un po’ di preoccupazione in una vicenda così importante ce l’ho. La nostra risposta è il lavoro che facciamo tra la gente».

Quali argomenti usa per il Sì?

«È semplice. Invito a leggere il testo senza farsi condizionare. Vuoi meno burocrazia, meno costi della politica, meno parlamentari? Dobbiamo farlo capire. È una riforma che dà più poteri alle persone potenziando referendum e leggi di iniziativa popolare».

Dica la verità: nemmeno dopo l’elezione di Trump cede all’argomento che se cade Renzi si spalancano le porte a Grillo?

«Ma no, sono molto più onesto. Sto ai contenuti senza farmi influenzare da Trump, D’Alema o altri. Se si snellisce il procedimento legislativo lo Stato funzionerà meglio. La parte più bella della Costituzione riguarda i diritti, compreso quello al lavoro. È per salvarla che interveniamo su altri punti, solo sburocratizzando si rafforzano i principi».

Perché, allora, al Sud il No trionfa nei sondaggi?

«Nel Mezzogiorno, dove c’è una disoccupazione importante, è assurdo il vantaggio del No. È proprio qui che la gente dovrebbe provare a cambiare un disagio evidente da Vibo Valentia a Ercolano, da Bari a Reggio Calabria. Invece, guarda caso, è il contrario».

E come se lo spiega?

«Con una discreta abilità oratoria, i leader del No veicolano il messaggio sbagliato: se vincono loro si apre una nuova stagione. Non è così: se vince il No, tutto resterà come prima».

La prossima manifestazione?

«Ne faccio due al giorno, tutte importanti. Siamo in una fase in cui non conta l’autorevolezza dell’oratore bensì quante persone si incontrano. Mi ha colpito il confronto in un’associazione giovanile. È stato un bel momento parlare con tanti diciottenni. Non è vero che i giovani sono disinteressati alla politica: se ci si confronta con onestà, si appassionano ».

Si candiderà alle prossime Regionali in Campania?

«No, faccio il sindaco di una splendida città che deve riemergere dalle ceneri. Abbiamo oltre un milione di turisti all’anno, gli scavi, l’area archeologica. Ma c’è una disoccupazione giovanile che tocca il 70%. Bisogna eliminare questo corto circuito investendo su cultura e giovani».

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