Bonifazi: “Da Grillo e Di Maio falsità e violenza, d’ora in poi quereliamo”

M5S
l43-bonifazi-140414200224_big

Lo dobbiamo ai militanti, i soldi andranno ai territori offesi

Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd, ha annunciato azioni legali contro i Cinquestelle. Quali e quando?

«Entro oggi saranno notificati sia gli atti risarcitori che le querele al signor Grillo e all’onorevole Di Maio». Quindi azioni sia civili che penali? «Sì, perché è stato passato ogni segno di civiltà politica ed è arrivata l’ora di mettere un punto al linguaggio che usano nei confronti del Pd. Le espressioni di Grillo ormai sono di costante offesa, non fanno più parte della dialettica politica».

Sul suo blog Grillo ne ha scritte tante e diverse. Perché proprio adesso avete deciso di rivolgervi al tribunale?

«C’è un momento in cui bisogna dire basta. Per noi è stato quando da un lato Di Maio ha costruito nei suoi comizi un castello accusatorio, completamente inventato, e dall’altro lato Grillo ha esagerato con le offese. Bisogna mettere un freno a questa situazione».

Non crede che si sia ancora nell’ambito della dialettica politica sebbene aspra?

«No. La dialettica implica la confutazione di idee che qui manca. C’è solo la gratuità delle offese e noi vogliamo che cambino metodo».

Non è probabile, dato che sul linguaggio Grillo ha costruito le sue fortune politiche.

«Se non cambieranno metodo continueranno a prendere querele e richieste di risarcimento. Non ci fermeremo a queste due. Andremo avanti ogni volta che ce ne sarà bisogno e ci tuteleremo in tutte le sedi».

Per quali affermazioni di preciso avete proposto azioni legali?

«Di Maio afferma che l’emendamento contestato è stato proposto su impulso del ministro Guidi per favorire il compagno e da tali premesse deduce che esponenti del Pd avrebbero consapevolmente favorito le compagnie petrolifere. Queste le sue parole: “Siamo convinti che Eni e Total abbiano pagato la campagna elettorale del Pd e lo dimostreremo”. Ebbene, è una falsità assoluta».

Insomma querelate non solo per il linguaggio ma anche per il contenuto?

«Sì. Non sarà più tollerato che dicano menzogne, lancino accuse penalmente rilevanti e infanghino la reputazione di un altro partito. Questa non è politica: è violenza. E alla violenza si reagisce nei modi che l’ordinamento consente. Di Maio risponderà di fronte ai magistrati».

Politici che si querelano tra loro: per gli elettori non è un bello spettacolo…

«Il problema non è la tutela del tesoriere o di un ministro. Il nostro partito è fatto di militanti e lo facciamo per tutelare loro. A chi fa volontariato politico vedere il proprio partito rappresentato come un’associazione a delinquere non fa piacere».

Avete avuto risposte da M5S?

«Io personalmente ho ricevuto attacchi sui miei profili social, ma credo che sia opera dei troll. Risposte politiche no».

Le affermazioni che contestate a Grillo quali sono?

«Una delle tante è la frase che gli esponenti del Pd sarebbero tutti collusi, con le mani sporche di petrolio e soldi. Una rappresentazione inaccettabile che offende centinaia di migliaia di militanti».

È l’inizio di una guerra a colpi di carte bollate? Tolleranza zero?

«D’ora in poi sì. Ogni volta che sarà travisata la realtà oppure i toni saranno ispirati dalla violenza».

Se vincete cosa farete dei soldi?

«Destineremo ogni centesimo ai territori e ai circoli lesi dalla propaganda dei Cinquestelle».

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli