Bonaccini: “Sfida alla Lega sui migranti”

Immigrazione
Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini durante le celebrazioni per il trentacinquesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Bologna, 2 agosto 2015.ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il governatore dell’Emilia Romagna: “Non temo i tagli, bene ridurre tasse”

Stefano Bonaccini conclude la giornata di Rimini «con la testa rivolta al futuro e le idee molto chiare su quello che deve fare il Pd e una sinistra riformista che coniuga giustizia sociale e modernità». Prima di prendere la parola al meeting, Renzi ha fatto in giro in città con il sindaco Andrea Gnassi e il governatore e ha visto i tanti cantieri aperti che danno lavoro e mostrano un progetto di crescita per la città. «Si tratta di cantieri aperti in questi mesi, nonostante la crisi e i tagli, le polemiche e le difficoltà» dice il governatore dell’Emila Romagna.

Convinto dalle parole di Renzi?

«Sono in politica da anni e sono abituato a non esaltarmi se le cose vanno bene e a non deprimermi se qualche sondaggio dice che siamo in difficoltà. Detto questo, mi è piaciuto quanto Renzi ha detto che siamo stati bloccati vent’anni prigionieri del berlusconismo e dell’antiberlusconismo. Ecco, è l’ora di uscire da questa gabbia che ha paralizzato il paese».

Punto primo, tagliare le tasse. Teme di dover sottrarre ancora risorse al suo territorio?

«La regione Emilia Romagna ha messo in campo tagli e inziative per cui non sarà sottratto un cent ai nostri cittadini. La sinistra è stata per troppi anni equivocata come parte politica che aumenta le tasse perchè non sa fare altro. Le direttrici sono due: ridurre la tasse a chi le paga, quindi famiglie, lavoratori e imprese e contemporaneamente agire per recuperare l’insopportabile evasione fiscale. Solo così possiamo liberare il paese».

Belle parole, ma i conti poi devono quadrare. Come farete?

«L’Emilia Romagna ha messo in campo politiche precise che non hanno sottratto risorse al territorio nonostante i tagli per gli 80 euro e per ridurre l’Irap alle imprese. Prima di tutto abbiamo tagliato i costi della politica: 15 milioni li recuperiamo azzerando i fondi per i gruppi consiliari e portando le indennità dei consiglieri regionali allo stipendio del sindaco del capoluogo. Altri 7 milioni dal taglio dei fondi alla presidenza e agli assessorati. Più che dimezzate le partecipate».

E il lavoro?

«Nel silenzio generale a luglio, prima dell’estate, nessuno ci avrebbe scommesso un cent, abbiamo firmato il Patto per il lavoro. Da qui al 2020 puntiamo a creare 100 mila posti di lavoro e a dimezzare la disoccupazione»

Abbiamo già sentito negli anni questa promessa. Con quali soldi e con chi?

«Il Patto è stato firmato con tutte le parti sociali, tutti i sindacati Fiom compresa, e poi enti locali, associazioni di categoria e delle imprese. Per i soldi abbiamo impegnato 15 miliardi che arrivano dai Fondi europei, fondi statali e regionali».

Sui Fondi europei anche l’Emilia Romagna non eccelle per capacità di spesa…

«E invece abbiamo già avuto l’ok dalla Ue per 2 miliardi e mezzo che saranno investiti su fondo sociale, innovazione e ricercae agroalimentare».

L’immigrazione sarà il tema che nei prossimi anni dividerà i popoli. Renzi ha detto: «Sono disposto a perdere qualche voto ma non rinuncerò mai a salvare vite».

«Sottoscrivo parola per parola. Ma neppure possiamo accogliere tutti. E aggiungo che dobbiamo farlo con regole precise. Ai cittadini a cui chiediamo tolleranza e generosità dobbiamo restituire il senso della legalità e del rispetto delle regole. Credo che il governo, da questo punto di vista, debba dare un segnale chiaro il prima possibile. Altrimenti lasceremo alla Lega un argomento ottimo per propagande odiose».

Salvini dice che li copiate sul taglio delle tasse.

«Non prendo lezioni dalla Lega. In quindici anni al governo non hanno fatto nulla e nel 2011 ci hanno lasciato con lo spread quasi a 600 punti. Maroni ministro ha poi firmato quegli accordi di Dublino che costringono l’Italia a sacrificarsi davanti ad un’Europa assente e lontana».

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