Bonaccini: “L’astensione è una scelta legittima”

Referendum
Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, all'incontro "Il valore sociale della conoscenza e dell'alta formazione" in occasione della giornata "Per una nuova primavera delle Universita'' nell'aula absidale di S.Lucia, Bologna, 21 marzo 2016. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il governatore dell’Emilia Romagna: “Concordo col presidente Napolitano”

“Solo perché non condivido il merito e il metodo del referendum mi dipingono come un nemico dell’ambiente, mi fanno ridere”. Il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini è nella sede della Regione, a Bologna, assieme al sindaco Viginio Merola. Sta aspettando che arrivi il premier Renzi per firmare l’accordo su Passante di mezzo. “Sa cosa vuol dire? Che salviamo dall’asfalto 41 km di territorio vergine. Questo non è un atto da nemico dell’ambiente. Così come non lo è il nostro piano sui rifiuti che prevede il 73% di raccolta differenziata, o la prossima legge urbanistica con zero metri cubi di nuovo cemento”.

Presidente, veniamo al referendum sulle trivelle…

“Alt. Il referendum non è sulle trivelle, ma sulla durata delle concessioni già esistenti. Fornire indicazioni sbagliate ai cittadini, come fanno i sostenitori del Sì, è un modo di fare politica che non va bene. Non c’è bisogno di dire cose non vere per convincere le persone a andare a votare”.

Sì, la campagna è stata parecchio infiammata (anche dentro il Pd) , ma qual è la sua opinione sul referendum?

“Che se ne poteva fare a meno. Sebbene l’Emilia Romagna non avesse promosso i referendum, sono stato io, assieme ai presidenti di altre regioni, mi ricordo D’Alfonso, Pittella, Oliverio, Toti, a discutere e risolvere il problema col governo Renzi e a far cambiare quelle norme fatte da Monti e Passera. E non a parole. Infatti la Corte Costituzionale di 6 referendum ne ha lasciato solo uno perché gli altri 5 quesiti erano già stati risolti da cambiamenti fatti dal Governo con le Regioni. Fatti non chiacchiere, a partire dall’impossibilità di nuove trivellazioni entro le 12 miglia. Non si possono più fare, per sempre. E allora posso ritenere che il referendum sia fuorviante senza essere insultato?”

E posso dire che tra Sì e No anche l’astensione è una posizione legittima? Anche il presidente emerito Napolitano la pensa così…

“…e per averlo detto ha ricevuto attacchi inaccettabili. Se i padri costituenti per la validità del referendum hanno previsto che fosse superato il quorum del 50% più uno degli elettori, significa che l’astensione è una scelta legittima. Rispetto chi fa campagna per il Sì, ma vorrei che avessero lo stesso rispetto per chi non la pensa come loro. Lo dico soprattutto a chi sta come me a sinistra e nel Pd: evitiamo di far degenerare ulteriormente i toni perché rischiamo di superare i limiti accettabili in una grande democrazia come l’Italia”.

Napolitano ha anche definito il referendum “pretestuoso” e per Prodi si tratta di un “suicidio”. Per lei?

“Troppo pieno di malafede. Almeno da parte di alcuni che confondono volutamente i cittadini e raccontano che se non vince il Sì ci saranno nuove trivellazioni di fronte alle spiagge. Non è così. In compenso si rischiano parecchi posti di lavoro”.

Per i sindacati dei chimici se vince il Sì sono a rischio 29mila posti di lavoro. Esagerano?

“Purtroppo no, e il fatto che i sindacati che col governo non sono sempre teneri, indichino questo timore dovrebbe far riflettere”.

Non c’è il rischio di un nuovo conflitto fra tutela dell’ambiente e difesa dei posti di lavoro?

“Per questo i toni apocalittici vanno evitati. Guardiamo i dati: l’Italia è il Paese che usa di più il fotovoltaico. Siamo sulla strada giusta, ma chi dice che si può fare in 5 minuti non dice la verità”.

Al di là di cosa decideranno i cittadini domani, da lunedì in avanti che ci sarà da fare?

“Continuare verso un’economia sempre più eco-compatibile e sostenibile. A me piace l’idea di Prodi di usare le royalties delle estrazioni per finanziare la ricerca e l’innovazione sulle energie rinnovabili”.

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