Boccia sulla legge di stabilità: “È una legge che redistribuisce. Verdini e Cicchitto? Il congresso decide le alleanze”

Dal giornale
Francesco Boccia al suo arrivo all'assemblea nazionale del Partito Democratico a Roma, 14 dicembre 2014.
ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il dem Francesco Boccia, promuove la Stabilità. Ma chiede più interventi per il Sud

«Questa manovra non si può definire di destra. Ha un’idea di fondo, un’anima, non è un’accozzaglia di cose messe insieme a caso». Francesco Boccia non è di certo tra i renziani duri e puri, ma di fronte al dibattito che accende il suo partito sulla collocazione – a destra o a sinistra – della legge di Stabilità non si scalda. Fosse per lui sarebbe da rottamare anche questo modo di affrontare le questioni. Non che tutto vada bene, le riserve riguardano soprattutto il Sud, ma per l’esperto di economia Pd, è una manovra «sostenibile». Insostenibile, semmai, è l’idea che Verdini e Cicchitto possano – o vogliano – allearsi con il Pd. «Si può litigare sulle scelte economiche, ma di una cosa dobbiamo essere orgogliosi: il Pd è l’unico partito che fa baricentro del sistema politico italiano. Non credo ci sia qualcuno disposto a inquinarlo con gli Ogm e in ogni caso le alleanze si discutono nel congresso».

Partiamo dalla legge di Stabilità. La convince?
«È una manovra che contiene un tratto redistributivo chiaro attraverso la riduzione dell’imposizione fiscale nel triennio su patrimonio, redditi e imprese, che si finanzia in parte in deficit e in parte con la riduzione della spesa. Ma il limite è nello sforzo inadeguato della spending review, se fosse più corposa ci sarebbero margini per un ulteriore abbassamento delle tasse sui redditi bassi e a quel punto nessuno fiaterebbe più. Va detto un dato di realtà: l’impatto sull’economia reale sarà dato da dieci miliardi effettivi, perché quello dei restanti 16,5 sarà soltanto contabile».

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