Banche, Gualtieri: “È necessario un sistema comune di garanzie dei depositi”

Europa

Intervista all’eurodeputato Pd Roberto Gualtieri, presidente della Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento Europeo

EuroparlTv, l’emittente della Commissione europea, ha realizzato un’intervista a Roberto Gualtieri, presidente della commissione Affari economici e monetari del Parlamento Europeo, sull’andamento della riforma che prevede il fallimento ordinato delle banche e la relativa riduzione del rischio di Bail-in, attualmente in discussione a Bruxelles.

L’unione bancaria è un traguardo importante dell’Ue, ma “bisogna completarla”, soprattutto attraverso “la creazione di un fondo comune di garanzia sui conti correnti”, avverte Gualtieri, che prosegue: ” ciò che è stato fatto finora – non c’è dubbio – è molto importante: abbiamo una vigilanza unica che sta lavorando bene, a livello sia nazionale che europeo, e godiamo anche di un meccanismo unico di risoluzione delle banche ma adesso – sottolinea Gualtieri – dobbiamo avere un sistema unico di garanzia dei depositi, in modo che questa soglia dei 100mila euro sia ancora piu’ credibile”.

Per questa ragione la Ce ha presentato una proposta legislativa in tal senso. Oltre a ciò, spiega ancora Gualtieri, serve anche un “backstop fiscale, necessario in caso di emergenza per poter intervenire e rafforzare questo senso di affidabilità”. La Germania però sta tirando il freno: Berlino non può rallentare l’iter di una proposta di legge che viene discussa e eventualmente approvata da un organo a cui tutti gli Stati membri siedono, “poiché questo è il senso della democrazia”. Ma è naturale – chiarisce il presidente – che la riduzione del rischio “non può riguardare solo un aspetto del problema ma prevedere un insieme di misure” armonico, altrimenti il risultato è quello di “aumentare il rischio stesso”.

Il principio alla base delle misure del bail-in è per Gualtieri giusto: “l’idea che il fallimento di una banca non sia pagata dai contribuenti attraverso le tasse ma dagli azionisti – quindi dagli investitori piuttosto che dai risparmiatori – è un principio corretto”. Allo stesso tempo però, non bisogna dimenticare che “servono garanzie anche per gli investitori”, affinché gli investimenti che vengono proposti siano adeguati al loro profilo di rischio.

Un sistema di regole, infine, non può essere solo un meccanismo buracratico: “è necessario che qualcuno sia ‘al comando’, coordinando i diversi centri” e stabilendo delle linee-guida politico-economiche, “e questo e’ il senso di avere una Commissione europea e altri organi”. Un’unione monetaria, così come il relativo sistema bancario, deve essere retto “dalla conduzione di una politica economica e finanziaria – come già funziona in altre grandi aree come Stati Uniti o Regno Unito – che dia il senso del controllo” saldo e coerente.

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