Balzani: “Il mio sogno arancione per Milano”

Milano
Un momento dell'incontro pubblico di Francesca Balzani al Teatro Elfo Puccini per le primarie del Pd. Milano, 9 gennaio 2016.  ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Intervista a Francesca Balzani alla vigilia delle primarie: “Punto su partecipazione, rigenerazione, quartieri”

Francesca Balzani, avvocato, 49 anni, tre figli, già eurodeputata Pd e relatrice del Bilancio generale europeo nel 2012, è assessore al bilancio e da luglio numero due della giunta Pisapia, in corsa alle primarie di domani e domenica a Milano.

Vice sindaco, lei si propone di portare avanti lo “spirito arancione” della giunta: se dovesse tradurlo in azioni amministrative per il prossimo mandato, ne può indicare tre?

“Estenderei il bilancio partecipativo, emblema della partecipazione dei cittadini; nel prossimo mandato poi partirà il Fondo di sviluppo urbano, con risorse private e pubbliche europee per rigenerare e restituire alla collettività aree pubbliche; infine, più potere ai municipi e più attività per riscoprire la vita nei quartieri”.

Negli ultimi dibattiti i suoi toni con gli avversari sono stati più decisi, duri, specie nei confronti di Sala sui conti di Expo: la rincorsa iniziale sta diventando un tallonamento, un sondaggio la dà a soli cinque punti da Sala…

“La possibilità di una vittoria c’è sempre stata, non dimentichiamo che le primarie sono elezioni che sfuggono completamente ai pronostici, dunque questa è una battaglia che si conduce fino all’ultimo giorno e fino all’ultimo voto”.

Tornando alle polemiche su Expo: è stato un successo o no?

“Non mi sembra affatto si possa parlare di polemica: ho semplicemente detto che al di là delle scadenze tecniche (il manager ha specificato che i bilanci si chiudono a marzo, ndr), quando ci si presenta davanti agli elettori bisogna avere la massima trasparenza. Sala ha rivendicato il successo di Expo come uno degli elementi centrali della sua campagna elettorale, avrebbe fatto sicuramente bene a depositare il bilancio quando ha iniziato la campagna. Una considerazione di semplice buon senso. Questo non toglie che Expo sia stato un successo: il fatto che un evento sia ben riuscito non ci esime dall’onere di predisporre e consegnare il bilancio”.

Sala sostiene di essere il nome più temuto dal centrodestra: come replica?

“Non sottovaluto mai nessun avversario, non facciamo l’errore di considerare la partita vinta e chiusa, aspettiamo di capire chi ci sarà dall’altra parte poi dovremo compattarci perchè certo l’obiettivo vero è vincere alle amministrative. Quanto a Sala, la presunzione nella vita e in politica non paga mai”.

Queste primarie sono ormai sotto i riflettori nazionali: Giuliano Pisapia, che la appoggia, ha evocato il rischio di un partito della nazione a Milano, Sala assicura che il rischio non c’è… Quante aspettative si concentrano su questo voto?

“Molte, è inutile che ci nascondiamo dietro a un dito: a Milano guarda il Paese, anche in un momento decisivo come quello dell’elezione del sindaco. Qui nel 2011 csi è insediata un’amministrazione con una coalizione molto particolare, ampia, allargata – comprende Pd, Sel, una componente importante di civismo -, che ha prodotto dinamismo e innovazione e che ha governato veramente bene. Una coalizione in cui non ci sono gerarchie, perché è un perimetro di valori, è la sua sintesi che fa l’azione politica e amministrativa di una giunta. È chiaro che a questa particolare maggioranza politica, rimasta unita dal’inizio alla fine senza mai avere rischi di rottura, si guarda con attenzione”.

Lei punta molto sulla continuità con l’amministrazione attuale, sette assessori però si sono schierati con Sala: come mai secondo lei?

“Non lo so, ognuna fa le sue scelte. Ma non dimentichiamo che fu Pisapia a battere il centrodestra, dopo vent’anni di sonore sconfitte”.

Lei ha sollecitato un ticket con Majorino, gli ha offerto il ruolo di vicesindaco, lui ribatte che manca la condivisione sulle proposte politiche. Non sarebbe stato più semplice cercare un accordo quando Pisapia ha rinunciato a ricandidarsi?

“Del senno di poi son piene le fosse, non ci si fa nulla”.

In sintesi: perché votare per lei, e non per gli altri?

“Sono l’unica donna, arrivata nove anni fa alla politica dopo aver conosciuto la realtà del lavoro. Ho fatto un’esperienza importante in Europa, sono da te anni sono in questa amministrazione e conosco bene Milano e i suoi problemi. Credo di essere la sintesi di tante e diverse esperienze e competenze, utili ad amministrare una città complessa come Milano”.

La sua proposta e quella degli altri candidati in un aggettivo?

“Coraggiosa. Tutti ci siamo sforzati di caratterizzarci, la sintesi è che queste primarie sono belle, vere, competitive”.

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