Autismo, mai più malati di serie B

Sanità

Intervista a Vito De Filippo sottosegretario alla Salute

Difficile da riconoscere, spesso diagnosticato in ritardo, l’autismo assume forme diverse: difficoltà nella comunicazione, nel contatto emotivo, nell’interazione, a volte è associato ad una disabilità intellettiva. Insomma le sfumature e i quadri di presentazione possono essere anche assai diversi e per questo si parla di disturbi dello spettro autistico, ma comunque la sostanza non cambia. Finora le famiglie dei malati hanno dovuto affrontare enormi difficoltà e cure spesso costose.

Oggi per la prima volta è stata approvata una legge nazionale sull’autismo. La commissione Igiene e Sanità del Senato, in terza lettura e in sede deliberante, ha dato il via libera al disegno di legge che prevede l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza dei trattamenti per l’autismo, l’aggiornamento delle linee guida per prevenzione, diagnosi e cura, oltre alla ricerca nel campo.

A meno di un mese dall’approvazione a Montecitorio, così, arriva il “grande passo avanti” come lo definisce il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo.
La legge prevede un sistema di assistenza più efficace.  Infatti “Si tratta di un provvedimento che cambia le cose, frutto di un lavoro lungo e faticoso – rileva De Filippo in una nota – costruito insieme a medici, ricercatori, responsabili delle associazioni che rappresentano le migliaia di persone colpite da questa sindrome. Attraverso questa norma lo Stato potrà fornire le prime risposte grazie all’inserimento nei livelli essenziali di assistenza dei trattamenti per l’autismo.”.

Viene insomma finalmente sancito il diritto delle persone con autismo a esigere gratuitamente l’assistenza necessaria a carico del Servizio sanitario. Mai più malati di serie b.

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