Aste benefiche in rete democratiche e divertenti? Ora si può

Tipi tosti
wishraiser

Con Wishraiser le raccolte fondi benefiche sono ora accessibili a tutti

Rendere democratiche e divertenti le aste benefiche in rete? Ora è possibile grazie a Wishraiserhttps://www.wishraiser.com/ , una piattaforma di Lotterie di beneficenza su cui personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo lanciano le proprie campagne di raccolta fondi a favore di onlus e associazioni.

L’idea è di Mario Salsano, Cristiano Mazzarini, Riccardo Mollaretti e Daniele Orazi che, l’anno scorso, hanno fondato un’omonima start up, investendo 40 milioni di euro. Wishraiserè stata registrata nel Regno Unito, ha una sede operativa a Milano, conta su un team di sei unità, è stata tra i vincitori del bando FabriQ (con un premio in palio di 25mila euro) ed è inserita nel percorso di accelerazione di ImpactHub, con un investimento di 50mila euro.

Ma come è nata? “Io e gli altri cofondatori- spiega il ceo, Mario (Salerno, ’88, una Laurea in Chimica Farmaceutica) – proveniamo dall’esperienza di Etwoo, la prima piattaforma europea di aste di beneficenza online, che ha raccolto 150mila euro tramite oltre 400 aste benefiche con personaggi sportivi e società sportive. Una volta entrati nel settore del fundraising, abbiamo intravisto delle potenzialità nel sistema delle lotterie di beneficenza e deciso di creare un sistema che democratizzi le aste benefiche e raggiunga risultati di raccolta fondi molto alti.

Cosa significa rendere democratiche le aste di beneficenza?

Le aste benefiche non sono democratiche e non sono accessibili a tutti. Inoltre, le cifre per aggiudicarsi un’asta si aggirano sui 300/400euro. Ovvio, si tratta di un guadagno che deriva da una sola persona, da chi vince l’asta e questo valore economico per l’associazione no profit che organizza l’asta è irrisorio. L’associazione, infatti, per coinvolgere un testimonial di alto livello, impiega tempo, risorse in termini di denaro e personale impiegato, e il risultato finale spesso non ripaga lo sforzo.

Voi, invece, cosa proponete? 

Una dinamica completamente diversa. Per ogni campagna Wishraiser propone vari livelli di donazione. Se l’utente dona fino a venti euro riceve un regalo digitale, se decide di donare oltre i venti euro riceverà un regalo “fisico” direttamente a casa (gadget, merchandising) e chi, invece, ne dona mille potrà vivere un’esperienza unica. I calciatori Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini  sono i protagonisti delle prime due campagne di raccolta fondi.  Siamo partiti da zero, ma abbiamo potuto contare sempre sull’appoggio di molti utenti, associazioni, celebrities.

In termini economici?

Wishraiser ha ricevuto investimento iniziale totale di 100mila euro, suddiviso tra investimenti dei co-fondatori tutti under 30, un grantdel Comune di Milano ed equity investment da parte di investitori.

Avete concorrenti?

Siamo first mover in Europa. Negli USA esistono, invece, competitor che offrono un servizio simile al nostro.

La vostra campagna più tosta?

Quella in cui abbiamo coinvolto il calciatore della Juventus, Bonucci, e l’associazione Live Onlus, che, attraverso il progetto “Cuore Batticuore”, dona defibrillatori alle società sportive, soprattutto a quelle dilettantistiche e giovanili. Abbiamo raccolto 45mila euro in due mesi (ogni persona ha donato in media 26euro), molto di più di quello che sarebbe stato possibile raccogliere con un’asta benefica. Con l’ultima campagna di Giorgio Chiellini, che si è conclusa il primo dicembre scorso, invece, abbiamo voluto aiutare la Insuperabili Onlus, associazione che è impegnata nella creazione di scuole calcio per ragazzi disabili. E abbiamo raccolto circa 40 mila euro.

E’ un’attività che rende?

Le prime traction risultano essere molto positive. Incassiamo un costo di servizio da parte dell’associazione che si aggira intorno al 20% su ogni donazione. In questo primo anno supereremo le 100 mila donazioni.

Cosa potrebbe diventare il vostro progetto in futuro? 

Per il primo anno puntiamo a diventare il migliore strumento online in Italia che permetta ai testimonial di lanciare una propria campagna di raccolta fondi. Le due campagne con Bonucci e Chiellini sono già record nel settore, avendo raccolto 80mila donazioni. Dal prossimo anno prevediamo di aprirci al Regno Unito e alla Spagna. Punteremo a rendere il nostro strumento sempre più scalabile, facendo in modo che sia le associazioni sia gli utenti possano creare la propria campagna di raccolta fondi, utilizzando la nostra piattaforma in piena autonomia. Questo renderà il nostro prodotto replicabile su scala internazionale.

Avevate un sogno e siete riusciti a realizzarlo, partendo da zero. Cosa vi ha permesso di andare avanti e come motivare tanti ragazzi scoraggiati? 

Ci sono tantissimi talenti in giro che ho il piacere di conoscere ogni giorno. Penso che si debba provare sempre, investendo su se stessi. Ma investire significa fare grandi sacrifici, avere delusioni e fallire. La differenza è tutta nel modo in cui ci si approccia a queste situazioni. In Italia il fallimento è visto in modo negativo, negli Stati Uniti, per esempio, chi fallisce diventa più esperto. Quindi consiglio di provarci, sbagliare e imparare dai propri errori. Solo così si cresce. Se siamo noi i primi a credere nelle nostre idee, sarà più facile trovare qualcuno che investirà su di noi.

Vi sentite tipi tosti? 

Non te lo so dire. Di sicuro abbiamo preso molte porta in faccia e molte ne prenderemo, ma questo non ci spaventa per niente. Sappiamo bene dove vogliamo arrivare.

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