Uber, Lanzillotta: “Perché la concorrenza fa bene a tutti”

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La vicepresidente del Senato ha presentato gli emendamenti contestati dai tassisti

“Ce n’est qu’un debut, continuons le combat!”, lo striscione in francese in stile sessantottino ha campeggiato a piazza Santi Apostoli, a Roma, dove c’è stata la protesta dei tassisti, indetta dai sindacati Unica taxi Cgil, Fit Cisl taxi, Uiltrasporti taxi, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Usb settore taxi, Ati taxi e Associazione Tutela Legale Taxi.

 

taxi roma

Roma, Firenze, Napoli, le città dove la categioria si è mobilitata, in concomitanza con la protesta di Parigi, contro gli emendamenti alla legge annuale sulla concorrenza: “Un cambiamento della normativa aprirebbe a una concorrenza sleale, agli irregolari e a Uber”, dicono.

Linda Lanzillotta, vicepresidente del Senato (Pd), è la presentatrice di questi emendamenti.

Sono troppo severi i suoi emendamenti, senatrice?

Io ho ho avanzato una proposta moderata che recepisce pari pari quello che ha stabilito l’Antitrust e lo trasforma in norma, affidando a un successivo decreto la determinazione del regime di sicurezza che tutti – taxi, Uber e gli altri – devono seguire a tutela dei consumatori. A New York sono entusiasti di usare Uber, non si capisce perché in Italia questo non deve essere consentito.

I tassisti che hanno manifestato oggi sostengono che le sue proposte aprono alla concorrenza sleale.

Per niente. Caso mai incentivano a fare meglio, tutti. E d’altronde già adesso i taxi hanno elevato la qualità dei loro servizi. Più concorrenza non potrà fare altro che spingere tutti a migliorarsi, con beneficio dei consumatori. Con questi emendamenti introducono regole a tutela dei consumatori.

Per esempio?

Per esempio, gli autisti devono avere precisi requisiti professionali, non è che chiunque si mette al volante e può fare il tassista… Oppure, non ci sono intermediazioni con chi non è professionista: sono cose che ci sono già in tutti i paesi. Insomma, qui non si vorrebbe che queste realtà che già esistono vengano legittimate, ma questo è un discorso molto pericoloso, di chiusura. Perché la concorrenza fa bene a tutti, tassisti e Uber, e soprattutto fa bene ai cittadini-consumatori. Solo da noi questo discorso semplice viene contestato.

 

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