Agnelli (Confimi): “La riforma serve per il lavoro e alle imprese”

Referendum
Paolo-Agnelli

Per il presidente di Confimi il mondo produttivo avrà diversi vantaggi da un sistema con legislazione più veloce. “Troppi totem bloccano il Paese”

Paolo Agnelli, industriale bergamasco dell’alluminio, rappresenta la terza generazione alla guida del gruppo di famiglia: 13 aziende, 300 dipendenti, 140 milioni di fatturato annuo. Tre anni fa, in opposizione con le scelte di Confindustria, ha fondato Confimi Industria, confederazione delle industrie manifatturiere e dell’impresa privata di cui è presidente. Al centro della strategia dell’organizzazione ci sono le battaglie per abbassare il costo dell’energia e il costo del lavoro in Italia. E Agnelli, come ha spiegato anche sabato nel corso dell’intervista con Paolo Mieli agli Incontri di Spoleto, al referendum costituzionale voterà Sì.

Qual è il suo giudizio complessivo sulla riforma costituzionale?

«Noi di Confimi, ma più in generale noi imprenditori, speriamo da sempre in un’operazione di questo genere che renda la legislazione più veloce e consegni il procedimento legislativo a una sola Camera. Siamo sempre stati attenti a questi temi e desiderosi che i governi li affrontassero. Certo, la riforma può essere migliorata, ma già arrivare a questo punto è un successo».

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