Zucchero: “Io e Sting insieme sul palco”

Musica
Zucchero "Sugar" Fornaciari posa per i fotografi questa mattina a Milano, a margine della presentazione alla stampa del suo nuovo show con gli spettacoli in programma a settembre dell'anno prossimo all'Arena di Verona, 18 Novembre 2015. ANSA/ MATTEO BAZZI

Il cantante verso New Orleans per ultimare l’album che sarà pronto in primavera. E nel 2016 anche un tour internazionale

Zucchero guarda al passato per tracciare la linea del suo futuro. Ieri, a Milano, il 60enne profeta del blues «made in Italy» ha annunciato i suoi progetti: un nuovo album e un tour internazionale che partirà, nel settembre 2016, con 10 show all’Arena di Verona (unici appuntamenti “live” italiani) per festeggiare la sua straordinaria carriera (40 anni in compagnia della fedele chitarra e oltre 60 milioni di dischi venduti nel mondo). Un cappello a cilindro sdrucito, color marrone (“L’ho comprato da un artigiano di Los Angeles che l’aveva fatto per il film di Scorsese Gangs of New York“), gli occhiali scuri, la pancetta che spuntava dal giubbotto di pelle, Zucchero ha anticipato così il percorso fitto di impegni che l’attende: “Domani (oggi per chi legge) vado a New Orleans e mi fermerò lì circa tre mesi per terminare il nuovo album, al quale sto lavorando da un anno. Questo disco arriva dopo 5 anni e mezzo da Chocabeck e sarà pronto per la primavera del prossimo anno, probabilmente uscirà per Universal Music a maggio 2016. L’album sarà composto da brani inediti, ma in qualche modo rappresenterà un ritorno alle sonorità di Oro incenso e birra (1989, un milione 700mila copie solo in Italia). Ne sentivo la necessità: da lì è incominciata la mia carriera. Per me, sarà una grande sfida, perché non è facile ritornare indietro per trovare lo spirito spontaneo e naif di quel tipo di musica. Soprattutto, considerando la musica che le radio ci propinano da anni, tutti i giorni“.

Il tour si estenderà a 23 tappe europee e ripercorrerà l’intera carriera di Zucchero. Gli show di Verona, in particolare, avranno il contorno di una grande festa dedicata a Zucchero, con una mostra di foto e attività di band giovanili che ogni giorno gireranno in città suonando alla loro maniera i più noti brani del celebre artista emiliano. Non poteva mancare un riferimento al massacro parigino del Bataclan, la sala dei concerti dove venerdì scorso i terroristi dell’Isis hanno seminato la morte. “Nessuno ha sottolineato la vigliaccheria di quella gente nell’andare a colpire un concerto, un posto dove non ci sono connotazioni politiche, né religiose. Fidel Castro, il Che e tutti i veri rivoluzionari della Storia non attaccavano i civili, né i posti dove non c’era un potere da colpire. Ovviamente, se avessi avuto un concerto a ridosso del massacro di Parigi, avrei spostato le date: a parte la paura, sarei stato frenato dalla completa assenza dello spirito necessario per fare musica e divertire“.

Zucchero ha aggiunto che ogni tappa del suo tour avrà un ospite, nazionale e/o internazionale: “Chi vorrei sul palco con me? Joe Cocker, Pavarotti, Pino Daniele, Amy Winehouse, Dalla, ma purtroppo non ci sono più. Ho in mente di rivolgermi a Sting. Gli italiani? Quando li ho cercati, il tempo di preavviso non bastava mai. Solo Jovanotti accettò di improvvisare e ci prese talmente gusto che non riuscivo più a mandarlo via“. Zucchero, poi, ha sottolineato che fra gli ospiti ci sarà spazio anche per i rappers: “Il rap mi piace, anche se oggi li apprezzo più per lo stile che il contenuto dei loro pezzi. Si sono ammorbiditi, non sanno più andare contro. Anche il rock non è più contro, solo il blues ci riesce. Contro chi? Ma non vedete il mondo come va? La corruzione che è dominante, l’arroganza che ci soffoca, la bruttezza che ci sta avvolgendo, la mafia, i politici, la chiesa?». Sulla musica di oggi dice: «ci sta abituando ai panini alla merda. Il pubblico è talmente assuefatto che se in quei panini ci metti un po’ di cipolla li rifiuta per paura che gli puzzi il fiato”.

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