Zero regioni per Marine Le Pen. Regge l’asse repubblicano

Francia
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6 regioni ai socialisti, 7 ai sarkozysti. Sconfitta lei e anche la nipote

Il secondo turno boccia il Front National di Marine Le Pen, al quale socialisti e repubblicani (e l’affluenza cresciuta) sbarrano la strada.

Il Front National non vince in nessuna regione. 7 regioni andranno ai repubblicani, 6 ai socialisti.

È un clamoroso ribaltamento dei risultati del primo turno, dopo il quale il Fn era in testa in sei regioni su 13.

Malgrado il leader dei Républicains Nicolas Sarkozy avesse rifiutato accordi con il partito socialista (che invece si era ritirato nelle regioni in cui era finito terzo proprio per invogliare i suoi elettori a votare per i sarkozysti in funzione anti-Le Pen) di fatto i francesi hanno preferito votare il partito meno lontano pur di far perdere il Front National.

In fondo è questa la logica del doppio turno: al primo si vota il partito preferito, al secondo, nel caso, il meno lontano. La sera di domenica scorsa dopo l’exploit del Fn, avevamo infatti auspicato un accordo anti-Le Pen.

Dalle prime dichiarazioni, Marine Le Pen, battuta sonoramente nel Pas de Calais dal candidato sarkozysti, dove pure era in testa, ha previsto “il caos” ma ha comunque ringraziato i suoi elettori.

Perde di brutto anche la nipote di Marine Le Pen, Marion Maréchal-Le Pen, candidata del Front National nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Il presidente del consiglio Manuel Valls ha detto che in un momento difficile “non abbiamo ceduto niente” ma ha messo in guardia dai trionfalismi.

Secondo le prime analisi, la Le Pen esce ridimensionata sulla possibilità, a questo punto non scontata, di andare al ballottaggio alle presidenziali e ancor più di andare all’Eliseo. Seppure – lo hanno sottolineato sia Valls che Sarkozy – la sua forza resta importantissima.

Boccata d’ossigeno per i socialisti, a prezzo del sacrificio del ritiro in diverse regioni, mentre ritrova centralità un Sarkozy sempre in bilico fra declino e rinascita. Scampato pericolo, dunque, e estremismo di destra arginato. Ma la politica francese resta una grande malata.

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