Welfare alle coppie gay: le aziende fanno da sole

Diritti
Un momento della festa in Campidoglio per il Celebration Day nel corso dellaz qualei si iscrivono collettivamente nel registro delle unioni civili coppie di omosessuali e eterosessuali. In sala della Protomoteca, davanti ai consiglieri celebranti, uomini e donne si sono baciati, scambiati gli anelli e hanno pronunciato i loro "sì". Nella sala ad assistere alla cerimonia ci sono parenti e amici dei protagonisti della giornata, anziani e bambini, che applaudono emozionati, Roma, 21 Maggio 2015.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Nell’assenza di una legge sono gli accordi integrativi interni delle imprese a estendere diritti, tutele e benefit ai conviventi

Il megacartellone era festoso: «Siamo aperti a tutte le famiglie». L’immagine anche: due uomini che si tengono per mano spingendo un carrello pieno di librerie Billy, scaffali smontati e bicchieri colorati. Un mese dopo, nella primavera 2012, la multinazionale Ikea ha esteso alle coppie di fatto, comprese quelle gay purché conviventi, non solo il welfare aziendale ma anche i benefit interni a partire dal buono di 120 euro per chi mette su casa. Come il colosso scandinavo, altre realtà negli ultimi anni si sono adeguate all’evoluzione sociale: tra queste il gruppo Intesa Sanpaolo, il colosso delle spedizioni Dhl, Citibank, Telecom.

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