Wall Street riporta il sereno sui mercati

Economia
epa04866286 Traders work on the floor of the New York Stock Exchange at the start of the trading day in New York, New York, USA, 30 July 2015. US stocks opened lower as most Wall Street economists expect the Federal Reserve to begin tightening monetary policy as early as September 17.  EPA/JUSTIN LANE

Torna l’ottimismo sulle Borse del Vecchio continente. Secondo gli analisti, la mossa della Cina mette in dubbio un rialzo dei tassi di interesse della Fed.

Niente panico sui mercati europei dopo il terzo deprezzamento dello yuan cinese: sulle Borse del Vecchio continente torna l’ottimismo dopo due sedute di consistenti vendite. Maglia rosa per Milano che chiude con un rialzo dell’1,56%. Francoforte guadagna lo 0,85%, Parigi segna +1,23%. Gli acquisti, favoriti anche dalle dichiarazioni provenienti dalla Banca centrale cinese (“l’aggiustamento valutario è ormai terminato”), si registrano soprattutto sui titoli che hanno sofferto in questi giorni, ovvero delle aziende che esportano in Oriente e che sono legati all’economia cinese.

Sul mercato valutario l’euro corregge ancora e si porta a quota 1,114 dollari (da 1,159 di ieri sera). Torna a scendere invece il petrolio con il Wti che a New York perde il 2,6% a quota 42,2 dollari al barile. 

L’inversione di tendenza, il cambio di atteggiamento degli investitori, prende il via dall’altra parte dell’Atlantico, nelle sale operative di Manhattan dove gli indici principali di Wall Street registrano una performance positiva annullando le perdite e trasmettendo ottimismo su tutti gli altri mercati.

Secondo gli analisti, la mossa della Cina mette in dubbio un rialzo dei tassi di interesse della Fed a settembre: la Banca centrale americana potrebbe attendere addirittura l’inizio del prossimo anno prima di aumentare il costo del denaro. ”Le probabilità di un aumento sono un po’ calate” afferma Barclays, mentre per la banca d’affari Hsbc sono scese a una su tre.

E il ruolo guida del mercato a stelle e strisce, come è noto, è in grado di influenzare con i suoi cambi di passo l’andamento delle altre Borse, determinandone il nuovo senso di marcia.

Insomma dopo due giorni di vendite, la nuova manovra monetaria della Cina viene in qualche modo digerita e le preoccupazioni sullo stato di salute della seconda più grande economia al mondo per il momento  sembrano svanire.

In effetti, come ha rassicurato più volte la stessa Banca centrale, la Cina ha un tasso di crescita che rimane alto, mantiene un surplus nelle partite correnti, dispone di ampie riserve di valuta straniera e di un sistema finanziario stabile.
Per questo la tripla mossa del Dragone, piuttosto che come una manovra allarmante e pericolosa, viene interpretata daigli investitori come un ri-allineamento alle politiche espansive già intraprese dalle altre banche centrali (Stati Uniti, Giappone ed Europa), una correzione tecnica in grado di migliorare il funzionamento del mercato valutario e di rendere più flessibile il cambio dello yuan rispetto alle altre monete.

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