Wada: “C’è stato doping, sospendete la Russia da Olimpiadi e Mondiali”

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La commissione indipendente istituita dall’agenzia mondiale antidoping chiede di sospendere gli atleti russi da Olimpiadi, Mondiali ed Europei

Un sistema occulto costruito per alterare o nascondere migliaia di test antidoping con coperture ai più alti livelli politici. È quanto emerge dal report che la Wada – l’agenzia mondiale antidoping – ha presentato oggi a Ginevra al termine di una inchiesta partita dalle rivelazioni della tv tedesca Ard. Nel report della Wada si legge che “si sono fatti gareggiare atleti che dovevano essere fermati per la loro positività”.

Sotto accusa il direttore del laboratorio di Mosca Grigory Rodchenko dove sarebbero stati distrutti 1417 test per evitare che l’inchiesta potesse scoprire la truffa. Coinvolto anche il governo russo, nella persona del ministro Vitaly Mutko dal quale sarebbe partito l’ordine. Alla periferia di Mosca, poi era stato creato un laboratorio ombra dove venivano analizzati preventivamente i campioni trattenendo quelli positivi all’antidoping. Lo scandalo coinvolge anche membri dei servizi segreti russi infiltrati nelle strutture antidoping per manipolarne i risultati.

La Wada chiede anche la radiazione a vita di cinque atleti, tra cui i nomi più noti sono quelli dell’olimpionica degli 800 a Londra, Marya Savinova e della terza di quella gara, Ekaterina Poistogova. Se confermata, la radiazione comporterebbe l’oro alla sudafricana Semenya, l’argento alla keniana Jelimo e il bronzo alla statunitense Johnson-Montano.

“Le informazioni contenute nel rapporto Wada sono allarmanti” commenta il presidente IAAF, Sebastian Coe, che aggiunge: “Abbiamo bisogno di tempo per analizzarle correttamente e comprenderne i risultati. Nel frattempo – prosegue Coe – ho invitato il Consiglio ad aprire un procedimento nei confronti della Federatletica russa”.

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