Quando Greenpeace mostrava il “lato oscuro” di Volkswagen

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Già nel 2011 la casa automobilistica era stata messa sotto accusa per il suo scarso impegno per la riduzione dell’inquinamento

Forse, a guardar bene, lo scandalo che in questi giorni sta investendo la Volkswagen era prevedibile già qualche tempo fa. Almeno stando a quanto diceva Greenpeace, quando già nel 2011 aveva messo in campo una campagna pubblicitaria che cercava di schernire quella originale – e di enorme successo – del colosso automobilistico tedesco.

L’idea messa in campo dai pubblicitari della Volkswagen era stata partorita in occasione dello spot che sarebbe andato in onda prima del Superbowl americano del 2011. Uno degli spazi televisivi pubblicitari più importanti e costosi dei palinsesti americani. Nel video si vede un bambino con un costume di Darth Vader intento a scatenare, con la sola imposizione delle mani, la sua “forza” magica . Ci prova con la cyclette, il cane, la lavatrice. Niente, non funziona. Poi arriva il papà e la sua Volkswagen che, “magicamente”, risponde al comando del piccolo Darth Vader.

Lo spot rispondeva in maniera geniale ed efficace alle esigenze della casa automobilistica: trasmettere affidabilità, semplicità di utilizzo e un contesto familiare in cui il marchio diventasse parte integrante – magico e divertente – della vita di una famiglia media.  Insomma, con un’auto che è capace di far sognare un bambino, non poteva esserci nulla di cui preoccuparsi.

In quella occasione Greenpeace colse la palla al balzo e sfruttò la narrativa di Star Wars, utilizzata nello spot tedesco, per creare  un sequel e mettere in luce quello che per loro era “il lato oscuro di Volkswagen”. Un lato che in particolare proprio negli Usa aveva mostrato il suo volto peggiore quando, ricordava nel 2011 Greenpeace Uk, la società si stava opponendo con tutte le sue forze al piano di efficienza dei carburanti del presidente Obama. La massiccia campagna contro Volkswagen, rea di non agevolare accordi anche a livello europeo per la riduzioni di emissioni di Co2, si concluse con un passo indietro della casa tedesca e un’apertura verso un impegno più chiaro e deciso per lo sviluppo delle tecnologie green. Era il 2011 e sembrava che Volkwagen avesse veramente cambiato il suo approccio e avesse dato il buon esempio al mondo dell’auto, visto il suo ruolo dominante nel mercato europeo. A distanza di quattro anni, purtroppo, sappiamo che non era così.

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