Volevano uccidere il procuratore Giovanni Colangelo

Mafia
Il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, in una immagine di archivio. Sarebbe stato utilizzato per ammazzare il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo il tritolo sequestrato nel barese alcuni giorni fa. La notizia è stata rivelata agli inquirenti della Dda di Bari da un collaboratore di giustizia vicino alla Sacra Corona Unita ma originario del napoletano il quale, in cella, alla fine del 2015, sarebbe entrato in contatto con uomini della Camorra che parlavano di un agguato al magistrato.
ANSA/CIRO FUSCO

Pentito della Sacra Corona Unita rivela che il tritolo trovato in Puglia sarebbe servito per uccidere il procuratore di Napoli

Il tritolo sequestrato nel barese alcuni giorni fa faceva parte di un piano della Camorra per uccidere il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo. A rivelarlo agli inquirenti della Dda di Bari un collaboratore di giustizia vicino alla Sacra Corona Unita ma originario del napoletano il quale, in cella, alla fine del 2015, sarebbe entrato in contatto con uomini della Camorra che parlavano di un agguato al magistrato.

Secondo il pentito l’agguato doveva avvenire a Gioia del Colle, dove il capo della Procura di Napoli abita. La rivelazione del pentito ha fatto subito scattare il rafforzamento della tutela per il magistrato, oggi protetto anche da una seconda auto blindata, oltre quella su cui viaggia tra Puglia e Campania.

Questa rivelazione fa anche capire come le varie organizzazioni criminali siano in contatto tra di loro, e quando necessario stringono alleanze per estendere i loro affari. Ma il progetto, se fosse confermato, riporta il Paese indietro di oltre vent’anni, a quegli anni ’90 che con la morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino segnarono punto più drammatico nella lotta alla criminalità.

Alla notizia del progetto di attentato sono arrivate le prime dichiarazioni della politica a cominciare dal ministro della Giustizia Andrea Orlando: “C’erano già elementi di preoccupazione, abbiamo tenuto negli scorsi giorni un vertice a Napoli e abbiamo rafforzato per quanto possibile il sostegno e la sicurezza per i magistrati napoletani. Ora rinnovo vicinanza e attenzione al procuratore Colangelo, nei confronti del quale non posso che formulare gratitudine. Questa aggressività – ha aggiunto il ministro – è anche legata alla particolare efficacia dell’azione repressiva della Procura di Napoli che ha inflitto fortissimi colpi al cuore della Camorra”.

Solidarietà espressa al capo della Procura di Napoli anche dal Pd che con Michele Bordo ringrazia gli inquirenti di Bari che hanno impedito “di ripiombare nel buio delle stragi di mafia”. Vicinanza a Colangelo e gratitudine alla Procura di Bari anche da parte del M5s: “Non possiamo che plaudire al lavoro del pm Roberto Rossi di Bari e alle forze dell’ordine che hanno sventato il piano omicida contro il procuratore capo di Napoli Giovanni Colangelo. Esprimiamo con forza la nostra incondizionata vicinanza e sostegno ad un uomo dello Stato che con i suoi magistrati sta infliggendo durissimi colpi alla Camorra”.

 

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