Visco: “La ripresa c’è, ma è ancora da consolidare”

Economia
Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco durante la relazione annuale della Banca d'Italia, Roma, 31 maggio 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Il numero uno di Via Nazionale chiede un ulteriore taglio del costo del lavoro, il rilancio degli investimenti e le condizioni per aumentare il potenziale di crescita

Crescita, conti pubblici e la condizione delle banche italiane. Sono questi i principali argomenti esaminati dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nella sue considerazioni finali durante la relazione annuale dell’istituto.

Secondo il titolare di via Nazionale la ripresa c’è, anche se è ancora da consolidare. “Si deve e si può fare di più” per rilanciare le attività d’impresa e gli investimenti pubblici e per creare maggiori opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani. E per far questo, suggerisce Visco, occorre cominciare dal taglio del cuneo fiscale.

Insomma, la ripresa è ancora da consolidare, anche perché, sottolinea il governatore di Bankitalia, le previsioni indicano per l’Italia un tempo non breve per tornare ai livelli di reddito precedenti la crisi. Quanto al mercato del lavoro, Visco mette in evidenza come il tasso di disoccupazione dei giovani sia sceso per la prima volta dal 2007, di oltre due punti percentuali anche se “la disoccupazione resta però ancora alta”. E per questo, a suo giudizio, c’è bisogno di un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro.

Secondo Visco, inoltre, affinché scenda il tasso di disoccupazione è necessario riportare l’inflazione su valori più alti. E su questo rivendica gli sforzi fatti: “Abbiamo agito con determinazione per favorire il ritorno alla stabilità dei prezzi“. Le misure espansive “hanno alimentato la fiducia di imprese e famiglie. Senza le nostre stime, in assenza delle misure di politica monetaria introdotte tra la metà del 2014 e la fine del 2015 sia il tasso di crescita annuo dei prezzi sia quello del prodotto sarebbero stati inferiori, nell’area, di circamezzo punto percentuale nel triennio 2015-2017. E per l’Italia “gli effetti stimati sono più pronunciati”.

La cura di Visco
L’Italia, secondo il numero uno di Palazzo Koch, dovrebbe sostenere la ripresa rilanciando gli investimenti pubblici mirati, rafforzare poi gli incentivi per l’innovazione e sostenere i redditi dei meno abbienti, particolarmente colpiti dalla crisi.

Crediti deteriorati
Visco ha ricordato che al netto delle svalutazioni già apportate dalle banche, il valore dei crediti deteriorati è di poco inferiore a 200 miliardi. Più della metà si riferisce a situazioni in cui la difficoltà dei debitori è temporanea. Se ci si concentra sulle sole sofferenze, il valore netto è pari a meno di 90 miliardi. “Si tratta di un peso rilevante, ma in larga parte esso è coperto da garanzie reali. Quindi “nel complesso, le preoccupazioni sulla qualità degli attivi delle banche italiane devono essere prese in seria considerazione, senza sovrastimare però l’entità del problema”.

Debito
“L’evoluzione del contesto macroeconomico rischia di ostacolare il conseguimento di questo obiettivo nel 2016; uno stretto controllo dei conti pubblici e la realizzazione del programma di privatizzazioni possono consentire di avvicinare il più possibile il rapporto tra debito e prodotto a quanto programmato e garantirne una riduzione significativa nel 2017″.

Banche
“Le banche italiane hanno certamente subito i colpi della crisi; ci troviamo ora a gestire, come vigilanza europea e nazionale, situazioni delicate e difficili”. Visco, quindi, aggiunge “lo facciamo in un quadro profondamente e in poco tempo innovato, in collaborazione attiva con tutte le istituzioni e le autorità coinvolte”. Il numero uno di Via Nazionale descrive un quadro complesso, “i crediti deteriorati sono elevati, la redditività è bassa”, e indica la strada da percorrere: “sono necessari, per ridurre al massimo i rischi di crisi, azioni rapide, mutamenti strutturali, profonde revisioni organizzative, attenzione costante alla qualità dell’alta dirigenza”.

Europa e brexit
Andando oltre i confini nazionali il governatore di Bankitalia chiede all’Unione europea di “recuperare più ampi margini” per i salvataggi pubblici delle banche e rammenta che l’inflazione eccessivamente bassa rimane “la sfida principale” per la politica monetaria della Bce. “Se necessario agiremo ancora ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del nostro mandato” aggiunge evidenziando come, “secondo le nostre stime, in assenza delle misure introdotte, sia il tasso di crescita annuo dei prezzi, sia quello del Prodotto sarebbero inferiori, nell’area, di circa mezzo punto percentuale nel triennio 2015-2017. Per l’Italia gli effetti stimati sono piu’ pronunciati”. Visco parla poi del referendum del 23 giugno, quando il Regno Unito sarà chiamato a esprimersi su un’eventuale uscita dall’Ue. “Un eventuale esito negativo – sostiene – potrebbe creare profonda instabilita'”

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