Virginia Raggi e le piroette sulle nomine multiple

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E intanto fra polemiche, critiche e passi falsi arriva anche la prima prova di forza in Città metropolitana dell’opposizione contro il M5S

Come si possono fare mestieri diversi con funzioni estremamente diverse? Come si può pretendere che una persona sia scrupolosa svolgendo funzioni del genere senza sbagliare? E’ folle”. Così aveva detto la Sindaca Raggi alla platea della Festa del Fatto Quotidiano, soltanto qualche mese fa. Ora che è lei a guidare la città di Roma sembra, però, aver cambiato idea.

Così si evince guardando le nomine, arrivate in giornata, per le cariche della Città Metropolitana. La Raggi, che ha annullato all’ultimo momento la sua partecipazione al Consiglio metropolitano, ha completato la squadra di governo assegnando le deleghe, ai soliti noti.

Ad annunciarle il vice sindaco della Città Metropolitana Fabio Fucci (primo cittadino di Pomezia) che, da oggi, si occuperà anche di molte altre cose: sviluppo della rete e della mobilità, viabilità, urbanistica e lavori pubblici, comunicazione istituzionale, fondi e progetti europei.

Politiche sociali, culturali, giovanili, sport e personale sono le deleghe assegnate invece Teresa Maria Zotta (Presidente della Commissione scuola al Comune di Roma) mentre il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito diventa anche assessore al bilancio, patrimonio ed edilizia scolastica dell’ente metropolitano.

A seguire gli enti locali, sviluppo economico, attività produttive e turistiche sarà Carlo Colizza e a Matteo Manunta le deleghe ad ambiente e polizia locale della città metropolitana.

“Hanno criticato tanto la difficoltà del doppio ruolo, ma non hanno esitato un attimo ad assegnare i ruoli in Città Metropolitana agli stessi consiglieri già impegnati in Aula Giulio Cesare con ruoli di primo piano” ha contestato Valeria Baglio, consigliera Pd dell’Assemblea Capitolina e del Consiglio della Città Metropolitana. La Baglio ricorda anche il caso di Paolo Ferrara “che fa il capogruppo da una parte e dall’altra” e conclude “doppi incarichi, neppure gestiti come si dovrebbe vista la scarna frequenza delle convocazioni dell’Aula Giulio Cesare, e doppie misure di giudizio quindi per il M5S e per la Sindaca, che pensa e dice una cosa e ne fa completamente un’altra”.

Non sono le sole nomine in discussione nella nuova era Raggi, partita in salita e che prosegue in suo viaggio sempre più in affanno. E’ anche partita la prima rotazione dei dirigenti del Campidoglio dell’era M5S, presentata come una rivoluzione della macchina amministrativa, la capogruppo Pd Michela Di Biase l’ha invece derubricata ad una “semplice piroetta”.

Per la prima volta viene usata la procedura dell’interpello: i dirigenti in scadenza hanno potuto indicare preferenze e attitudini, poi, però, ha deciso la sindaca. “Dovevano cambiare incarico e assegnazione la maggior parte dei 200 dirigenti capitolini e invece il provvedimento ha interessato solo pochi” ha spiegato la Di Biase.

Fra questi è balzato subito agli occhi la promozione di Renato Marra, fratello di Raffaele ( che è rimasto saldamente al suo posto, nonostante le polemiche): “Una promozione in terza fascia dirigenziale con adeguato ritocco del compenso”, ha detto il consigliere dem Antongiulio Pelonzi. Una spiegazione, secondo Lorenza Bonaccorsi, esponente della segreteria nazionale del Pd, c’è ed è chiaro: “Il patto d’acciaio tra la Raggi e la destra di Alemanno viene rinsaldato blindando Raffaele Marra e promuovendo, all’insegna del rinnovamento, suo fratello a capo della direzione turismo. Tengono famiglia, tengono parenti” ha affermato.

A far storcere in naso alle opposizioni anche la scelta di Antonella Giglio ad amministratore unico di Ama: solo il suo curriculum è arrivato in Commissione Ambiente, che ha dato, quindi, parere favorevole.

Fra polemiche, critiche e passi falsi arriva anche la prima prova di forza in Città metropolitana tra l’opposizione e il M5S – che non ha la maggioranza – ed è stato battuto su un argomento che per mesi ha tenuto banco in città. Due mozioni hanno infatti impegnato la sindaca Virginia Raggi “a sostenere la candidatura di Roma Capitale e del suo territorio metropolitano ai Giochi Olimpici e Paralimpici 2024“.

“I sindaci dei comuni dell’Area Metropolitana di Roma non sono stati minimamente interpellati dal primo cittadino di Roma – ha criticato Svetlana Cell, la prima firmataria della mozione per il gruppo di Centrosinistra “Le città della Metropoli“-. Perché la sindaca Raggi, quando ha deciso di ritirare la candidatura di Roma non ha ascoltato nessuno”.

Da qui la scelta di rimettere in discussione anche questo tema: una provocazione, più che un fatto concreto, che mette ben in luce il clima in città ( e dintorni).

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