#Virginiascappa anche dal Gay Village. Concia: “Sa che meno la conoscono meglio è”

Roma
Cattura

La candidata evita il confronto con la comunità omosessuale romana. Luxuria: “Strizza l’occhio a destra”

Di nuovo un atteggiamento vago del Movimento 5 stelle nei confronti della comunità omosessuale. Questa volta è Virginia Raggi a dare una risposta che non è piaciuta agli organizzatori del Gay Village che si aprirà a Roma il primo giugno.

L’avvocatessa è stata invitata, insieme a Roberto Giachetti e Stefano Fassina, a partecipare a un incontro il 2 giugno con la comunità gay che chiederà ai tre candidati sindaco le loro idee per Roma su temi come bullismo, prevenzione, aggregazione, lotta alle discriminazioni. L’invito era arrivato dagli organizzatori del Gay Village già da diverso tempo; l’annuncio era stato fatto già nel giorno dell’approvazione delle unioni civili, lo scorso 11 maggio.

“Ho mandato l’invito solo a Giachetti e Raggi, abbiamo eliminato Marchini e Meloni”, aveva detto quel giorno Imma Battaglia del consiglio di amministrazione del Gay Village. A questo punto dovrà eliminare anche la Raggi, visto che la risposta della Cinquestelle è sempre la stessa, come un disco rotto: “No, ho un altro impegno”. Ma la replica comincia a suonare come una scusa, dato che la candidata continua a partecipare solo agli eventi previsti nella sua campagna elettorale e alla presenza della sua claque o a partecipare a programmi tv che non prevedano confronti con i suoi avversari politici.

A sollevare qualche dubbio è anche Vladimir Luxuria, intervistata da Radio Cusano Campus, che ipotizza anche una strategia della Raggi per cercare di attrarre voti da destra, soprattutto in vista di un eventuale ballottaggio: “Lei dice che aveva altri impegni, ma secondo me il motivo è un altro. Lei sta già facendo l’occhiolino agli elettori di destra. È chiaro che al ballottaggio tutti quelli di destra voteranno per lei, anzi penso che a tifare per Virginia Raggi già da adesso non ci siano solo gli elettori del Movimento Cinque Stelle. Anche Salvini vuole la vittoria di Virginia Raggi. Vuole essere l’unico leader della destra, ha bollito Berlusconi e ora sotto sotto spera nella sconfitta di Giorgia Meloni, che perdendo a Roma perderebbe tantissima credibilità. Salvini non vuole che vinca la Meloni, Salvini tifa Raggi e Virginia mantiene il piede in due staffe e non verrà al Gay Village perché teme di perdere i voti della destra”.

Oltre al Gay Village, Raggi ha saltato anche la tribuna elettorale organizzata dal Tgr Lazio oggi con tutti i candidati a sindaco di Roma: la candidata M5S avrebbe declinato l’invito al confronto “per motivi personali”. “Noi abbiamo invitato tutti i candidati secondo le norme prescritte dalla vigilanza – ha detto la conduttrice della tribuna politica -. La Raggi è stata invitata. Poi il suo ufficio stampa ci ha fornito la sua spiegazione”.

“Lei sta sfuggendo a tutti i confronti, dà buche in continuazione e sui temi dei diritti gay è sempre stata vaga come tutto il Movimento 5 stelle”, ha commentato l’ex deputata e candidata al Comune di Roma nella lista Pd, Anna Paola Concia. “La sua strategia è parlare ed esporsi il meno possibile. Penso una cosa molto triste, cioè che l’idea del M5S è che si potesse candidare chiunque, anche Pippo, Pluto o Paperino, comunque il voto sarà di protesta e andrà a Beppe Grillo e la linea della candidata è data dal Movimento stesso. Lei dovrà rendere conto a Grillo e meno i romani la conoscono, meglio è”. L’ambiguità come linea politica per vincere queste amministrative, quindi. Ma i cittadini non avranno già capito il trucco?

 

*In copertina una delle immagini della campagna del Gay Village 2016

Vedi anche

Altri articoli