Virginia Raggi tenta di difendersi. Il Pd: “Violano il silenzio elettorale per dire bugie”

Amministrative
La candidata M5S a sindaco di Roma, Virginia Raggi, durante la conferenza stampa nel comitato elettorale, Roma, 06 giugno 2016. 
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nella giornata del silenzio elettorale, la candidata sindaco M5S di Roma interviene sulla consulenza pubblica non dichiarata. Dure critiche da parte del Pd

Dovrebbe essere una giornata di silenzio elettorale, ma questo sabato appare piuttosto movimentato, soprattutto per la sfida di Roma. A scandire la giornata c’è l’ultimo polverone sollevato in merito agli incarichi ricevuti dalla candidata grillina Virginia Raggi. Nella giornata del silenzio elettorale, la candidata sindaco di Roma per il M5S infatti decide di intervenire con un post su Facebook (“Solo per dimostrare la pochezza di certe accuse”) in cui si difende dalle accuse sulla mancata comunicazione dell’incarico svolto per conto della Asl di Civitavecchia e mostra l’autocertificazione del 2015.

In queste carte, spiega Raggi, “specifico di aver svolto l’incarico, come legale fiduciario, per conto della Asl di Civitavecchia, percependo un acconto di 1.878,69 euro e specificando, tra l’altro, la data di emissione della fattura, vale a dire il 2014. L’autocertificazione è del 2015 perché è nel 2015 che percepisco, come recita l’allegato, il relativo compenso. Per quanto riguarda invece l’incarico del 2012 non ero ancora consigliere e non era previsto alcun albo speciale” scrive Raggi.

Eppure le accuse mosse riguardano proprio i tempi. L’ex consigliera capitolina il primo dicembre 2014 ha infatti negato di aver assunto incarichi e di aver percepito compensi da altri enti pubblici o privati. Esattamente come era successo anche sei mesi prima, il 12 luglio 2014, quando era stata reincaricata dalla Asl di Civitavecchia per il recupero crediti. Solo l’anno dopo, nell’ottobre 2015, Raggi dichiara l’incarico ricevuto e l’acconto da circa 1800 euro incassato dalla Asl.

Il post è stato duramente criticato: “Violano il silenzio elettorale per dire bugie”. Scrive su Twitter Matteo Orfini, presidente del Pd, commentando il post della candidata a Roma Virginia Raggi e altri interventi di esponenti pentastellati. “Le cose stanno così, altro che tutto regolare”, aggiunge Orfini, linkando un’intervista ad Alfonso Sabella pubblicata sull’Huffington Post.

“Ha rotto silenzio elettorale (chissenefrega regole) almeno dica la verità Raggi consulenza a luglio, dichiarazione dicembre non risulta!”. Rincara la dose su twitter Alessia Rotta, deputata Pd, che in un altro tweet aggiunge: “Bastava dire ho sbagliato, ho dimenticato. Non sono amnesie, sono bugie e reato”.

“Raggi doveva solo scusarsi e ammettere l’errore, invece continua a difendere l’indifendibile.Tutta la stampa sottolinea la falsità della sua dichiarazione, sarà necessario anche aprire un’indagine. Ma di quale fango parla?” Lo dice David Ermini, responsabile Giustizia del Pd.

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