Virginia Raggi, bella la forma scarsi i contenuti

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A Ottoemezzo parla per slogan e frasi fatte, ma incalzata sui problemi romani si rifugia dietro il paravento della vaghezza

Era attesa la prova di Virginia Raggi ieri a Ottoemezzo su La7, ospite di Lilli Gruber. La candidata sindaco M5S per Roma ha risposto con il suo solito modo compito e il piglio da maestrina a tutte le domande, ed è fuori dubbio che l’immagine sia efficace. Tuttavia, appena si entra nel merito dei problemi, l’avvocato  continua a non convincere.

Finché si parla di temi nazionali e si può parlare per slogan e frasi fatte va tutto bene. Poi quando le domande si fanno più incalzanti e si entra nel dettaglio delle proposte infatti Raggi si smarrisce e si rifugia dietro il paravento della vaghezza.

A partire dal problema della spending review da lei stessa evocato: secondo la candidata grillina si possono trovare ben 17 miliardi per la copertura del reddito di cittadinanza. Ma come? Qui iniziala lettura di una nota preconfezionata con una lunga lista di (im)possibili tagli a diverse voci di spesa che sono – anche a detta di Massimo Franco del Corriere della Sera, presente in studio – destinate a rimanere promesse.

Sulla squadra per il Campidoglio, poi, la candidata grillina, come è emerso da altre apparizioni tv, non è ancora in grado di rispondere. E ovviamente la Gruber l’ha subito incalzata sull’argomento. La selezione avverrà tramite un esame di curricula e colloqui con una serie di non meglio identificati “professionisti”. Quali siano i tempi non è dato sapere. E soprattutto ancora non è chiaro se la rete sceglierà o meno gli eventuali profili selezionati: “Non credo”, è la risposta di Virginia Raggi. Ma la presenterà prima delle elezioni?, insiste Gruber: “Se ci riesco sì”, risponde, ma appare poco convinta.

Un altro punto debole è stata la questione della pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Dopo che qualche giorno fa aveva dichiarato di voler pedonalizzare “realmente” tutti i Fori imperiali, ieri sera Raggi è stata più cauta e quando la Gruber le ha chiesto le sue intenzioni sulla passeggiata romana, la candidata sindaco ha balbettato vagamente circa il suo progetto che “prevede la creazione di zone pedonali”. Dove e come, non si sa. Poi aggiunge: “L’idea di creare quella zona pedonale a noi non dispiace, ma attenzione: la pedonalizzazione va fatta con il consenso dei cittadini e dei commercianti”. La risposta migliore, che non scontenta mai nessuno, fino alla fine della campagna elettorale, ma, come hanno ben evidenziato Lilli Gruber e Massimo Franco, di solito commercianti e cittadini hanno idee diverse sulle zone pedonali. “Quindi non la farà mai”, ha concluso il giornalista del Corriere della Sera. E infatti lei stessa ha mormorato: “Per adesso andiamo avanti così”.

Secondo Virginia Raggi il problema è proprio il dialogo con i romani e gli esercenti, quello che secondo lei è mancato all’ex sindaco Ignazio Marino che, secondo la grillina, ha imposto la pedonalizzazione “d’imperio”. Forse Raggi non ricorda quanti faccia a faccia ci sono stati tra Marino e le diverse associazioni dei commercianti prima di realizzare il suo progetto. 

Non è andata granché, insomma, la super-favorita. Sarà per la prossima volta. Forse.

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