Virginia ai Raggi X del M5S: la sindaca teme altri passi falsi

Roma
Virginia Raggi, candidata M5S a sindaco di Roma, durante il Forum all'ANSA, Roma, 25 maggio 2016. ANSA/ETTORE FERRARI

Ieri la riunione di Giunta orfana di De Dominicis. La prima cittadina in Procura per sapere delle indagini sull’assessore al Bilancio

Sempre più difficile la situazione a Roma. Sempre più difficile la situazione per Virginia Raggi che potrebbe anche essere mollata dal Movimento 5 stelle in caso di passi falsi. Anche se Grillo smentisce tutto, trapelano malumori. Probabilmente l’uso del simbolo non le verrà tolto – si tratta di una decisione che potrebbe ritorcersi contro il Movimento stesso – dai vertici arrivano delle prese di posizione che suonano più come delle prove di forza contro la sindaca di Roma. In ogni caso gli errori cominciano a provocare i primi danni, come il calo dei consensi nell’elettorato.

Come il No alle Olimpiadi, anticipato dal comico genovese, oltre che con le continue dichiarazioni anche con la pubblicazione del post di Elio Lannutti contro i Giochi a Roma, mentre la posizione di Raggi, pur essendo orientata per il rifiuto alla candidatura, è sempre stato quello di valutare la situazione e poi decidere. Per ora non si è pronunciata, ma ieri ha fatto saltare l’audizione in Senato sulle Olimpiadi: “La segreteria del sindaco di Roma – ha spiegato il senatore dem Andrea Marcucci – ha appena annullato l’audizione di Virginia Raggi, prevista il 13 settembre, alla commissione Cultura e Sport di Palazzo Madama, sulla candidatura della Capitale alle Olimpiadi di Roma. La stessa segreteria al momento non ha proposto nuove date”. E da tutto il Pd arriva un’unica domanda: “Chi decide a Roma? Grillo o Raggi?”.

L’altro fronte caldo per Virginia Raggi resta quello degli assessori e dello staff: la paura di commettere ulteriori passi falsi l’ha portata – secondo quanto scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere – addirittura a recarsi di persona a piazzale Clodio per parlare con il vertice della Procura di Roma e sapere se esistono indagini sull’ormai ex assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis. “Procedura inusuale, soprattutto perché era stata proprio lei nel videomessaggio di mercoledì a prendere le distanze da ‘magistrati e giornali'”, scrive la giornalista. L’unica conferma che ha potuto avere la sindaca è quella di un’indagine non più coperta dal segreto istruttorio. Per eventuali altre indagini è solo il diretto interessato a poter fare una richiesta simile. Tutto questo poco dopo la nomina ufficiale ad assessore del procuratore De Dominicis e poco prima dell’annuncio di revoca dell’incarico da parte di Raggi perché non rispetta “i requisiti previsti dal M5s”.

Resta la questione legata a Paola Muraro, indagata anche lei. Non appena i pm avranno analizzato i documenti, l’assessora potrebbe recarsi negli uffici di piazzale Clodio per essere interrogata. La permanenza dell’ex consulente di Ama in Giunta dipende, come ha proclamato Raggi, dagli sviluppi dell’inchiesta della procura di Roma. Per Muraro, quindi, non sembra valere, almeno per ora, l’applicazione del regolamento M5s.

Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà. Nel frattempo Raggi cerca di dare un’idea di normalità e prova nella riunione della Giunta orfana dell’assessore al Bilancio per fare il punto sulla Capitale e non sulle questioni interne al Movimento. Certo, però, il gelo nel M5s per ora c’è e si nota anche da alcune risposte che arrivano dai vertici. Come quella di Luigi Di Maio a chi gli chiede se la sindaca si debba scusare come ha fatto lui. “Io mi sono scusato perché ho sottovalutato la mail. Di cosa stiamo parlando? A Roma c’è un sindaco, chiedete a lei, io ho risposto per me”.

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