Il dramma del Centro Italia devastato

Terremoto
Residents rest in a reception center for evacuees staged in the industrial shed of the company Millecolori Ltd in Caldarola (Macerata), central Italy, where they will spend this night after a 6.5 earthquake destroyed part of the town, Sunday, Oct. 30, 2016. ANSA/ Cristiano Chiodi

Alle 7:41 di domenica 30 ottobre il più forte terremoto dal 1980 a oggi. Si temono 100mila sfollati

Prima notte del dopo terremoto trascorsa in auto o nelle strutture di accoglienza per la popolazione colpita dalla nuova tremenda tra Umbria, Marche e Lazio. L’attività sismica non si è fermata. Nella zona di Norcia sono state avvertite le scossa più forte di tutte (in totale sono state più di settecento dalla prima di domenica 30 ottobre), di magnitudo 4.2, registrate alle 2:27 e alle 8:05 dai sismografi dell’Ingv.

Prosegue intanto incessante il lavoro della Protezione civile e degli altri soccorritori impegnati sul campo. Sono oltre quindicimila le persone assistite dal servizio nazionale della Protezione civile. In particolare, si legge in una nota del dipartimento nazionale, oltre cinquecento sono accolte in strutture alberghiere nell’area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila persone nella Regione Umbria e altre settemila nella regione Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. I dati, riferiti alla tarda serata di ieri, sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento. Rimangono, inoltre, tra gli assistiti a seguito del sisma del 24 agosto, oltre 1100 cittadini ospitati in alberghi e strutture ricettive – prevalentemente a San Benedetto del Tronto -, presso le abitazioni del progetto Complessi antisismici sostenibili e ecocompatibili (C.a.s.e.) nel comune dell’Aquila o nei Moduli abitativi provvisori (Map) localizzati in altri comuni d’Abruzzo nonché nelle residenze sanitarie assistenziali nelle quattro regioni colpite dal sisma.

Noi vogliamo rimanere qua, non vogliamo essere deportati, rimarremo a dormire nelle macchine e nelle roulotte sperando che di poter andare a riprenderci un po’ di vestiti e generi di prima necessità quando riaprirà la zona rossa. Ma da qui non ci muoviamo”. E’ quanto dice Francesca D’Abbraccio, titolare di un ristorante di Norcia, la ‘capitale’ dei salumi del centro Italia. “Io ho un ristorante pieno di roba da mangiare ma non ci fanno entrare nella zona rossa, ad eccezione se non per prendere farmaci di prima necessità e così – racconta dopo una lunga e gelida notte in auto – siamo qua senza neanche lo spazzolino da denti, ma noi non ce ne andiamo”.

Quella di domenica 30 ottobre verrà ricordata come una giornata maledetta. Il terremoto ha colpito ancora, e violentemente, quella bellissima zona d’Italia fra Marche, Umbria e Lazio già in ginocchio dopo il 24 agosto e il 26 ottobre.

Nessuna vittima ma devastazione ovunque. E ci sono migliaia e migliaia di sfollati, donne, uomini, anziani e bambini senza più un tetto. Solo nelle Marche – ha detto il presidente della Regione Ceriscioli – i senzatetto sono circa 25mila. Si teme che il numero complessivo possa arrivare a 100mila.  

Molti sfollati non vorrebbero trasferirsi negli alberghi. Ma il capo della Protezione Civile Curcio ha esortato a lasciare le zone colpite.


Ecco la sintesi di quanto è successo.

Alle 7:41 è stata avvertita una scossa di terremoto molto violenta, percepita distintamente in diverse zone dell’Italia centrale, anche nella Capitale. La terra ha tremato per diversi secondi. In Umbria e nelle Marche hanno tremato pareti, gli oggetti sono caduti a terra, la gente è uscita in strada. Dopo alcune indiscrezioni è arrivata l’ufficialità, poi rivista al rialzo: si tratta di un sisma di magnitudo 6.5 e profondità 10 km con epicentro tra in Umbria, tra Norcia e Preci, nella zona già duramente colpita dagli eventi del 24 agosto e di questa settimana.

Non ci sono vittime, mentre i feriti sono una ventina e nessuno di loro è grave. Ma i danni sono immensi. Interi paesi, come Accumoli, Arquata del Tronto e Amatrice, sono stati cancellati, ridotti in macerie. A Norcia, il Comune più vicino all’epicentro assieme a Preci, l’antica basilica di San Benedetto, patrono d’Europa, è stata polverizzata: non ne sopravvive che il frontone.

Gli sfollati sono migliaia. La Protezione civile ha messo in moto immediatamente la macchina dei soccorsi e il capo del Dipartimento, Fabrizio Curcio, ha coordinato le operazioni dalla Direzione di comando e controllo (Dicomac) di Rieti. “Confermiamo che non ci risultano vittime. Abbiamo circa una ventina di feriti, alcuni dei quali in codice giallo”, ha detto Curcio, che ha spiegato: “Ora ci stiamo dedicando ai servizi essenziali per le persone, perchè la viabilità è fortemente compromessa in tutte le aree colpite dal sisma. Da qui l’invito a tutti di muoversi in quelle zone solo in casi di estrema necessita’. Stiamo verificando anche la disponibilità di servizi come acqua ed elettricità nei territori interessati”. Curcio ha sottolineato che “la viabilità è fortemente compromessa nelle aree colpite dal terremoto di questa mattina. Per cui rinnovo l’invito a spostarsi in quelle zone solo se estremamente necessario. La Salaria è interrotta in più punti, ci sono tante emergenze da affrontare. Ora la priorità è dare assistenza alle persone”, ha aggiunto Curcio.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi segue la situazione in costante contatto con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e i governatori di Marche e Umbria, Luca Ceriscioli e Catiuscia Marini. Alle 12.30 il Premier ha fatto un punto con la stampa: “Noi ricostruiremo tutto, la case, le chiese, gli esercizi commerciali. Noi vogliamo che Norcia abbia un futuro”. Poi la parte operativa su come affrontare l’emergenza: “Domani riuniremo il Consiglio dei ministri”, coinvolgendo nelle decisioni “i presidenti delle Regioni, Vasco Errani e Curcio per condividere le decisioni”. In questo momento lancio “un appello alle forze politiche ad evitare polemiche e divisione”, ha aggiunto il premier.

 

Scossa più forte del dal 1980. Il terremoto di magnitudo 6.5 con epicentro vicino a Norcia, in Umbria, è il più violento degli ultimi decenni in Italia. Quello del Friuli del 1976 fu di magnitudo 6.4 della scala Richter. La scossa principale dell’Aquila del 2009 fu di 5.8, quello di Umbria e Marche del 1997 di 6.1. Anche quello del Belice, del 1968, fu di 6.1. Solo in Irpinia, nel 1980, la magnitudo fu del 6.5 della scala Richter, pari a quella odierna, e causò 280mila sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.

Il Terremoto di magnitudo 6.5 avvenuto oggi ha un’intensità tale da interessare una zona che si estende almeno per 20-25 chilometri, ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). “Interessa un’area ampia – ha aggiunto – localizzata tra quella che si è attivata con il sisma del 24 agosto e quella che si è attivata il 26 ottobre”. I sismologi adesso sono al lavoro per localizzare tutte le repliche e raccogliere tutti i dati, sia sai sismografi sia dai satelliti.

“Drammatica situazione a Norcia”. Sono “notizie drammatiche” quelle che stanno giungendo da Norcia alla presidente della Regione Catiuscia Marini. La presidente sta raggiungendo il centro di Protezione civile di Foligno per seguire la situazione. I vigili del fuoco parlano di un quadro ancora non chiaro, ma di polvere vista alzarsi a Norcia, Cascia e Preci.

La basilica di San Benedetto a Norcia è stata interamente distrutta dalla scossa. Era il cuore storico e religioso della città, che ha subito danni diffusi e vastissimi. La basilica, secondo la tradizione, sorgeva sulla casa natale dei santi Benedetto e Scolastica. Era stata costruita nel XIII secolo e poi ampliata nel 1570.

“Si è aperta la terra”. Drammatico il racconto del sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci: “Io sono a Fano, dove vivo, ma mi dicono che ci sono stati crolli, che è un disastro! Si  è aperta la terra, c’è fumo,un disastro. Spero che i testoni che erano rimasti a Santangelo si siano spostati nella notte”.

E’ crollata la torre civica di Amatrice che aveva resistito in questi mesi di continue scosse. Come segnala la protezione civile, quello di oggi è il terremoto con intensità maggiore che abbia colpito l’Italia dal 1980 a oggi.

“Comprendo allarme che c’è nelle popolazioni che vivono nelle zone colpite. Ora azioni di solidarietà e sostegno”. Ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella come si legge sull’account Twitter del Quirinale. Mattarella ha poi aggiunto: “Sono informato costantemente e seguo con preoccupazione e attenzione. Intervento è stato pronto ed efficace”.


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La metro A di piazza Re di Roma chiusa per verifiche dopo la scossa di terremoto in centro

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