Videoblob, Di Battista e Di Maio in tv: la difesa fa acqua da tutte le parti

M5S

Il direttorio M5S si difende e ripete che non era a conoscenza delle pressioni che il sindaco di Quarto ha subito

 

Non è andata tanto bene. Doveva essere la Prima Serata della Grande Autodifesa e invece a Otto e Mezzo (Alessandro Di Battista) e a Di Martedì (Luigi Di Maio) sono stati abbastanza deludenti.

“Nessuno di noi è venuto a conoscenza di minacce o ricatti, altrimenti avremmo subito denunciato”, è stato il mantra. Con diversi balbettii (anche per la pressione nel caso di Dibba di Marco Damilano e in quello di Maio di Massimo Giannini). Eppure è quello il dente che duole e sui cui batte la lingua. Tanto che a più riprese viene chiesto come sia stato possibile nell’unico comune amministrato dal M5S in Campania con due leader (Fico e Di Maio) che sono campani – e hanno sostenuto direttamente la campagna elettorale di Rosa Capuozzo – non decifrare le pressioni che il sindaco ha avuto da De Robbio il consigliere grillino più votato – e poi espulso – che ora è indagato per estorsione e voto di scambio.

Deboli, sulla Capuozzo. L’hanno prima sostenuta, poi mollata. L’impressione, alla fine, è che gli uomini forti del M5S questa vicenda non l’abbiano saputa gestire. E si è visto anche in tv.

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