Via libera della Cassazione: valide le firme per il Sì, comincia la corsa verso il referendum

Riforme
Alcuni membri del comitato del si al referendum consegnano le firme in Cassazione a Roma, 14 luglio 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Ora il governo ha a disposizione 60 giorni per scegliere il giorno delle votazioni

La Corte di Cassazione ha dato il via libera al referendum costituzionale. A rivelarlo alcuni quotidiani che hanno anticipato una decisione che in molti stavano aspettando. E così, con una settimana di anticipo rispetto al 15 agosto, data ultima per la pronuncia, è arrivata la notizia.

Già nei giorni scorsi, il primo presidente Gianni Canzio aveva preannunciato: “I colleghi dell’Ufficio centrale e i 50 funzionari che si sono avvicendati hanno lavorato a ritmi serrati per non utilizzare appieno i 30 giorni concessi alla Corte e quindi anticipare, anche se di qualche giorno, la scadenza prevista di metà agosto”.

L’ufficializzazione arriverà lunedì. Ora l’iter prevede che il governo abbia a disposizione 60 giorni per scegliere il giorno delle votazioni (una domenica compresa tra il 50° e il 70° giorno dopo il decreto di indizione) e passare il decreto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dovrà firmarlo.

La Corte aveva ricevuto oltre 700mila firme da parte dei Comitati del Sì e del No, rispettivamente fermi a 580mila e 320mila. Nell’ultima riunione, il conteggio delle firme valide e digitalizzate era arrivato a 500mila, limite che ha reso valido il referendum e inutile ulteriori analisi.

Soddisfazione da parte del Comitato “Basta un Sì”: “Un risultato che ripaga l’enorme lavoro compiuto in poche settimane da volontari, attivisti, associazioni e organizzazioni locali. Un risultato che rende il referendum a tutti gli effetti uno strumento “popolare”, il referendum degli italiani, non più una questione riservata ai partiti”.

Ora comincia il lavoro vero e proprio per una campagna referendaria serena e costruttiva, al comitato per il Sì fanno sapere: “Noi ci terremo alla larga dal chiacchiericcio, dai tentativi che certamente non mancheranno da parte di qualcuno di far condizionare il proprio Sì o il proprio No da questioni che non riguardano la riforma, da accordi, condizioni e garanzie personali.Noi stiamo proponendo di aggiornare la Costituzione, di rendere i suoi meccanismi di funzionamento più adeguati ai tempi che viviamo. Parafrasando De Gasperi, auspichiamo per questo una campagna referendaria che guardi alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni. Con la validazione delle firme, questo meraviglioso confronto civico nel Paese inizia a tutti gli effetti”.

 

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