Via libera dalla Cassazione al referendum. Renzi: Non è una mia sfida

Referendum
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Il governo avrà 60 giorni di tempo per scegliere la data del voto

La Cassazione ha ammesso la richiesta di referendum sulla riforma costituzionale del governo Renzi. Dopo il riconoscimento di “conformità” della richiesta, depositata il 14 luglio scorso, scatta ora il conto alla rovescia per la scelta della data del voto. Scelta che avverrà, comunque, dopo la pausa estiva. Se, infatti, la suprema Corte ha accelerato i tempi, anticipando di qualche giorno la propria decisione – aveva tempo fino al 15 agosto – l’ultimo Consiglio dei ministri, che con ogni probabilità si terrà mercoledì prossimo, non potrà trattare di questo argomento. Devono, infatti, passare dieci giorni di tempo dal pronunciamento della Cassazione per gli eventuali ricorsi.

Già da oggi, comunque, come prevede la procedura, partirà alla volta del Quirinale l’annuncio ufficiale dell’avvenuto controllo delle firme. Quindi il governo avrà 60 giorni di tempo per scegliere la data del referendum, il cui decreto sarà firmato dal presidente Sergio Mattarella.

La data per la consultazione referendaria potrà essere collocata in una domenica, compresa tra il 50° e il 70° giorno dopo il decreto di indizione. Dunque il governo avrà tempo fino alla prima settimana di ottobre per scegliere la data del referendum. Una decisione da ponderare attentamente visti anche gli scontri e le divisioni che all’interno dello stesso partito di maggioranza, il Pd, si sono appalesati in modo netto.

Sui social il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha rilanciato un tweet del Comitato per il sì nel quale si legge: “Adesso possiamo dirlo, questo è il referendum degli italiani”. Quindi, nella sua e-news, ribadisce: “Il referendum non è la sfida di Matteo Renzi, ma di milioni di persone che vogliono ridurre gli sprechi della politica, rendere più semplici le istituzioni, evitare enti inutili e mantenere tutte le garanzie di pesi e contrappesi già presenti nella nostra Costituzione”.

Anche il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi esulta su Twitter ricorrendo all’ashtag #bastaunsi.

Il fronte del no si fa sentire e la minoranza dem torna sulla necessità di modificare l’Italicum. Nessuna esclusione di colpi. Secondo Massimo Mucchetti con il referendum di “lorsignori” Renzi rischia di “diventare il ‘Cameron de noantri’, l’usbergo di quell’establishment finanziario che ha sempre qualcosa da chiedere al governo”. Ma il premier tira dritto ritwittando il messaggio del Comitato per il sì: “Adesso possiamo dirlo: questo è il referendum degli italiani. Leggi perché: bastaunsi.it/referendumdegliitaliani.net“.

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