Via libera alle unioni civili: l’ok anche dal Consiglio di Stato

Unioni civili
Un momento della festa in Campidoglio per il Celebration Day nel corso dellaz qualei si iscrivono collettivamente nel registro delle unioni civili coppie di omosessuali e eterosessuali. In sala della Protomoteca, davanti ai consiglieri celebranti, uomini e donne si sono baciati, scambiati gli anelli e hanno pronunciato i loro "sì". Nella sala ad assistere alla cerimonia ci sono parenti e amici dei protagonisti della giornata, anziani e bambini, che applaudono emozionati, Roma, 21 Maggio 2015.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Parere favorevole al decreto ponte da parte dei giudici amministrativi che permette le trascrizioni in attesa dei decreti attuativi del Viminale

Adesso non ci saranno più scuse e nessun sindaco potrà impedirle: le unioni civili possono essere trascritte. La conferma arriva dal Consiglio di Stato che ha dato parere favorevole al decreto ponte che era stato trasmesso ai giudici amministrativi lo scorso 8 luglio. Il nodo di eventuali obiezioni di coscienza dei sindaci è superata dal fatto che il testo parla di ufficiale di stato civile la cui platea è molto ampia, è stato spiegato in conferenza stampa.

“Con il nostro parere, da qui a 15 giorni la prima unione civile potrà essere costituita” ha dichiarato il presidente della Sezione Atti normativi del Consiglio di Stato, Franco Frattini, auspicando che, non essendoci più ostacoli, “il governo adotti il suo provvedimento. Raccomandiamo da qui a dicembre un monitoraggio sull’attuazione di questo decreto. Solo così le coppie interessate saranno consapevoli pienamente dei propri diritti”.

Esulta la madre della legge Monica Cirinnà e aggiunge: “Alfano non ha scuse, ma non credo le abbia mai cercate”. La senatrice dem, che ha partecipato alla presentazione del parere sul decreto insieme al collega Sergio Lo Giudice, ha ricordato che la legge non prevede l’obiezione di coscienza quindi è impossibile impedire la trascrizione delle unioni civili e chi si dovesse opporre incorrerebbe nel reato penale di atti di ufficio.

Ora il ministero dell’Interno avrà cinque giorni di tempo per adottare il provvedimento, ma si tratta di una pratica che può essere chiusa “in mezz’ora”, ha spiegato Lo Giudice: “Il governo ha voluto rendere migliore questo paese. La legge – spiegano i senatori – non parla in alcun modo di sindaci e sarà impossibile nei Comuni bloccare il nuovo istituto giuridico”.

Il sì del Consiglio di Stato “accende la luce sulla vita di centinaia di coppie e quelle che in questi giorni si sono prenotate nei Comuni italiani adesso potranno costituirsi civilmente, vedendosi riconosciuti diritti e doveri reciproci”, ha dichiarato Micaela Campana, responsabile Diritti del Pd e relatrice della legge alla Camera. “Oggi – ha aggiunto Campana – è forse il giorno più importante da quando abbiamo iniziato a discutere di questa legge, con oggi il tempo dell’attesa è finalmente concluso e l’Italia esce da trent’anni di oscurantismo”.

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