Via libera della Camera alla riorganizzazione della Pa

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Il tabellone della Camera con l'esito del voto sul disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione, Roma, 17 luglio 2015. L'Aula della Camera ha approvato la riforma della Pubblica Amministrazione, che ora torna al Senato. Il testo passa con 253 sì, 93 no e 5 astenuti. ANSA/CLAUDIO PERI

La Camera ha approvato il ddl sulla riorganizzazione della Pubblica amministrazione, il testo ora torna al Senato

La Camera ha approvato il ddl sulla riorganizzazione della Pubblica amministrazione. Il via libera al provvedimento, che ora torna all’esame del Senato, è arrivato con 253 voti a favore, 93 contrari e 5 astenuti. Il ddl potrebbe essere approvato in via definitiva da Palazzo Madama entro il mese di agosto.

Tra le modifiche apportate dalla Camera al disegno di legge con la delega per la riorganizzazione della Pubblica amministrazione figurano il ruolo rafforzato della presidenza del Consiglio anche nelle scelte di competenza dei singoli ministeri, il riordino delle prefetture e interventi sulle Authority come la soppressione degli uffici che si sovrappongono ad analoghe strutture ministeriali, meccanismi omogenei di finanziamento e il livellamento delle retribuzioni dei dipendenti. Nel passaggio a Montecitorio è stato anche dato il via libera al trasferimento di funzioni svolte dal Pra alla Motorizzazione civile (ministero Infrastrutture). Tra le deleghe all’Esecutivo figura inoltre un piano di riduzione della Camere di commercio, da 105 a 60. 

“Finalmente abbiamo un Paese più semplice”, il commento del relatore, Ernesto Carbone. Per Carbone è di particolare rilievo l’effetto anti-burocrazia del disegno di legge delega, che nel passaggio a Montecitorio ha visto diverse novità: dalla soppressione del voto minimo di laurea alla banca unica per i dati su circolazione e proprietà dei veicoli.

“Il lavoro da fare ancora è tanto, ma certamente quello di oggi è un passo importante” commenta il ministro Marianna Madia dopo il via libera dell’aula della Camera. “La soddisfazione massima – aggiunge l’esponente del governo- l’avrò quando queste norme, nei successivi decreti legislativi, si tradurranno in cambiamenti nella vita dei cittadini, degli imprenditori, delle persone”. “È una riforma organica – sottolinea – impostata per dare risposte a 60 milioni di cittadini e mai a un unico settore”.

 

Le principali novità della riforma.

Pagamento multe e bollette con credito telefonico – I pagamenti della Pubblica amministrazione potranno essere pagati con il credito telefonico (abbonamento o ricaricabile). La norma dunque apre alla possibilità di pagare ‘micro’ spese, come bollette e multe (entro i 50 euro) attraverso l’addebito sul conto telefonico, anche attraverso sms

Arriva freedom of information act italiano – Si potrà accedere agli archivi della Pubblica amministrazione con una maggiore libertà e facilità, anche tramite internet.

Carta della cittadinanza digitale – Arriva la Carta della cittadinanza digitale. Il governo dovrà definire nei futuri dlgs il livello minimo di qualità dei servizi online delle Pubbliche amministrazioni. Dovrà essere quindi assicurato internet in tutti gli uffici pubblici: dalle scuole alle biblioteche fino agli sportelli aperti al pubblico. La delega prevede anche una figura, un dirigente ‘ad hoc’, che dovrà traghettare la nuova Pa verso una più ampia digitalizzazione

Numero unico per le emregenze – Viene prevista l’istituzione di un numero unico per le emergenze (il 112) da estendere a tutto il territorio nazionale. Un numero che ricomprenda le emergenze sanitarie, di sicurezza e ambientali. La modifica prevede di assorbire gli attuali numeri per le emergenze (113, 115 e 118) nel numero unico con suddivisione regionale.

Abolito il voto minimo di laurea – con un emendamento presentato dal Pd e votato la notte scorsa, viene abolito il requisito del voto minimo di laurea per partecipare ai pubblici concorsi

Lotta all’assenteismo – Le funzioni di controllo sulle malattie passano dalle Asl all’Inps.

Fusione del corpo forestale – con un’altra forza dello stato, come i carabinieri. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze.

Riduzione di partecipate e prefetture

Grandi opere – vengono inoltre semplificate le pratiche burocratiche per i cantieri che potrebbe portare a un dimezzamento dei tempi.

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