Vertice Ue-Turchia, Renzi: “No a dichiarazioni muscolari, serve diplomazia” (video)

Terrorismo
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la presentazione di "Origami", il nuovo settimanale de "La Stampa", all'Istituto Centrale per la Grafica a Palazzo Poli, Roma, 17 novembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Il premier giunto a Bruxelles per il vertice Ue-Turchia

Le grandi crisi internazionali attuali “non si risolvono con qualche dichiarazione verbale muscolare” ma “ci vuole un investimento di natura diplomatica”. Lo ha affermato il premier Matteo Renzi all’arrivo a Bruxelles per il vertice Ue-Turchia, aggiugendo che “su questa posizione italiana arriveranno nei prossimi mesi anche gli altri Paesi”.

Le parole del premier, confermando la linea seguita dal governo nei giorni scorsi, sono forgiate da un atteggiamento cauto nei confronti dell’allerta terrorismo che, spiega, non avrà ripercussioni sull’economia italiana.

A supporto delle sue affermazioni, Renzi ha ricordato che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, “ha detto che il rischio vero che c’è è che si crei un atteggiamento di scarsa fiducia”. C’e’, nello specifico, “la preoccupazione che il clima che si è venuto a creare possa bloccare questo percorso”. Renzi però ha assicurato “che l’Italia darà risposta positiva” perché in gioco c’è “una grande scommessa identitaria e culturale, e se l’Italia o l’Europa si chiudono in casa, hanno vinto quelli che vogliono il terrore”.

Per il Presidente del Consiglio il vertice dei 28 leader europei con il capo del governo turco di oggi “è un passo in avanti nella direzione di rendere sempre più europea la questione dell’immigrazione”: un modo di affrontarla, ha rivendicato Renzi, che “noi abbiamo sempre sostenuto, con uno sguardo ampio da parte dell’Unione europea”.

 

 

 

 

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