Sandro Gozi ci spiega cosa è successo al vertice Ue

Ue
consiglio-ue

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei parla del Consiglio europeo che si è appena concluso a Bruxelles

“Abbiamo compiuto dei passi in avanti e sono stati presi impegni considerevoli (anche se verbali) sui temi che sono nelle nostre priorità”. È un Sandro Gozi ottimista, compiaciuto del lavoro che si è svolto a Bruxelles nel Consiglio europeo appena concluso. Si dice soddisfatto perché sono state accolte le posizioni dell’Italia sulle tre questioni principali discusse nel vertice: immigrazione, politica commerciale comune e relazioni con la Russia.

È chiaro che agli impegni presi dovranno seguire delle azioni concrete, ci spiega il sottosegretario con delega agli Affari Europei, ma è altrettanto vero, osserva, che questa volta il Consiglio europeo è apparso più consapevole, “conscio della necessità di una nuova politica europea in materia di immigrazione”.

Quanto alla manovra finanziaria italiana, ha sottolineato, non ci sono stati colloqui (nemmeno informali) con gli altri leader, e ha ribadito la posizione espressa nel pomeriggio da Renzi: “Per noi la legge di Bilancio rispetta pienamente le regole europee. Vedremo se la Commissione avrà dei suggerimenti, ma noi siamo convinti che risponda alle priorità dell’Italia e allo stesso tempo rispetti le regole dell’Ue”.

Immigrazione

Sulla questione dei migranti, ci spiega, sono stati presi tre impegni politici degni di nota: il primo riguarda l’intensificazione dei negoziati con i paesi africani, “perché è chiaro che da lì bisogna partire per risolvere la questione, cioè affrontando il problema con i paesi di origine. Su questo finalmente ci sono nuove risorse, 500 milioni che si aggiungono alle varie centinaia di milioni di euro, già oggetto di negoziati specifici con alcune realtà africane come la Nigeria, il Senegal, l’Etiopia”.

Un altro gesto importante, sottolinea, riguarda l’adozione del Consiglio europeo al piano per lo sviluppo sostenibile per l’Africa (un piano che il governo italiano vorrebbe venisse approvato entro l’anno), “si tratta di uno strumento che dovrà mobilitare oltre 40 miliardi di euro e che punta ad affrontare alle radici le cause delle migrazioni, promuovendo gli investimenti nei Paesi di origine”.

Il terzo punto è un fatto politico, anch’esso rilevante: “L’aver ricordato che la polizia europea e la guardia di costiera europea – un’iniziativa lanciata durante il semestre europeo italiano, diventata operativa il 6 ottobre – dovrà occuparsi non solo della sorveglianza delle frontiere, ma anche dei rimpatri”.

In materia di asilo politico, aggiunge poi il sottosegretario, “la redistribuzione non sta funzionando, non è giusto lasciare il carico solo ai paesi più esposti come l’Italia e la Grecia. E nel vertice è stato ribadito che l’accoglienza deve rispettare un principio di solidarietà e di responsabilità”. Un aspetto importante, secondo l’esponente dem, perché si colloca nel negoziato in corso per la revisione del regolamento di Dublino, ovvero quel negoziato che porterà verso il diritto di asilo comune.

Infine, Gozi ha sottolineato il riconoscimento dei leader per gli sforzi (anche finanziari) fatti dall’Italia sui flussi migratori, “si è preso atto di quella che era una nostra proposta, un punto politico molto importante”.

Politica commerciale comune

Si sono fatti passi in avanti anche in materia di economia, ci spiega ancora Gozi. “Si sono ribaditi obiettivi molto importanti. Sul commercio è stato rilevante l’aver ricordato che l’Europa deve darsi nuovi strumenti di difesa commerciale, che non vuol dire diventare protezionisti, ma significa difendere le nostre imprese da attacchi che non siano concorrenziali. Rivedere gli strumenti di politica commerciale per garantire una concorrenza equa sarà un tema fondamentale nei prossimi mesi”

L’accordo di libero scambio Ue-Canada, il Ceta

“Sull’accordo con il Canada aspettiamo la decisione del parlamento della Vallonia (la regione francofona del Belgio che vorrebbe bloccare il trattato Ue-Canada, ndr). È un accordo equilibrato che tutela gli interessi delle piccole e medie imprese, realtà che non hanno la forza di superare i dazi e le barriere per l’esportazione, come le multinazionali. Un accordo in cui un paese terzo come il Canada apre di più i suoi appalti alle imprese europee e che aumenterebbe le esportazioni di beni e servizi di almeno il 50%”.

Relazioni con la Russia

Infine, sulla Russia c’è stato un importante dibattito in cui è prevalsa la linea dell’Italia. Una linea pragmatica e di buon senso basata su un doppio binario: “Da una parte bisogna essere molto fermi con la Russia su alcuni punti – ha spiegato Gozi – come sul rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina. E su questo, nel momento in cui non vengono attuati gli accordi di Minsk, vanno applicate le sanzioni. Dall’altra parte, però, c’è la necessità di mantenere aperto il canale di dialogo con un imprescindibile attore come la Russia, un paese con un ruolo chiave in molti scacchieri del mondo (vedi il Mediterraneo e il Medio Oriente). Certo, siamo preoccupati per l’emergenza umanitaria in Siria – conclude – ma riteniamo che sia necessario continuare a lavorare per una soluzione politica con la Russia: l’applicazione di nuove sanzioni complicherebbe la situazione”.

Vedi anche

Altri articoli