Dal G5 sostegno al governo libico. Sui migranti, in campo la Nato

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Il presidente degli Usa Barack Obama, la cancelliera Angela Merkel, il premier Matteo Renzi, il presidente francese Francois Hollande e il premier britannico David Cameron durante il vertice 'G5' nel castello di Herrenahusen di Hannover, 25 aprile 2016. ANSA/ TIBERIO BARCHIELLI - UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Libia, Siria, lotta a Daesh, emergenza migranti, trattato di commercio transatlantico USA-UE e Ucraina. Questi i temi al centro del vertice tra i cinque capi di stato e di governo

Si è conclusa, nel castello di Herrenhausen, ad Hannover, la riunione informale tra il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il primo ministro britannico David Cameron. Al termine dell’incontro si è svolto anche un bilaterale tra il premier italiano e il suo omologo inglese.

Il summit ha confermato – con eventuali sviluppi futuri – il sostegno “unanime” al governo libico di Fayez al Sarraj aprendo allo stesso tempo alla presenza di navi Nato nel Mediterraneo per contrastare il traffico di migranti dalla Libia. Tutti temi che vedono l’Italia in primo piano, a cominciare dall’emergenza migranti, sulla quale, anche di fronte agli attacchi di Matteo Salvini, Renzi predica prudenza. “La situazione viene monitorata” ma la “realtà è più forte di ogni allarmismo”, evidenzia il capo del governo, ribadendo come gli attuali arrivi sulle coste italiane siano “inferiori” a quelli del 2014 e “uguali” a quelli del 2015.

Certo, un accordo con Tripoli sul modello di quello siglato con Tunisi “potrà ridurli”, così come un governo libico pienamente “consolidato”, ammette il premier, rifiutando però qualsiasi grido all’emergenza e criticando con durezza, parallelamente, l’eventuale chiusura del Brennero da parte dell’Austria: “Nessun elemento la giustifica. Se ci fosse, sarebbe l’Ue a prendere le decisioni conseguenti”. Austria che, da ieri, assiste al trionfo dell’estrema destra di Norbert Hofer.

“E’ un voto del popolo e va rispettato” ma “contro il populismo l’Ue deve giocare d’attacco, deve essere capace di investire sulla crescita”, spiega Renzi, ricordando i progetti “non sporadici ma di medio periodo” proposti dall’Italia a Bruxelles non solo sui migranti ma anche sull’economia. Dossier che vedono una qualche distanza tra Renzi e la cancelliera Merkel ma che, con un’Italia stabile, potranno forse avere più influenza anche a livello europeo. “Oggi ho scherzato con Obama e Merkel raccontando che in 70 anni l’Italia ha avuto 63 governi. Immaginate la faccia che hanno fatto…”, racconta Renzi, lanciando un ultimo strale alle opposizioni che, solo qualche giorno fa, votavano in Aula la sfiducia al suo esecutivo.

Una giornata che era cominciata con le parole del presidente americano Barack Obama in visita alla fiera di Hannover insieme alla Cancelliera tedesca Angela Merkel. “Il mondo e gli Stati Uniti hanno bisogno di un’Europa forte, prospera e democratica”  aveva detto il capo di Stato Usa “L’Ue – ha spiegato – era un sogno per pochi ed è diventata una speranza per molti. Ad ogni suo passo ha difeso la libertà e gli Stati Uniti sono al suo fianco. Io credo nell’Europa unita”. “Questo continente – ha aggiunto il presidente americano – nel ventesimo secolo era in costante conflitto, la gente moriva di fame, le famiglie venivano separate; ora la gente vuole venire qui esattamente proprio per quello che avete creato. Vi sono genitori pronti ad attraversare il deserto, il mare per dare ai propri figli quelle cose che noi non dobbiamo dare per scontate”. “Dobbiamo credere – ha detto ancora Obama – nella nostra capacità di forgiare un futuro migliore”.

Dopo il vertice, Matteo Renzi ha incontrato la stampa. Ecco cosa ha detto, per punti:

Libia.  “Il dossier che ci riguarda più da vicino è quello relativo alla Libia. C’è un cambio di disponibilità a livello internazionale. C’è piena disponibilità e pieno sostegno al governo al Serraji”. “Tutte le iniziative – ha specificato il premier – dovranno essere richieste dal governo libico”.
Per quanto riguarda la situazione migratoria, Renzi ha sottolineato la necessita di controllare e monitorare i flussi, anche se – ha precisato –  “i numeri sono diversi da quelli che si leggono sui media. Se in Libia si consolida il governo, potremo mettere la parola fine all’emergenza”. “Quello che è fondamentale è che la realtà sia più forte di ogni allarmismo”.

Austria.  “Non c’è alcun elemento che giustifichi la chiusura del Brennero. Pensiamo che le autorità austriache non potranno fare altro che rispettare la normativa europea e se cosi’ non fosse ci sarebbero sanzioni”. Sul risultato del voto che ha premiato l’ultradestra, Renzi ha chiarito che durante il vertice “Non c’è stata discussione sul democratico voto di un Paese come l’Austria. Noi rispettiamo il voto del popolo”.

Migranti. “C’è la disponibilità espressa anche dal presidente Obama a discutere di un eventuale impiego di mezzi Nato per contrastare gli scafisti, che noi chiamiamo schiavisti”.

Ucraina.  “Se vogliamo porre l’attenzione sulla necessità di aiutare l’Ucraina bisogna porre attenzione all’operazione del North Stream che è una operazione che taglia fuori l’Ucraina”. “Su questo argomento, però, abbiamo solo accennato la discussione che sarà fatta il 28-29 giugno”.

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