Renzi: “Nessun attacco, ma i magistrati arrivino alle sentenze”. Toni duri dalla minoranza

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Il premier alla Direzione dem difende la sua visione della sinistra: “Priorità è sbloccare le opere”. Cuperlo e Speranza vanno allo scontro: “Non ti stai dimostrando all’altezza del ruolo di segretario”. Il racconto minuto per minuto

20.00 La “resa dei conti” che due settimana fa (prima del rinvio della Direzione) ci si aspettava da Renzi, oggi è stata portata avanti invece dalla minoranza. I toni del segretario, infatti, non erano stati particolarmente battaglieri, né ha deciso di alzarli nella replica, dopo i forti attacchi ricevuti.

Cuperlo, in particolare, ha espresso parole molto dure nei suoi confronti (“Non sei all’altezza del ruolo che ricopri”) stupendo tutti e risultando più pesante dello stesso Speranza. Renzi non ha risposto a tono, si è quasi defilato dallo scontro, nonostante abbia raccolto molto pesantemente le parole che gli sono state rivolte dalla minoranza. Alla fine, ha preferito rivolgersi soprattutto all’esterno delle mura del Nazareno e ha lasciato al voto finale (con una maggioranza netta a suo favore) il compito di fotografare gli equilibri interni.

Certo è che, come ha sottolineato Gentiloni, l’impressione è che la minoranza volesse andare ben al di là del merito della discussione, approfittando forse dell’ultima occasione prima che la campagna elettorale per le amministrative entri nel vivo, per creare un’occasione di scontro con il segretario e far emergere una visione differente all’interno del partito.

Si capirà nelle prossime settimane se la loro promessa di un impegno condiviso in vista delle urne si realizzerà effettivamente. Ma anche se l’unità del partito potrà reggere a questa lunga campagna congressuale, iniziata con oltre un anno di anticipo.

 

 

19.45 È stato presentato un ordine del giorno che invitava ad andare a votare al referendum, ma Orfini non la pone in votazione in quanto preclusa dal voto sulla relazione, che dava un’indicazione diversa. Si chiude così la riunione della Direzione

19.44 Orfini apre le votazioni sulla relazione del segretario: 98 favorevoli, 13 contrari, non ci sono astenuti

19.43 “Non sarà facile vincere le amministrative. A Roma dobbiamo recuperare, perché veniamo da un’esperienza negativa. Piaccia o non piaccia, il Pd è pronto a giocarsi tutte le partite. Il Pd a Classe dem mi interrogava perché la base nei territori non dava spazio ai giovani. Io non ho parlato male della minoranza, ma sono certo che quei ragazzi è il gruppo che dimostra non solo che il Pd già c’è ma che chiede a tutti noi di fare meno discussioni e di cambiare l’Italia” (il video della replica)

19.41 “Noi abbiamo trovato un partito che esiste. Abbiamo fatto il Pd grazie al lavoro di chi mi ha preceduto. Questo partito al proprio interno è molto più forte di quanto pensate. Ci siamo caricati di una responsabilità enorme, abbiamo preso un Paese che era considerato un fanalino di coda dell’Europa oggi è un esempio. Il Pd oggi è il riferimento di milioni di italiani che non ne possono più delle nostre discussioni”

19.39 “Negli anni della crisi abbiamo visto aumentare i risparmi privati e diminuire i consumi. Gli 80 euro sono il tentativo di tornare ad avere fiducia nel domani. Bankitalia dice che il 91% è stato speso in consumi. Forse anche per me è troppo, ma ha dato un messaggio. E la stessa cosa vale per l’Imu sulla prima casa”

19.37 “Io credo di avere l’ambizione, forse Gianni (Cuperlo, ndr) direbbe l’arroganza, di avere un’idea della sinistra diversa. Per me la sinistra è creare posti di lavoro, con investimenti pubblici, ma anche intervenendo sbloccando ciò che è fermo e semplificandolo. Per me oggi essere di sinistra significa avere il coraggio di investire sulle energie rinnovabili e lo stiamo facendo. Ma c’è una parte che va colmata. Io penso che essere di sinistra significa dare fiducia agli italiani. Capisco quello che dice Cuperlo sugli 80 euro, ma quello è parte di una strategia fiscale”

19.34 “Se siamo qui in condizioni di emergenza, è per cambiare l’Italia. E il modello di sviluppo al quale pensiamo vede un ruolo delle aziende. Io difendo gli investimenti delle aziende private e faccio in modo che siano più efficaci possibile. Non permetteremo a chi ruba di bloccare tutto”

19.33 “L’idea di un gruppo di superficiali che non si rende conto di cosa sta facendo, ve la rimando al mittente”

19.33 “Dico a Speranza che la sua costruzione è inesatta, perché quell’emendamento è stato discusso al Senato, è stato anche subemendato. Poi in Aula una versione più restrittiva di quella approvata al Senato è stata approvata alla Camera”

19.31 “Io esigo da cittadino italiano che le sentenze arrivino perché è l’unico modo per cacciare i ladri e i corrotti. Dobbiamo permettere ai magistrati di essere rapidi nelle sentenze, lo dico a Orlando. Io non ho preso soldi dalle compagnie petrolifere e da premier ho la responsabilità di difendere l’Eni”

19.29 “Sono una persona profondamente innamorata della giustizia. Ho fatto giurisprudenza per quello che accadde nei primi anni Novanta. Per questo dico che mi fa male quando non si arriva a sentenza. Se siamo un Paese civile non ci si mette otto anni per arrivare al primo grado. E non basta perché quando qualcuno è condannato con sentenza non passata in giudicato, la Coastituzione ci impone di aspettare che ci sia la parola definitiva della Cassazione. Se non avessimo fatto così, Margiotta sarebbe stato condannato”

19.27 “Alle Europee ha votato il 58% degli italiani, il più alto in Europa. E solo di noi ha ottenuto più voti in Italia solo Fanfani”

19.25 “Non replicherò a parole di Emiliano anche talmente volgari da non essere sincere. Voglio che tu recuperi la voglia di essere membro di una comunità”

19.24 “Non c’è alcuna possibilità che la sentenza di oggi della procura di Potenza possa diventare definitiva, perché andrà in prescrizione tra quattro mesi”

19.23 “Non ho attaccato i magistrati, ho chiesto di andare a sentenza. La politica italiana è deberlusconizzata, l’opinione pubblica della stampa no. Io ho detto che noi siamo quelli che chiedono di fare velocemente i processi, che se chiedono di interrogarci diciamo ‘prego’. È una diversità strutturale. Dire che abbiamo attaccato la magistratura non fa i conti con la realtà

19.22 “Il mio auspicio è che gli italiani possano studiare e approfondire questa norma”

19.21 “La posizione del Pd è quella di chi sente la responsabilità delle famiglie che rischiano il posto di lavoro e di chi ha votato quella norma”

19.19 “Per le trivelle, è molto più sicuro terminare l’estrazione di tutto quello che c’è piuttosto che lasciare a metà. L’astensione al referendum non è disinteresse, ma è un modo per essere contrario. Chi si astiene lo fa per far fallire il referendum”

19.18 “Mi dispiace che qualcuno dica che ha sentito qui per la prima volta la nostra politica energetica. Ho svolto interventi in tutte le iniziative pubbliche e private in cui ci è capitato di intervenire, compreso il Cop21″

19.17 Renzi ricorda che la riforma costituzionale e l’Italicum sono diversi dalle sue proposte iniziali, a conferma di come si sia discusso nel merito

19.16 “Il gruppo dirigente di questo partito e di questo governo è molto ampio e plurale, come dimostra De Vincenti. La ricostruzione banale del Giglio Magico che decide in autonomia può andare bene per qualche tweet da strapazzo delle opposizioni, ma chi conosce le cose sa che sull’energia si è discusso. E questo è valso per tutti i passaggi cruciali della legislatura e continuerà a valere”

19.13 Replica di Matteo Renzi: “Credo che il Pd oggi abbia reso un servizio alla comunità politica. Non è usuale che si discuta in modo così aperto. Mai come con questa segreteria si è utilizzata la Direzione per discutere liberamente”

19.11 “Decidiamo fin d’ora che chi deciderà di opporsi al referendum costituzionale di ottobre non potrà sentirsi fuori dal partito. Sbagliato l’attacco de l’Unità a Smuraglia

19.09 Lo Giudice contesta la scelta dell’astensione (lui voterà Sì) e vede come una “cosa molto buona” il fatto che la discussione sia stata più ampia, senza una semplice ratifica di una decisione già presa

19.06 “O ci impegniamo a coltivare le primarie o rinunciamo a un carattere fondamentale del Pd”

19.05 Prende la parola l’ultimo iscritto a parlare, il senatore di ReteDem Sergio Lo Giudice

19.00 “Dico a Speranza, mio concittadino, che quell’emendamento era giustissimo”

18.59 Interviene Salvatore Margiotta, che è stato già indagato dalla procura di Potenza, per poi essere totalmente scagionato in Cassazione

18.58 Due interventi e poi la replica di Renzi. “Anche perché dobbiamo votare”, chiarisce Orfini. Evidentemente dopo gli attacchi della minoranza, si ritiene opportuno chiarire i rapporti interni al partito anche sul piano numerico

18.52 “Ero contrario all’emendamento nello Sblocca Italia perché quel provvedimento considerava strategico solo il petrolio. Ora secondo me il referendum è poco utile”

18.50 Interviene Ermete Realacci, che in questi giorni ha sottolineato come lui si sia opposto all’emendamento su Tempa Rossa e che voterà Sì il 17 aprile

18.50 “C’è chi si è meravigliato dei pochi votanti delle primarie di Roma. Erano 40mila votanti, abbiamo candidato Giachetti e Morassut, non Brad Pitt e Raul Bova. La cura Orfini ha narcotizzato il partito. È vero che ci sono aree in cui il partito non esiste, dobbiamo lavorare per avere gruppi dirigenti seri. Ma dobbiamo lavorare per sbloccare un Paese mummificato, per la sburocratizzazione. Dico no a un’operazione nostalgia, che più che problemi politici nasconde problemi prostatici” (video integrale dell’intervento)

18.47 “Nessuno immagini che essere minoranza possa significare avere una rendita di posizione. Si devono rispettare gli equilibri interni, ma se uno è un idiota è un idiota, che sia minoranza o maggioranza”

18.44 “Io voglio un partito di uomini e donne liberi nel quale ognuno possa portare la propria esperienza. C’è sicuramente un problema di equilibrio, dobbiamo trovarlo. Non possiamo avere uno psicodramma che dura per mesi e mesi: nessuno è ospite in questo partito, siamo tutti militanti. Ma se si immagina di utilizzare le vicende istituzionali per la battaglia politica interna, io sono ferocemente contrario. La discussione deve essere ampia, ma quando si decide si decide. Non sono convinto delle operazioni nostalgia, non sono più tempi. Tanti problemi che attribuiamo al gruppo dirigente del partito rinviano a questioni di fondo che toccano la democrazia contemporanea, il ruolo delle leadership, l’evoluzione del fare politica. Non sovraccarichiamo questioni di carattere storico sulla gestione del partito”

18.43 Il governatore campano Vincenzo De Luca: “Trovo inutile questo referendum. L’iniziativa si è sovraccaricata di ideologismi”. La Campania è una delle regioni promotrici del quesito

18.42 Gentiloni ha replicato duramente agli esponenti della minoranza, accusandoli di tralasciare i temi concreti per una battaglia politica pregiudiziale contro Renzi (video integrale dell’intervento)

18.41 “Noi siamo una comunità, è molto di più ciò che ci unisce di ciò che ci divide, a condizione che discutiamo sul merito”

18.40 “Non credo che gli esponenti della sinistra europea siano matti se vedono nell’attuale leadership del Pd ‘l’unica speranza che abbiamo'”

18.39 “Se il tema è ‘o il partito siamo noi o il partito non esiste’ non andiamo da nessuna parte”

18.38 “Vedo uno scarto tra la radicalità e i temi trattati. Se siamo seri con noi stessi, non possiamo arrivare a quelle considerazioni sulla base di differenze su tasse o politica energetica. Per come la vedo io, non riusciamo a liberarci dall’idea che l’attuale leader del Pd sia un intruso

18.37 Gentiloni: “Colpito dalla radicalità dell’intervento di Cuperlo”

18.35 Intervento appassionatissimo di Pittella. Orfini ironico: “Grazie anche per aver dimostrato la resistenza del nostro podio”. E Paolo Gentiloni, in apertura del suo intervento: “Spero di non interrompere un’emozione”

18.34 “È vero quello che dice De Vincenti. Se fosse rimasto un solo referendum, noi non l’avremmo presentato. Io non do indicazioni, ma vado al seggio. Rifiuto la piega che ha preso questa battaglia referendaria, abbiamo parlato più di equilibri interni che di politica energetica”

18.31 “Non vogliamo la decrescita felice, ci mancherebbe. Noi abbiamo bisogno di rivedere le regole dei controlli, soprattutto sugli investimenti ambientali”

18.23 Dopo l’intervento molto puntuale nel merito di De Vincenti (video integrale), che ha fatto chiarezza su diversi punti oggetto di critica, interviene il governatore della Basilicata, Marcello Pittella

18.23 “Non c’è nessuna notte degli imbrogli, vorrei dirlo anche a Cuperlo e Speranza. In quella notte non c’era solo l’emendamento su Tempa Rossa (oltre a Matteo, anche io me ne prendo tutta la responsabilità), ma anche altri che svuotavano gli articoli in materia energetica e io sostenevo che non andavano svuotati”

18.22 “Non succede nulla sull’occupazione? Non c’è reviviscenza delle norme, quindi Michele (Emiliano, ndr) torni a studiare. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio”

18.19 “Vorrei dire a Emiliano che è stata formalizzata alla presidenza del Consiglio ai primi di dicembre una richiesta della conferenza delle regioni per ragionare insieme dei motivi dei referendum. Sono venuti da me alcuni presidenti delle regioni, in rappresentanza di tutta la conferenza, e abbiamo scritto insieme le norme, compresa quella ora sottoposta a referendum

18.15 Interviene il sottosegretario a palazzo Chigi Claudio De Vincenti, che chiarisce subito di non essere membro della Direzione ma di aver chiesto di intervenire “per rendere conto alla Direzione del mio partito del mio operato”

18.13 “Mi stupisce che alcuni parlamentari stiano dicendo chiaramente che voteranno Sì al referendum, ma non usano la stessa convinzione per difendere i passi avanti che sono stati fatti con la legge di stabilità”

18.08 “Non è con questo referendum che si cambierà la politica energetica. Dobbiamo riaprire in fretta la discussione, la transizione energetica è in corso ma questo ancora non basta. Sarebbe opportuno che chiedessimo a Enel GreenPower investimenti importanti anche in Italia e in Europa”

18.05 Interviene Chiara Braga, responsabile ambiente del Pd, che già a Unità.tv aveva rilasciato un’intervista sui temi del referendum sulle trivelle

18.02 “La Puglia aveva dato parere favorevole a Tempa Rossa. Insieme si governa meglio questo Paese, ci si scambia opinioni. C’è chi può dare una mano a questo governo, e lo fa senza secondi fini” (video integrale dell’intervento)

18.01 “Io il segretario l’ho votato e credo sia di grande valore, ma deve fare la cortesia di ascoltare anche chi ha i capelli bianchi, che studia”

18:00 “Sul referendum si dicono due bugie: non spreca energie e non provoca licenziamenti”

17.56 “Sono d’accordo su molte cose dette da Renzi sulla politica energetica. Era così complicato evitare il referendum parlandone? O c’era qualcosa al ministero dello Sviluppo economico che lo impediva?”

17.52 Interviene Michele Emiliano, che ha assunto un ruolo guida nella lotta per il Sì al referendum del 17 aprile

17.52 “Non c’è dubbio che le primarie possano provocare danni. Ma il problema è anche il modo in cui si sta nelle primarie. Noi stiamo ancora discutendo di una cosa che non esisteva: 55 cinesi che votarono nel 2011. Eppure decidemmo di azzerare e io mi misi a disposizione. Se non c’è questo spirito, inutile farle. O c’è un patrimonio che vogliamo difendere, o tutto è in discussione. Caro Matteo, è utile e necessario che tu compia un gesto nei confronti di Bassolino per rendere possibile il suo sostegno a Valente”

17.44 Intervento di Andrea Cozzolino

17.44 Durante gli interventi di Cuperlo e Speranza (qui il video integrale), Renzi ha preso appunti in vista della sua replica conclusiva. Le aspettative di una Direzione senza scontri sono state totalmente disattese: la minoranza ha alzato notevolmente i toni dello scontro, ben al di là dei temi più d’attualità

17.43 Dopo aver respinto l’invito di Di Maio, ho ricevuto email e massaggi di gente che al Pd tiene e che mi ha detto di essere al limite, di non poterne più, perché non capisce dove va questo partito”

17.41 “Dobbiamo fare uno sforzo nei prossimi mesi per ricostruire il partito come comunità. Su questo credo che la segreteria di Renzi sia stata insufficiente” (video)

17.41 “Noi avevamo un partito senza primarie, ora rischiamo di avere primarie senza partito. Io le difendo, ma da sole non bastano”

17.40 “Io penso che il Pd sbagli a dire di essere per l’astensione. Il Pd è chi propone il referendum, con i presidenti di regione, e poi dice di astenersi. Questo dimostra che noi siamo in questo momento un leader forte e poi la sommatoria di comitati elettorali. In mezzo manca il partito”

17.38 “Il tema di come si decide vale anche per il referendum sulle trivelle. Io ho appreso dal sito dell’Agcom che il Pd fosse per l’astensione e poi i vicesegretari mi hanno detto che la Direzione avrebbe ratificato”

17.37 “Anche su quell’emendamento si dava troppo potere al centro. Bisognava fare una discussione pubblica. Il tema tra di noi è come si decide: dobbiamo ripristinare i luoghi formali della scelta e delle decisioni. Se vogliamo dimostrare di essere diversi dobbiamo darci un metodo. Di quell’emendamento non si è discusso nei gruppi”

17.36 “Ieri sera ha fatto una prova di forza e responsabilità, assumendosi la responsabilità dell’emendamento. Ma io penso che quell’emendamento fosse sbagliato”

17.35 “Il rapporto tra compagnie petrolifere e Stato deve essere un rapporto tra controparti”

17.34 Interviene Roberto Speranza: “Io sono molto turbato dalle indagini degli ultimi giorni, anche perché lucano. Non è solo la questione della telefonata, ma anche la vicenda Eni. Se fosse vero, saremmo di fronte a un disastro ambientale di fronte al quale dovremmo sentirci male. Dovremmo chiederci di chi sono le responsabilità: il peso del governo ci può stare quando un ministro ha vicende personali che la vedono connessa a quelle compagnie?”

17.29 Anna Ascani invita a non trasformare ogni tema in un congresso del Pd

17. 27 Durissimo l’intervento di Cuperlo (qui il video integrale), al di là delle aspettative della vigilia. Al centro delle sue parole ci sono state non tanto le polemiche di questi giorni, quanto temi più profondi come il modo stesso in cui Renzi conduce il partito e – in parte – il governo. Dopo Anna Ascani, interverrà Roberto Speranza, sul quale a questo punto si concentra l’attenzione per capire se l’attacco della minoranza continuerà a essere così forte

17.24 Hai chiesto i voti per fare il segretario, ma non lo stai facendo. Magari riceverai applausi di parti della destra, ma avrai perso quelli di una parte della sinistra. Sento il peso di stare in un partito che ha perso molto. Io penso che tu sia una persona profondamente onesta e appassionata alla politica. Ma io penso che non ti stai mostrando all’altezza del ruolo che ricopri. Non stai dimostrando in questi passaggi la statura di un leader, anche se a volte coltivi l’arroganza dei capi. Questo può fare il danno del Pd, evitarlo non dipende solo da te, ma moltissimo anche da te”

17.22 “Il problema è la fragilità della classe dirigente che ha nelle mani il Paese. In questi anni la comunità politica che hai ereditato, piena di difetti e di errori alle spalle, sembra piegata alla disciplina di corrente. A me colpisce il modo, il tono, il luogo in cui lo dici (la scuola di formazione dei giovani)”

17.21 “Il referendum di ottobre non è il tuo referendum, ma l’occasione di superare il bicameralismo. Più lo fai diventare il tuo referendum, più fai crescere il dissenso”

17.20 “Qui non c’è nessuno che ha più merito di altri a chiedere lealtà. Noi saremo impegnati a far vincere tutti i candidati nei comuni. Sono disponibile anche a una moratoria nel confronto tra noi ma con chiarezza. Io sento il dovere di dirti quello che penso. Ancora l’altro ieri hai usato la riforma costituzionale per usarla come non dovresti fare: hai detto che le opposizioni saranno spazzate via a ottobre. Così pensi che darai una democrazia più solida al Paese?”

17.18 “La vicenda Timpa Rossa sta proprio nella catena decisionale. Metodo e forma delle decisioni diventano tutt’uno con il merito. La questione è il processo delle decisioni, il ruolo del parlamento e della dialettica in questo partito”

17.16 “Fare investimenti pubblici ha un’incidenza più alta che tagliare le tasse. Ci sarebbe bisogno di più coraggio e di una maggioranza diversa. Ma forse non è nemmeno nella tua volontà e nella tua cultura”

17.15 Gianni Cuperlo: “Siamo tornati a crescere dopo anni di segno meno, ma cresciamo circa la metà degli altri e nel mercato del lavoro le dinamiche di fondo non sono mutate. Il governo ha fatto un elenco non banale di cose buone, ma la politica economica mostra un limite dell’impianto. Porre questo tema qui è il solo modo per discutere a schiena dritta. Io penso che tu, presidente, nel metodo e nel merito non stai guidando le riforme che servono a un Paese che la crisi ha colpito più degli altri per ragioni che non dipendono da te. Io vedo una distanza tra il tuo modo di intendere la leadership e il recupero di un rapporto con il Paese che servirebbe”

17.08 Il ministro della Difesa Roberta Pinotti cita il sondaggio su l’Unità di oggi sulla reazione degli italiani nei confronti dell’Isis

17.05 “Cercano di impaurirci, ma anche uno studente di legge agli inizi sa che il ministro dei Rapporti con il parlamento controlla che ci sia una coerenza degli emendamenti con la linea del governo, coerenza che noi rivendichiamo. La nostra cultura giuridica non è quella del ‘non si poteva non sapere'”

17.04 Emanuele Fiano: “Siamo sotto un attacco moralista dal M5S. Giusto che la segreteria abbia deciso di citare in giudizio gli autori di frasi calunniose, di chi ha scelto la strada del fango”

17.01 “Salvini e il M5S sono come gli umarell, mentre noi lavoriamo loro sono lì che guardano”

16.59 “Non abbiamo tempo per pensare oggi al congresso, dobbiamo vincere le elezioni amministrative”

16.57 Calvano: “La nostra Regione ha deciso di non aderire alla raccolta firme per il referendum sulle trivelle. Per quanto ci riguarda, tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto nella legge di stabilità”

16.54 Si chiude l’intervento di Renzi (qui il video integrale). Parla Paolo Calvano, segretario del Pd dell’Emilia-Romagna. Ecco, intanto, le foto esclusive di Stefano Cagelli per Unità.tv 

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16.53 “C’è un punto che mi fa male, l’idea che lo sforzo che stiamo facendo sia messo in discussione nella sua onestà. Io ho molti limiti, ma sono orgoglioso della possibilità che mi ha dato il mio partito di provare a cambiare questo Paese. Ho la dato di scadenza, perché ho detto che non farò più di due mandati, ma chi ha qualcosa da dire su di me, ila mia concezione del potere che per me è servizio, deve avere il coraggio di dire di cosa parla. C’è una cosa che non accetterò mai di prendere, che è l’idea che sono uguale agli altri”

16.51 “Fuori da qui c’è un avversario molto pericoloso, quello del populismo. Qualcuno qui vuole giocare la stessa carta. Ma io riconosco alla minoranza trasparenza e correttezza. A Di Maio, Cuperlo ha dato una buona risposta

16.50 “Obama ha dato indipendenza energetica agli Usa, ma con una pratica che in Italia è opportunamente vietata, il fracking”

16.48 “A piacerebbe discutere su questi temi, senza falsi slogan e demagogia da strapazzo. Deve essere chiaro che da qualche parte l’energia dobbiamo prenderla. Io penso sia meglio non sprecare quella che c’è anziché continuare a incrementare i portafogli di russi, arabi ed altri”

16.47 “Sono orgoglioso della qualità della ricerca italiana su gas e petrolio. Qualcuno può essere orgoglioso di chiudere Gela e la Basilicata, io no”

16.45 “Nei prossimi dieci anni noi non abbiamo la possibilità di fare a meno di carbone, gas, petrolio. Pensiamo che il carbone sia il male assoluto e negli ultimi due anni con Enel abbiamo deciso di chiudere tre centrali (due già chiuse). Altre due saranno riconvertite”

16.44 “Per chi vota a favore del referendum perché non si investe sulle rinnovabili: non c’entra niente. Noi siamo leader sulle rinnovabili”

16.43 “Non abbiamo la possibilità di mettere altre pale eoliche, ma possiamo cambiare quelle che ci sono. Prima abbiamo dato incentivi, ma non abbiamo creato una filiera produttiva. Ora possiamo raddoppiare la quota di energia proveniente dall’eolico”

16.40 “Se vogliamo discutere di energie rinnovabili, in un settore in cui siamo leader in Europa, è un’attenzione maggiore alla mobilità elettrica”

16.36 Renzi mostra dati che dimostrano come sulle energie rinnovabili, l’Italia già nel 2014 fosse più avanti rispetto a Francia, Germania e Regno Unito, con risultati superiori sia al target europeo, che a quello che la stessa Italia si era dato

16.35 “La mia posizione sul referendum è uguale a quella di Prodi, che ha detto che le royalties debbano essere messe al servizio del lavoro sulle fonti alternative”

16.34 “La posizione del Pd è quella dei gruppi parlamentari del Pd che questa legge hanno votato. Nessuno si metterà a fare abiure. Chi oggi è favorevole a bloccare le concessioni, fa bene a votare Sì. Chi non è favorevole ha tutto il diritto di non andare a votare, sperando che il quorum non si raggiunga. Io chiedo che si riconosca che la posizione del mancato raggiungimento del quorum è sacrosanta e legittima. Molti di voi, chi stava nei Ds, l’ha proposta nel 2003″

16.31 “Vorrei informarvi a informarvi sul quesito del 17 aprile”. Ecco la nostra scheda

16.30 Renzi annuncia anche una Direzione ad hoc sul referendum costituzionale di ottobre

16.30 “Tra i due referendum, a me interessa molto di più quello di ottobre perché fa da spartiacque nel processo riformatore che abbiamo fatto”

16.28 “La facile demagogia ha le gambe corte. Se volete discuterne nel merito, io sono pronto. Ci si può dire che non siamo in grado di governare il Paese, ma se qualcuno ha dubbi sulla nostra onestà ha sbagliato destinatario”

16.27 “Governi precedenti non hanno avuto il coraggio di intervenire sulle banche, come abbiamo fatto noi. Se c’è bisogno di un chiarimento io sono qua. L’atteggiamento del governo è di una trasparenza che non ha precedenti”

16.26 “Sulle banche popolari, sono fiero e orgoglioso della nostra riforma. Se qualcuno ha dubbi sull’atteggiamento del governo, vada a vedere cosa è successo nelle singole banche. Abbiamo commissariato BancaEtruria, Bankitalia l’ha sanzionata due volte”

16.25 “Parliamone, ma le primarie non si toccano”

16.24 “C’è un punto che riguarda noi. Si è detto che le primarie sono un problema. Abbiamo avuto dei problemi, ma credo sia una vergogna che si cerchi anche al nostro interno di accomunare con lo stesso giudizio noi con chi fa clickarie sul blog o cene. Se ci sono casi in cui non funzionano se ne discute, anche dell’albo degli elettori, anche se credo non funzioni. Ma negli undici comuni capoluogo e nei 23 sopra i 15mila abitanti che hanno votato, noi abbiamo oltre 225mila votanti. Io lo considero un fatto straordinariamente bello. Sono pronto a qualsiasi valutazione, a condizione che si parta dal reciproco riconoscimento della buona fede”

16.20 “Se è reato sbloccare opere pubbliche, io sto commettendo reato. E annuncio formalmente che continueremo a sbloccarle. Chiedo alla magistratura di essere inflessibile nel trovare i ladri e mandarli in carcere. Chi sostiene che il Pd abbia preso soldi e tangenti ne risponderà nelle sedi civili e penali

16.19 Elenco delle opere sbloccate da questo governo fatto da Renzi, anche nonostante scandali precedenti: tunnel del Brennero, Expo, Bisagno, Campogalliano Sassuolo e Cispadana, Mose, Trieste Ferriere, Val d’Asti, Roma-Latina, Bagnoli, Pompei, Salerno-Reggio Calabria, Napoli-Bari, Bari-Matera, strade siciliane (3 miliardi di opere), Olbia, Catania-Messina-Palermo, aeroporti di Venezia e Fiumicino, variante di valico, alta velocità Venezia-Napoli, ecoballe, Tempa Rossa.

16.13 “Il governo delle lobby lo dicono a qualcun altro. È mio compito istituzionale che un’opera bloccata da anni arrivi a compimento”

16.12 “Se su un’opera c’è qualcuno che ruba, bisogna fermare chi ruba, non l’opera”

16.11 “Rivendico una differenza profonda. Gli altri parlavano di legittimo impedimento, prescrizione, io dico che sono qui, interrogatemi e chiedo una sentenza presto. Noi non siamo uguali agli altri” (video)

16.10 E si arriva al caso Tempa Rossa. “Se si decide che un’opera va fatta nel 1989, c’era ancora il muro di Berlino, 27 anni dopo lo scandalo non è che l’emendamento venga approvato, ma che sia stato bloccato. Qualcuno ci ha mangiato? Ci sto a discuterne: chiedo che la magistratura se ne occupi e arrivi a sentenza rapidamente. Ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi e non si è mai arrivati a sentenza”

16.09 “La decrescita è felice solo per chi ha un posto di lavoro e una rendita”

16.09 “Rischiamo di essere schiavi delle lobby, delle multinazionali? Le multinazionali oggi portano 1,2 milioni di occupati e il 14% del Pil. Quando vanno via le multinazionali ci sono le crisi aziendali da risolvere. Dicono che al governo parlano con le multinazionali: sì, lo facciamo. O vogliamo cedere al discorso per cui chi crea ricchezza e cattivo?”

16.07 “Sbloccare le opere pubbliche e private è la priorità di questo esecutivo”

16.06 “L’Italia di sette anni fa investiva circa 40 miliardi di euro, oggi siamo a 20. Vi domandate ancora perché abbiamo un differenziale di un punto di Pil dagli altri?”

16.05 Renzi sottolinea ora l’importanza di sbloccare il Fiscal compact per i comuni, obiettivo per il quale il percorso legislativo è partito

16.04 “Accanto alle riforme, o l’Italia non recupera gli investimenti pubblici e privati o non uscirà mai da percentuali da prefisso telefonico sulla crescita”

16.04 “Ancora lungo da completarsi il progetto Juncker sugli investimenti”

16.03 Il discorso di Renzi si muove finora tutto sulla linea Usa-Europa-Italia, come risposta al populismo (a partire da Trump) da ricercare a partire dal sostegno ai redditi e agli investimenti

16.01 “La misura degli 80 euro è la prima forma del tentativo di dare un sostegno alle famiglie, in linea con una politica di sviluppo che stiamo cercando di affermare a livello europeo”

15.59 “L’obiettivo di fondo che abbiamo è portare tutto il Pse su questa linea. Siamo partiti che non eravamo nel Pse, ora abbiamo un ruolo guida”

15.58 “La sinistra europea ha un senso se afferma un nuovo paradigma economico. Anche noi in Italia abbiamo sbagliato: abbiamo accettato il Fiscal compact e le politiche di austerity credendo che fossero quelle la strada per superare la crisi economica. Non avevamo alternative, era vero. Ma questo ci ha impedito di giocare un ruolo propositivo. Ora invece con le riforme fatte possiamo dire la nostra: abbassare le tasse per il ceto medio e per chi investe”

15.56 “Le riforme hanno dato una sorprendente stabilità al nostro Paese, come stanno dicendo anche diversi media internazionali. L’Italicum dà una certezza di stabilità per cinque anni, insieme alla riforma costituzionale così dimostriamo di essere all’avanguardia”

15.53 “L’Italia sta cercando di dare una risposta a queste tre emergenze. Lo sta facendo secondo me in modo positivo e organico, con una precisa strategia. Stiamo rispondendo con la nostra gerarchia di valori, che si afferma in un certo modello di integrazione, di sicurezza (non blindando i confini, ma controllando le periferie). La proposta ‘un euro per la sicurezza, un euro per la cultura’ sta diventando non più solo italiana, ma dell’Europa”

15.50 Le “primarie più inaspettate” negli Usa (con riferimento alla possibile vittoria di Trump), un “nuovo rapporto tra politica e finanza” che sospende il dibattito sul ruolo della democrazia: questo lo scenario di sfondo che rende “ancora più evidente la difficoltà europea: abbiamo in crisi l’ideale europeo, il modello istituzionale dei singoli governi che non riescono spesso a formarsi dopo le elezioni, abbiamo in crisi la sinistra europea”

15.47 Primo tema, la situazione politica internazionale. Renzi preannuncia in proposito una riunione apposita della Direzione nelle prossime settimane

15.46 Inizia l’intervento di Renzi. Sono già 25 gli iscritti a parlare dopo di lui

15.45 La riunione sta per iniziare. Come si evince dal fatto che il simbolo del Pd è proiettato sulla parete (dove di solito è sistemato un cartello), la relazione di Renzi sarà accompagnata da alcune slide.

15.40 Matteo Renzi è giunto nella sede del Pd. L’inizio della Direzione è quindi previsto tra poco.

15.30 Consueto ritardo per consentire a tutti i dirigenti di arrivare nella sede del Pd. L’inizio della riunione slitta ancora un po’.

14.30 I primi dirigenti del Pd iniziano ad arrivare al Nazareno per la riunione della Direzione. Un appuntamento che cade in una fase complicata per il partito: stavolta, però, più che gli scontri interni, l’attacco ai dem e al governo arriva dall’esterno. L’inchiesta della procura di Potenza su Tempa Rossa, che ha portato alle dimissioni del ministro Guidi, ha portato infatti non solo a un avvicinamento delle opposizioni, con M5S, Sinistra Italiana, Lega e Forza Italia che stanno cercando un dialogo in vista del voto sulla mozione di sfiducia all’esecutivo, ma anche un accenno di ricompattamento dei dem.

Nessuno, infatti, ha intenzione di unirsi all’attacco portato al ministro Maria Elena Boschi (che oggi peraltro sarà sentita dai magistrati potentini), né la minoranza avrebbe intenzione di strumentalizzare la vicenda per portare acqua al mulino del Sì al referendum del 17 aprile sulle concessioni alle trivelle.

La discussione sul quesito ci sarà sicuramente, anzi è proprio il tema all’ordine del giorno, ma Speranza e gli altri che si erano opposti alla decisione dei vicesegretari di schierare il partito per l’astensione potrebbero incassare la correzione di rotta imposta da Renzi (preannunciata al congresso dei Giovani dem e ribadita ieri in tv a In mezz’ora), secondo la quale rimane l’indicazione dei vertici, ma si lascia una sostanziale libertà di voto.

Le critiche della minoranza si concentreranno su un processo decisionale interno al Pd (ma anche al governo) che nei casi in questione è apparso poco chiaro. Mentre il tema del “tagliando” all’esecutivo – sollevato da Cuperlo – difficilmente verrà accolto alla vigilia di una lunga campagna elettorale che, a partire dal referendum di questo mese, passerà dalle amministrative per arrivare fino al big test del referendum costituzionale di ottobre. Il caso Guidi sarà risolto più probabilmente con un semplice avvicendamento al ministero dello Sviluppo economico, senza toccare le altre caselle.

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