Atene, via libero dal parlamento greco. Oggi la decisione dell’Eurogruppo

Grexit
epa04841682 Lawmakers greet Greek Prime Minister Alexis Tsipras (C) after a parliament vote concerning Greece's proposal to the lenders, at the parliament in Athens, Greece 11 July 2015. The Greek government was rallying domestic support in parliament for Prime Minister Alexis Tsipras' tough new reform plans, as the creditors' verdict on the proposals was expected within hours. While the Greek Parliament appeared set to approve Tsipras launching negotiations for a three-year, 53.5-billion-euro (59.4-billion-dollar) rescue programme with Europe's bailout fund, Germany warned that negotiations on the plans remained wide open.  EPA/YANNIS KOLESIDIS

“Ce la faremo. Resteremo nell’euro e cambieremo anche l’Europa” ha affermato il premier greco intervenendo al parlamento, tra gli applausi dell’assemblea. Ora attesa per il semaforo verde dell’Eurogruppo previsto per oggi, alle 15

Tispras supera l’esame del parlamento greco, nonostante le resistenze dalla sinistra del suo partito, Syriza (otto astenuti, due no e sette assenti tra cui l’ex ministro Varoufakis).

In totale hanno votato a favore di Tsipras 251 deputati su 300. “Ce la faremo. Resteremo nell’euro e cambieremo anche l’Europa” ha affermato il premier greco intervenendo al parlamento, tra gli applausi dell’assemblea.

“Non voglio nascondere la verità. L’accordo che discuteremo all’Eurogruppo è lontano dal nostro programma, ma è il migliore possibile e per la prima volta c’è un impegno a rivedere il nostro debito“, ha spiegato Tsipras nell’intervento.

A sostegno del premier sono arrivate le parole del neo ministro delle finanze ellenico, Tsakalotos: “Se non cambiamo potrebbe essere la fine per il nostro Paese”. 

Intanto, fuori dall’edificio, il fronte del ‘no’ è tornato in piazza per manifestare la profonda resistenza nei confronti delle politiche di austerità.

Ora non resta che attendere il verdetto della riunione di oggi dell’Eurogruppo che, salvo sorprese, dirà sì al piano presentato da Tsipras. Una decisione che dovrà essere ratificata dal vertice dei capi di Stato e di Governo previsto per domani, fortemente voluto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Già ieri è arrivato un primo giudizio positivo da parte dei creditori: le proposte inviate da Atene sono “esaurienti”, è stato il commento del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Una traccia evidente di come a Bruxelles si guardi con favore alle proposte del governo greco.

Il premier italiano Matteo Renzi confida in un accordo già nella giornata di oggi: “Speriamo di non doverci rivedere anche domenica –  ha commentato – vorrebbe dire che l’accordo lo chiuderebbero già oggi i ministri dell’economia, senza bisogno di un ulteriore summit domenica”

Gli impegni sono “seri” e “credibili”, è stato invece il giudizio di François Hollande: “Ancora nulla è fatto – ha detto ieri il presidente francese – ma i greci mostrano una determinazione a restare nella zona Euro”. Più fredda la reazione di Angela Merkel che, tramite l’ufficio della sua cancelleria, ha fatto sapere di non voler rilasciare commenti sul contenuto delle proposte finché non verranno valutate dalle istituzioni competenti.

La concreta possibilità di raggiungere l’intesa ha risuonato nelle sale dei mercati finanziari: tutte le borse europee hanno chiuso la settimana in territorio positivo.

Questa volta, l’accordo con i creditori sembra davvero possibile, anche perché il testo presentato da Atene si avvicinerebbe molto alle richieste avanzate dai creditori prima della rottura dei negoziati.

Tsipras mette sul piatto un pacchetto di riforme complessive per un controvalore di 12 miliardi di euro in due anni chiedendo in cambio 53,5 miliardi, una cifra che le permetterebbe di onorare i prestiti in scadenza fino alla fine del 2018. Tra le misure proposte c’è un aumento dell’Iva (e altre tasse), l’eliminazione di privilegi, la riforma delle pensioni, lotta all’evasione fiscale e liberalizzazioni. È prevista inoltre una riduzione delle spese militari ed esenzioni fiscali per gli armatori.

Nell'infografica realizzata da Centimetri i dettagli del piano di riforme presentato dal governo greco ai creditori. ANSA/CENTIMETRI

  • Per quanto riguarda l’Iva la proposta è quella di unificare l’aliquota al 23%, con la sola esclusione di alcuni beni primari, farmaci e hotel che avranno aliquote privilegiate del 13% o del 6%. Sarà soprattutto abolita ogni forma di agevolazione per le isole, fino ad ora privilegiate. La manovra vale un punto di Pil.
  • Le imposte sulle imprese saliranno dal 26 al 28%.
  • Ridotte anche le spese militari di 100 milioni nel 2015 e 200 milioni nel 2016.
  • La riforma delle pensioni: il governo riconosce che il sistema attuale è “insostenibile” si impegna a cambiamenti drastici da cui si conta di risparmiare un quarto o mezzo punto percentuale del Pil nel 2015 e l’1% del Pil su base annua nel 2016. Propone disincentivi alle pensioni da giovani per arrivare gradualmente al termine dei 67 anni o 62 anni con 40 anni di contributi entro il 2022 (eccezioni previste per le professioni usuranti e per le madri con bambini disabili), a partire da subito.
  • In materia fiscale, si prevede un incremento dall’11% al 15% dell’imposta sul reddito per coloro che guadagnano meno di 12.000 euro l’anno, e dal 33% al 35% per i redditi superiori.

Inoltre, gradualmente si punta ad eliminare i sussidi per il gasolio in agricoltura, e portare dal 10% al 13% la tassa sul lusso.

L’obiettivo di Atene è un avanzo primario dell’1% quest’anno (per arrivare a +3,5% del Pil nel 2018) 

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