Grecia, Eurogruppo perplesso. Berlino: difficile un accordo stasera

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epa04842208 Greek Finance Minister Euclid Tsakalotos  at the start of a special Eurogroup Finance ministers meeting on Greece, at European Council headquarters in Brussels, Belgium, 11 July 2015. Eurozone finance ministers were set to evaluate Greece's request for a new bailout package, with diplomats saying that the chances of a deal stand at 50-50. Athens is teetering on the edge of bankruptcy, cut off from bailout aid, in arrears to the International Monetary Fund (IMF), owing large debt repayments this month and fending off suggestions that it may soon have to exit the eurozone.  EPA/OLIVIER HOSLET

Al via l’Eurogruppo che giudicherà le proposte di Atene. Alcuni ministri delle finanze iniziano la riunione con diverse perplessità

Si pensava che quello di oggi potesse essere un Eurogruppo decisivo. Invece, stando alle dichiarazioni dei vari ministri delle Finanze, rilasciate poco prima dell’inizio dei lavori, non sarà da questa riunione che uscirà un risultato definitivo.

Il nuovo incontro straordinario sulla Grecia è cominciato con una mezz’ora di ritardo (15,30) e il dibattito, prevedono in molti, dovrebbe durare diverse ore.

Considerate le profonde divisioni sul tavolo, i ministri dell’Eurogruppo sembrano più intenzionati a cedere la parola definitiva al vertice dei capi di Stato e di Governo previsto per domani. La scelta, a questo punto, diventerebbe politica. D’altronde, la grossa cifra necessaria per salvare Atene lo richiederebbe (si tratta per 74 miliardi di euro).

La conferma arriva dal ministro italiano Pier Carlo Padoan: “Ricordo che non siamo qui per concludere un accordo – osserva il titolare del Mef al suo arrivo a Bruxelles – ma per verificare se ci sono le condizioni per iniziare un negoziato importante, visto che si sta parlando di un programma di medio termine molto impegnativo”.

A Tsipras non basta, dunque, aver superato l’esame del parlamento greco e aver ottenuto dalle tre istituzioni creditrici (Ue, Bce e Fmi) un giudizio positivo.

La cosa importante è ritrovare la fiducia, osserva il ministro delle Finanze francese Michel Sapin. Dello stesso parere il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che arrivando al vertice ha spiegato come il Governo greco debba “mostrare un grande impegno per ricostruire il rapporto di fiducia con gli altri paesi“.

Anche secondo il ministro delle Finanze maltese, Edward Scicluna, l’Eurogruppo dovrà affrontare oggi lo “scetticismo” di alcuni Stati membri dell’eurozona nei confronti del governo Tsipras.

Più duro il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: “Il governo greco ha fatto di tutto per distruggere la fiducia” confermando la sua posizione intransigente prima dell’inizio dell’Eurogruppo. “Sarà un negoziato straordinariamente difficile – ha affermato – non vedo come potremo arrivare facilmente a un risultato“.

Più ottimista invece il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, che al suo arrivo a Bruxelles ribadisce ai giornalisti di “avere l‘intenzione di fare molti progressi durante la riunione di oggi“.

Alcuni governi rimangono ancora perplessi per il raggiungimento di un accordo. Il viceministro delle Finanze olandese, Eric Wiebes, afferma di essere “seriamente preoccupato” per la capacità greca di “implementare le riforme”. Secondo Wiebes, la Grecia deve compiere ancora un passo avanti “Il piano è “più debole in alcune parti”

 

Tispras supera l’esame del parlamento greco, nonostante le resistenze della sinistra del suo partito, Syriza (otto astenuti, due no e sette assenti tra cui l’ex ministro Varoufakis).

Il voto è arrivato alle 3,30 di stanotte (2,30 italiane), dopo un lungo e duro dibattito: in totale hanno votato a favore della proposta 251 deputati su 300. “Ce la faremo. Resteremo nell’euro e cambieremo anche l’Europa” ha affermato il premier greco intervenendo al parlamento, tra gli applausi dell’assemblea.

“Non voglio nascondere la verità. L’accordo che discuteremo all’Eurogruppo è lontano dal nostro programma, ma è il migliore possibile e per la prima volta c’è un impegno a rivedere il nostro debito“, ha spiegato Tsipras nel suo intervento.

A sostegno del premier sono arrivate le parole del neo ministro delle finanze ellenico, Tsakalotos: “Se non cambiamo potrebbe essere la fine per il nostro Paese”. 

Intanto, fuori dall’edificio, il fronte del ‘no’ è tornato in piazza per manifestare la profonda resistenza nei confronti delle politiche di austerità.

La concreta possibilità di raggiungere l’intesa ha risuonato ieri nelle sale dei mercati finanziari: tutte le borse europee hanno chiuso la settimana in territorio positivo.

Questa volta, l’accordo con i creditori sembra davvero possibile, anche perché il testo presentato da Atene si avvicinerebbe molto alle richieste avanzate dai creditori prima della rottura dei negoziati.

Tsipras mette sul piatto un pacchetto di riforme complessive per un controvalore di 12 miliardi di euro in due anni chiedendo in cambio 53,5 miliardi, una cifra che le permetterebbe di onorare i prestiti in scadenza fino alla fine del 2018. Tra le misure proposte c’è un aumento dell’Iva (e altre tasse), l’eliminazione di privilegi, la riforma delle pensioni, lotta all’evasione fiscale e liberalizzazioni. È prevista inoltre una riduzione delle spese militari ed esenzioni fiscali per gli armatori.

Nell'infografica realizzata da Centimetri i dettagli del piano di riforme presentato dal governo greco ai creditori. ANSA/CENTIMETRI

  • Per quanto riguarda l’Iva la proposta è quella di unificare l’aliquota al 23%, con la sola esclusione di alcuni beni primari, farmaci e hotel che avranno aliquote privilegiate del 13% o del 6%. Sarà soprattutto abolita ogni forma di agevolazione per le isole, fino ad ora privilegiate. La manovra vale un punto di Pil.
  • Le imposte sulle imprese saliranno dal 26 al 28%.
  • Ridotte anche le spese militari di 100 milioni nel 2015 e 200 milioni nel 2016.
  • La riforma delle pensioni: il governo riconosce che il sistema attuale è “insostenibile” si impegna a cambiamenti drastici da cui si conta di risparmiare un quarto o mezzo punto percentuale del Pil nel 2015 e l’1% del Pil su base annua nel 2016. Propone disincentivi alle pensioni da giovani per arrivare gradualmente al termine dei 67 anni o 62 anni con 40 anni di contributi entro il 2022 (eccezioni previste per le professioni usuranti e per le madri con bambini disabili), a partire da subito.
  • In materia fiscale, si prevede un incremento dall’11% al 15% dell’imposta sul reddito per coloro che guadagnano meno di 12.000 euro l’anno, e dal 33% al 35% per i redditi superiori.

Inoltre, gradualmente si punta ad eliminare i sussidi per il gasolio in agricoltura, e portare dal 10% al 13% la tassa sul lusso.

L’obiettivo di Atene è un avanzo primario dell’1% quest’anno (per arrivare a +3,5% del Pil nel 2018) 

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