Renzi: “Il voto vale, l’Europa non perda tempo e riparta dai valori”

Brexit

In vista del vertice con Merkel, Hollande e Tusk e del Consiglio europeo di domani, il premier spiega in parlamento la linea italiana: nessun temporeggiamento, ora Pse e Ppe siano più responsabili

Con un mezzo sospiro di sollievo per l’esito delle elezioni spagnole, che non hanno visto il temuto sfondamento delle forze anti-europee come Podemos, si è aperta la giornata che porterà al vertice di Berlino tra la padrona di casa Angela Merkel, il presidente francese François Hollande, il premier italiano Matteo Renzi e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Sul tavolo, naturalmente, c’è il dopo-Brexit.

Il presidente del Consiglio, in vista dell’incontro di stasera ma soprattutto della riunione dei capi di Stato e di governo europei di domani e mercoledì, ha riferito al Senato e quindi alla Camera, prima di incontrare a pranzo Sergio Mattarella. “Il voto vale”, ha detto chiaramente Renzi a proposito del referendum britannico, il cui esito non può essere ignorato. Ed è un voto che “pesa come un macigno nella storia europea”, di fronte al quale non si può “fare finta di niente”. Nessuna perdita di tempo, quindi, perché “se si pensa che da una parte il popolo vota e da un’altra ci si mette una pezza” viene messo in crisi il principio stesso della democrazia.

Parole dalle quali si comprende che la linea che l’Italia porterà stasera al vertice berlinese e da domani al Consiglio europeo è di avviare le procedure per la Brexit, senza temporeggiare magari in vista di un nuovo referendum.

“Le ragioni che abbiamo portato finora sono rese più forti dal voto britannico”, è la considerazione di Renzi, che ricorda come le aree che hanno avvertito maggiormente la crisi della manifattura sono state quelle in cui il Leave è stato più forte. Ecco perché bisogna “rilanciare l’Europa” a partire dai suoi valori e da una cooperazione rafforzata sul piano economico e della sicurezza, con un occhio alle periferie.

Guardando anche all’esito delle elezioni spagnole, il premier italiano ha concluso il suo intervento con un invito rivolto alle “famiglie tradizionali che hanno sempre detto sì all’Europa”, affinché “trovino la grinta, la lucidità e l’intelligenza per capire che è il momento della responsabilità e non dell’improvvisazione”. L’appello è rivolto a chi in Italia si riconosce in quelle forze, piuttosto che negli euroscettici più vicini a Farage (M5S) o Le Pen (Lega). Ma ha anche un risvolto continentale: se il Pse è pronto in questa direzione, lo saranno anche i Popolari capeggiati da Angela Merkel? Questo sarà il primo interrogativo che si proverà a sciogliere a partire da stasera.

Stamattina, intanto, il premier italiano ha sentito al telefono il segretario di Stato Usa John Kerry, per discutere di Brexit, ma anche dell’accordo tra Israele e Turchia. Subito dopo, infatti, è stato ricevuto a palazzo Chigi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

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