Vergogna a Pompei: scavi chiusi per un’assemblea selvaggia

Turismo
Visitatori agli scavi di Pompei (Napoli) sfidano la giornata di caldo, 20 luglio 2015. ANSA/CIRO FUSCO

Il ministro Franceschini: “Un danno incalcolabile, così si fa male ai sindacati e a tutto il paese”

Ancora una volta gli scavi di Pompei sono al centro di uno scandalo provocato da un comportamento scorretto dei sindacati Fp Cisl, Filp e Unsa, che stamattina hanno convocato un’assemblea dei lavoratori senza preavviso.

“Un danno incalcolabile – ha accusato il ministro Dario Franceschini – che rischia di vanificare quei risultati straordinari raggiunti nell’ultimo anno, che hanno rilanciato l’immagine di Pompei nel mondo. Non è possibile organizzare assemblee a sorpresa per impedire che il sito resti aperto con personale in sostituzione, con il risultato di lasciare centinaia di turisti in fila sotto il sole. Chi fa così fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto fa del male al proprio paese“.

I cancelli sono stati riaperti solo intorno alle 10.30, permettendo così agli oltre duemila turisti rimasti nel frattempo in fila sotto il sole di accedere al sito archeologico.

I lavoratori della Soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia continueranno comunque la propria protesta, anche se in maniera assolutamente inedità: lavoreranno cioè per più ore durante la sera e a un costo inferiore rispetto a quello previsto per le maestranze della Scabec, la società della regione Campania, che si sarebbe dovuta occupare della copertura di personale durante le aperture straordinarie notturne.

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