Tra addii e voci di vendita, per Twitter è ora di cambiare

Social network
The Twitter logo appears on a phone post on the floor of the New York Stock Exchange, Tuesday, Oct. 13, 2015. Twitter is laying off up to 336 employees, signaling CEO Jack Dorsey's resolve to slash costs while the company struggles to make money. (ANSA/AP Photo/Richard Drew)

Nello stesso giorno due figure chiave della piattaforma dicono addio e le voci di vendita fanno impennare il titolo in borsa

Ci sono tre notizie che, nella stessa giornata, riguardano Twitter. Una è senza dubbio molto importante. Le altre due potrebbero esserlo, ma solo se prese come spie di un cambiamento radicale che sta per avvenire sulla piattaforma dell’uccellino.

Andiamo per ordine. La prima notizia riguarda la possibile vendita della società guidata da Jack Dorsey. Tra i possibili acquirenti si fanno i nomi di Google e la Salesforce, società specializzata in cloud computing.

Le indiscrezioni sono state diffuse da Cnbs sulla base di fonti anonime che però stanno ricevendo particolare credito, almeno tra gli investitori. Nei primi scambi a Wall Street il titolo Twitter è volato con un balzo di 16,75 punti percentuali a 21,75 dollari, sui massimi da inizio gennaio. L’attesa di un’offerta reale da parte di uno o più degli interessati sembra, anche da parte dei broker, più che imminente.

E forse, per alcuni di loro, era già nell’aria da tempo. Da almeno 4 anni la società non riesce a invertire una tendenza che l’ha vista spesso col segno negativo in borsa. Anche dal punto di vista del pubblico, la piattaforma – sia negli Usa, che nel resto del mondo – non è riuscita a incrementare la propria platea di utenti.
La situazione di stagnazione si è ben presto tradotta in minori guadagni pubblicitari e minor appeal per gli investitori. Nemmeno il ritorno di Dorsey alla guida della società a ottobre del 2015 ha sortito particolari effetti. Se non quello che, forse, ha portato alle indiscrezioni di oggi.

twitter-borsa

L’affannosa ricerca di nuovo pubblico ha portato Twitter ad assomigliare sempre di più al grande fratello Facebook. Ma forse non è bastato. Proprio oggi una seconda notizia lascia intendere che un grande cambiamento è in atto. Due figure centrali della società hanno detto addio: si tratta del responsabile TV, Andrew Adashek, e del responsabile di Moments per il Nord America, Marcus Mabry.

Il primo era una figura chiave per le ambizioni della società nella possibile e già vincente sinergia tra la tv tradizionale e il social network dell’uccellino blu. Il secondo era invece impegnato a sviluppare nuovi progetti, come appunto Moments, per rendere il mare magnum dei tweet sempre più fruibile dagli utenti e, soprattutto, interessante.

Vista la fatica incontrata da Twitter nell’attirare nuove platee, è plausibile che i possibili compratori possano essere interessati non tanto alla pubblicità, quanto ai dati che la piattaforma riesce a generare su relazioni e interessi degli utenti. Un piatto ghiotto che ha già fatto sborsare a Facebook milioni di dollari per accaparrarsi WhatsApp.

Vedi anche

Altri articoli