Vendesi Leopolda, le offerte immaginarie

Leopolda 2015
Una veduta esterna della ex Stazione Leopolda di Firenze, 4 novembre 2015.
ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

L’ex stazione ferroviaria sede delle kermesse renziane sarà ceduta al miglior offerente. Chi se la aggiudicherà?

Polo di attrazione culturale della città di Firenze, denominato “Ex stazione Leopolda”, 5.200 metri quadri, Classe Attestato Prestazione Energetica: G 135,2 kwh/mqa, sito in viale Fratelli Rosselli 9. Base d’asta 7.200.000 euro. Apertura delle buste il 2 dicembre 2015.

Fin qui tutto vero. La Leopolda si vende. L’edificio dell’ex stazione, sede dell’appuntamento annuale che ha portato alla ribalta nazionale Matteo Renzi, è stata messa all’asta dalle Ferrovie e la data in cui scadrà il termine per la presentazione delle offerte ricade ad appena 9 giorni dall’inizio dell’edizione 2015 della kermesse: il 2 dicembre 2015. Ottenere proprio in quei giorni la proprietà dell’edificio simbolo del renzismo potrebbe essere un risultato che fa gola a molti, che hanno motivi per voler giocare un brutto scherzo al premier. Ma chi può farsi avanti? Proviamo a immaginare come potrebbe andare l’apertura delle buste…

 

La prima arriva da Arcore, presentata in forma anonima. La cifra è consistente, ma un tempo sarebbe stata migliore (si fa cenno a ingenti spese familiari e a spending review estesa anche a legumi e ortaggi). Nelle motivazioni dell’offerta si menziona un certo “patto” tradito e un confuso riferimento a un altro edificio, sito in Roma. Proposte sulla destinazione d’uso: cene eleganti e manifestazioni politiche, entrambe con ospiti di dubbio gusto.

Il secondo offerente si presenta con cognome e nome: Della Valle Diego. L’offerta è consistente, ma sull’uso che si intende fare della struttura c’è ancora troppa incertezza: ripristino dell’antica funzione di stazione ferroviaria, atelier di calzature con ampi spazi espositivi, museo di una società calcistica (si esprimono dubbi sulla capacità di sfruttare l’ampia disponibilità di spazi). A margine è segnato a penna un appunto inquietante: “Eventualità sfruttamento a fini politici”.

La terza offerta ha valore simbolico, in quanto rimane ben al di sotto della base d’asta. Arriva da Bettola (Piacenza). Anche le destinazioni d’uso rimangono vaghe: tra le ipotesi, esposizione pelli di giaguaro. Scartata.

Busta n. 4: provenienza Torino, sede Juventus Football Club, legale rappresentante dott. Agnelli Andrea. Ipotesi utilizzo: mostre temporanee di trofei sportivi, esposizione stendardi di colore bianco e nero, installazione nel cortile di gabbie ospitanti zebre. Scartata per motivi di ordine pubblico.

Pochi secondi prima della scadenza dei termini previsti, giunge un’ultima offerta per via telematica da Londra. Mittente: dott. Serra Davide. Sul piano finanziario, supera decisamente tutte le altre, grazie alla partecipazione di fondi offshore interessati a investire nel nostro Paese. Il linguaggio mostra ampio ottimismo sulla riuscita dell’iniziativa e garantisce continuità con le attività già ospitate nei locali dell’ex stazione. Buone premesse, da esaminare con più attenzione.

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